Campidoglio

Un’altra beffa per gli aspiranti vigili urbani di Roma Capitale: reimbustate le prove scritte. Dramma di un concorso infinito scaricato da tutti

vigili urbani

Il 21 dicembre 2012 era una giornata come le altre. Non lo era per 3mila aspiranti agenti della polizia di Roma Capitale che hanno sostenuto le prove scritte per accedere ai 300 posti disponibili per entrare nel corpo.

di MATTEO MARINI

Con la determinazione dirigenziale numero 1809 del 26 luglio 2012 era stata nominata la commissione incaricata della correzione delle prove. A maggio però esce sui giornali la ferale notizia: tutti i membri della Commissione, escluso il Presidente, sono indagati per falso ideologico. Secondo l’accusa la commissione ha firmato un verbale di una riunione, convocata per correggere le prove scritte, anche se nessuno dei membri era presente (alcuni erano in vacanza e alcuni in trasferte personali).

A questo punto la decisione del sindaco Alemanno è implacabile: blocca  il concorso e mette sotto chiave le prove, in attesa che venga nominata una nuova commissione esaminatrice.

La nomina dei nuovi membri avviene dopo l’arrivo in Campidoglio del centrosinistra. Con la determinazione dirigenziale numero 3168 del 23 dicembre 2013, viene infatti ratificata la nuova composizione. Per la presidenza, viene scelto Vincenzo Greco, ex prefetto ed esperto in materie giuridiche e sicurezza urbana.

Con la nuova commissione in carica si potrà procedere alla correzione delle prove e alla consegna degli esiti? A quanto pare no. L’11 aprile 2014, infatti, la commissione invia una nota al Direttore del Dipartimento Risorse Umane del Campidoglio per comunicargli di aver suggerito all’Amministrazione capitolina di nominare una nuova commissione (l’ennesima, ndr.) composta da Dirigenti per procedere al reimbustamento delle buste contenenti i dati anagrafici dei candidati, al fine di salvaguardarne l’anonimato. Il problema, sostanzialmente, è che le buste con i nomi erano trasparenti e potevano inficiare la correzione degli elaborati.

Arriviamo così ad oggi. Il 2 maggio scorso, con la determinazione dirigenziale numero 827, il Dipartimento Risorse Umane mette nero su bianco la richiesta della commissione e giustifica questa decisione affermando inoltre che: “la commissione riteneva tale attività (la nomina della ‘commissione bis’, ndr.) necessaria avendo appreso l’esistenza di un ricorso relativo ad un’altra procedura selettiva di Roma Capitale che presenta aspetti analoghi a quelli presi in esame”.

Una volta reimbustati i nomi, la commissione presieduta da Greco provvederà a ricorreggere tutti i compiti.

Amaro il commento di uno dei partecipanti al concorso, che preferisce rimanere anonimo: “mi chiedo come mai non si sono accorti prima che le buste con i nomi erano trasparenti. Perché far passare tutto questo tempo? Oltretutto, se non vado errato la società che provvede alla stampa degli elaborati è la stessa anche per tutti gli altri concorsi pubblici del Campidoglio. Perché allora questa scoperta c’è stata solo nel nostro?”.

Interrogativi che forse rimarranno senza una risposta. O forse no. Intanto il tempo passa.

 

 

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