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V Municipio: malumori per la giunta Palmieri e riposizionamento strategico delle correnti. Acque agitate nel Partito Democratico

Avvio stentato per la Giunta del V Municipio. Già nel corso del Consiglio inaugurale erano emerse le prime incomprensioni all’interno della maggioranza che sostiene il presidente Giammarco Palmieri, sfociate poi nell’elezione risicata del Presidente del Consiglio municipale, eletto con 13 voti a fronte dei 16 componenti della maggioranza di centrosinistra.

Mal di pancia non sopito o errori di valutazione? Sembrava un episodio archiviato, ma adesso è l’ufficializzazione della giunta a provocare altre polemiche.
Come confermano i rumors, il mancato rispetto della parità di genere (preannunciata in più occasioni e anche nella nostra intervista http://www.ilmonitoreromano.it/le-quattro-fatiche-di-palmieri-onesta-trasparenza-lavoro-e-i-consiglieri-pregiudicati/) starebbe creando qualche grattacapo di troppo al giovane presidente del Partito Democratico. In giunta siedono quattro uomini () e due donne (). Trascurate, in questo caso, le stesse disposizioni del sindaco Ignazio Marino che aveva chiesto a gran voce giunte municipali formate per il 50% da donne.

Ad agitare gli animi si aggiunge anche la preponderanza dei rappresentanti dell’ex VI Municipio (4 assessori, tra cui il vicepresidente Veglianti) rispetto a quelli dell’ex VII (2 assessori).

Un altro focolaio di polemiche, come confermano alcune indiscrezioni provenienti da viale Palmiro Togliatti, si sta aprendo sulla mancata soddisfazione delle richieste di tutte le correnti del PD. Secondo i bene informati, infatti, alcuni consiglieri e dirigenti si sarebbero indispettiti per l’eccessivo peso concesso da Palmieri alla parte di AreaDem più vicina a Pino Battaglia, ormai trasferitosi armi e bagagli alla corte di Dario Franceschini migrando dall’area zingarettiana, rea di averlo sempre poco considerato.

Così alcuni spiegano l’assessorato concesso ad Alessandro Rosi che da tempo gravita nel gruppo rappresentato da Michela Di Biase e Pino Battaglia.

A rimanere a bocca asciutta l’altra metà di AreaDem rappresentata da Alfredo Ferrari, Luciano Di Pietrantonio, Mauro Ferrari e Maria Marchionne che invece avrebbero preferito un incarico in giunta a Donatina Persichetti, ipotesi che avrebbe consentito a Palmieri di mantenere quell’equilibrio di genere ormai sfuggitogli di mano.

Dopo il sostegno garantito a Palmieri nelle primarie del 12 aprile, molti dirigenti lamentano, adesso, la scarsa considerazione ricevuta dal presidente.

Gran movimento, dunque, tra i democratici del nuovo V Municipio, dove si starebbero verificando alcuni movimenti: una migrazione verso AreaDem (come detto prima, Pino Battaglia che ora coordina le attività sul territorio di Dario Franceschini, ed Alessandro Rosi, anch’egli approdato ad AreaDem) ed una fuoriuscita di scontenti dalla stessa (Mauro Ferrari, Maria Marchionne e, si mormora, anche Alfredo Ferrari che pare allontanarsi dal suo referente Bruno Astorre). Insomma in V Municipio c’è fermento anche per la presenza di alcuni dirigenti non eletti, forse non entusiasti della nuova giunta, che si starebbero riposizionando (fra questi figurano Cecilia Fannunza, Gianluca Santilli, Massimo Lucà, Vincenzo Vassallo ed altri) in vista dei congressi nazionale e romano.

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