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Un romano scrive al sindaco Marino

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Un cittadino romano scrive al Sindaco Ignazio Marino e pubblica la sua lettera su Facebook. Noi l’abbiamo ripresa e ve la mostriamo.

Chiar.mo Prof.
On.le IGNAZIO MARINO.
Sindaco di Roma.
P.za del Campidoglio 1
Roma

” mejo l’americani sulla testa che Mussolini tra li cojoni ”

Cosi’ , all’indomani del primo bombardamento su Roma, citava una scritta apparsa suile mura adiacenti a castro Pretorio, malgrado il severo controllo poliziesco e dell’ OVRA. E’ una brutta data per gli abitanti del quartiere. L’episodio accaduto nella ricorrenza di tale fatto, che lo ha visto protagonista, dimostra come Lei non conosca assolutamente questa città, e nella fattispecie San Lorenzo. Capisco che essere contestato non fa mai piacere, ma da una persona della Sua cultura e della Sua estrazione, ci si aspetta almeno un minimo di comprensione, perchè San lorenzo i suoi problemi li ha e ne ha tanti.

E’ un bel quartiere San Lorenzo, con una storia a se, come tutti i quartieri popolari e storici di Roma. Io l’ho vissuta frequentando da ragazzo l’asilo e le elementari dalle suore a Via dei Salentini. Un quartiere popolare, operaio, ma sempre e comunque dignitoso. Si diceva che una volta, se la polizia fermava un uomo e sulla carta d’dentita c’era scritto ” abitante a Via de Messapi, o a via degli Equi, ” il tipo era buono per una notte al commissariato per accertamenti, ma in realtà è sempre stato un quartiere pieno di artigiani, con le sue osterie, il suo mercato rionale, e malgrado la forte vocazione di presenza universitarie, non si è mai snaturato.

Tralascio le retoriche legate alla San Lorenzo rossa, quella ove durante il ventennio la milizia neppure ci metteva il naso, e i tempi bui degli anni ’70, legati alla presenza del collettivo di Via dei Volsci ( anche perchè in molti non sanno che proprio a San Lorenzo era attiva una centrale dell’ OVRA che operò inidsturbata addirittura fin dopo la fine della guerra ). Negli anni 80 \ 90, divento’ gradualmente un quartiere che faceva ” tendenza “. attività culturali, vita sociale giovanile, e il tutto col placet dei SanLorenzini doc..

Oggi non e’ piu’ cosi’. Tutto cambiato Signor Sindaco.

Lo studente universitario di quei tempi, ha lasciato il posto a una miriade di ” fuori corso ” che a spese dei propri familiari, vivacchiano nelle vie, accampati nei pub per la loro sbronza serale. Piazza santa Maria è una piazza di spaccio a cielo aperto, ormai i pusher li chiamano ” narcomat ” e non sono piu’ ” er fettina” o ” er cipolla ” ma Abdul, Rashid etc ( quelli che chiamano in certi ambiti risorse ) Non si puo’ chiamare movida una notte ove, chiasso, urla di ubriachi, risse, bottiglie spaccate, bengalesi che in barba ai divieti vendono clandestinamente alcoolici ai minorenni. Il degrado di San Lorenzo degli ultimi anni è il sintomatico decadimento della nostra Città.

Cosa dirle? Prenda la Sua biciclettina e faccia un giro di notte, se Le sembra normale che in posti come Piazza Farnese o Piazza Navona stazionino CC in tenuta antisommossa per….prevenzione risse. Le sembra normale che quel quartiere alle 5 di mattina, appaia in condizione che manco le favelas ?

Riguardo all’episodio della Signora, peraltro una San Lorenzina Doc, mi creda, non mi ha fatto male la Sua reazione, quanto alcuni suoi sostenitori che l’hanno definita prezzolata e ” vajassa “. No ! la signora aveva il sacrosanto diritto di contestarLa, ma nessuno le ha detto dell’ humus umano e sociale dei suoi abitanti. In fondo ormai è acclarato che Lei della nostra città non conosce nulla. ( se voleva essere contestato ” civilmente ” poteva fare la commemorazione a Piazza delle Muse, ove il suo partito da anni ormai prende voti a mani basse, grazie all’ intellighenzia atticista e impegnata che vi abita.

Nella sua risposta all’accaduto , Lei ha citato il suo papà deportato in Polonia. Desidero ricordarLe, che gli abitanti di San Lorenzo, tra guerra, deportazioni, e bombardamenti, hanno pagato un prezzo che ancora brucia nei loro animi, e che nelle nostre famiglie, il tributo di sangue di quei tempi è stato alto. Non vi è famiglia Italiana che non l’abbia pagato….se ne ricordi , se mai si recherà da quelle parti.

Mi permetta Signor Sindaco , di uscire dalle righe…
In fondo non è colpa Sua, ma di chi l’ha proposto a questo ruolo, e lo sostengo da sempre, ma Lei ci mette del Suo per completare l’opera finale. I trust di personaggi che l’hanno sostenuta l’hanno abbandonata, e i soloni che si sono battuti per la Sua elezione oggi chiedono le Sue dimissioni, ( la gratitudine in politica non esiste ) Dimettetevi in massa, Lei e quei circensi improvvisati che pretendono di governare la Città piu’ bella del mondo e l’hanno resa triste e invivibile agli occhi degli stessi Romani. Un invasione di cavallette è meno dannosa, dei vostri piani sul traffico. Oggi possiamo dire che le 7 piaghe d’Egitto le abbiamio vissute tutte….Mo bata !! Usque tandem Marino, abutere patientia nostra ? Siete riusciti addirittura a trasformare un quartiere ” rosso “come Tor Sapienza, nel quartier generale di Alba Dorata, chissà cosa diventerà San Lorenzo.

Se ne vada Signor Sindaco, domani magari qualche romano esasperato e burlone scrivera’ sui muri di castro pretorio ” Erano mejo l’americani sulla capoccia che Marino tra li cojoni ” …Si tolga dalle palle col Suo entourage di incapaci. La Città gliene sara’ grata !

Con rispetto e deferenza

IO

Questo è il link dove trovate la lettera

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