Roma

Un “comitato di salute pubblica” per salvare Roma. E nasce “Metropoli Roma”

La presentazione di ieri al Nazareno dell’Associazione “Metropoli Roma” è stata l’occasione per parlare di Roma e dei suoi problemi così come di quelli dell’amministrazione capitolina proprio nel giorno in cui il Sindaco in trasferta a Parigi si apprestava a sostenere la candidata socialista zanne Hidalgo. Sedici proposte cita il documento dell’Associazione, sedici punti imprescindibili per far ripartire un Città ferma. Si va dal lavoro al diritto alla casa, dal ciclo dei rifiuti alle reti di acqua ed energia, da un nuovo modello culturale alla riforma di Roma Capitale e della nuova Area Metropolitana, dalla trasformazione urbana alla prioritaria sfida del trasporto pubblico locale, al sistema delle tutele sociali. Insomma l’Associazione nata nella sede nazionale del PD intende dettare al Sindaco una precisa ed estesa agenda politica con un messaggio chiarissimo: la ricreazione è finita, o si cambia passo o la crisi sarà inevitabile.

Ed il coro degli intervenuti è unanime. Davanti ai rappresentanti di Federlazio, Acer, AIC, Legacoop, Confindustria, ACLI, ai Deputati Gasbarra, Ferro e Campana, all’europarlamentare Guido Milana, ad alcuni Presidenti di Municipio (presenti Alfonsi, Scipioni, Mancinelli, Veloccia e Sciascia) e a numerosi amministratori locali (fra cui Fabrizio Panecaldo, Giulia Tempesta, Erica Battaglia, Maurizio Policastro e Gianfranco Zambelli), tutti si sono espressi con la necessità di dover far ripartire la Capitale. Severo il giudizio del Deputato democrat Umberto Marroni, molto applaudito in un intervento dal quale traspare la sua passione per Roma: “un anno fa un risultato straordinario, il PD e il centrosinistra hanno vinto tutto. Però aver vinto tutto anche grazie ai demeriti della destra, e permettetemi di dirlo anche grazie ad una netta battaglia di opposizione, non può consolarci, anzi è questo il momento in cui mostrare il massimo del senso di responsabilità politica e civile. Sicuramente abbiamo avuto una fase turbolenta sia a livello nazionale che nel PD con continue elezioni e primarie, è comprensibile una fase di rodaggio del nuovo sindaco e della nuova amministrazione, ma dobbiamo dirlo con chiarezza che dopo un anno il Comune di Roma così non va. Il sindaco Marino ha vinto sotto il segno dell’antipolitica, oggi però è necessario evitare la rincorsa alla demagogia, una bestia che vuole sempre più sangue, e mettere in campo una politica di cose concrete, cose da fare per la nostra città in sintonia con quello che stiamo cercando di fare nel paese. Il PD non pone un tema di rimpasti o di posti ma deve porre un tema di fare scelte, definire le priorità e produrre atti amministrativi per la città con tempi certi. Unire Roma è l’altra priorità, unire le categorie, le forze sociali, le associazioni con un’iniziativa nella società, nei territori, nel mondo delle professioni. Sul PD oggi grava la grandissima parte della responsabilità, lavoriamo insieme per rafforzare la proposta del Gruppo Consiliare e del PD, in questo senso nasce l’associazione Roma Metropoli, un’associazione legata al PD e al centrosinistra, aperta, un luogo di elaborazione e proposta. Ho gioito per l’Oscar alla Grande Bellezza e sofferto per la descrizione ed immagine di Roma che ne ha dato la stampa in questi mesi. Bisogna nei prossimi mesi dare battaglia per difendere dignità e prestigio della Capitale, in poche parole ritornare ad essere orgogliosi di Roma, noi c’eravamo, ci siamo e ci saremo”.
Il consigliere comunale Pedetti ha sottolineato la necessità di “uscire dalle diffidenze reciproche per costruire una sintonia di fondo fra la Città e l’amministrazione”, mentre l’Assessore Guido Improta ha ringraziato tutti per aver avuto l’opportunità di un confronto dialettico, il primo da quando si trova in Giunta, affermando di non ritenere “uno scandalo il rimpasto e che il PD possa rivendicare maggiore visibilità ed apporto alla Giunta capitolina.” L’assessore ha poi lamentato che “sulla vicenda Metro C mi sono trovato da solo, così come sono stato da solo ad affrontare la campagna stampa su ATAC.”
E su queste frasi ha scherzato il Segretario romano Cosentino: “deve esserci un virus in Campidoglio se tanti assessori affermano di essersi sentiti soli in molte vicende.” E ha poi affermato anche lui la necessità di un deciso cambio di passo sostanzialmente in linea con quanto affermato da Marroni.
Ancora più severo il giudizio espresso dal Deputato Regionale Mario Ciarla che ha parlato della necessità di un comitato di salute pubblica per “aiutare il sindaco e la Giunta nelle difficili scelte da fare. Su queste si misurerà la capacità dell’amministrazione. Su questo punto, non sui posti, nessuno sarà disposto a transigere. Poi dopo le Europee tireremo le somme e vedremo. Meglio un comitato di salute pubblica oggi che un comitato di liberazione nazionale domani.”. Ciarla propone nei fatti un cabina di regia formata da deputati ed amministratori democrat romani. Una sorta di comitato di saggi pronto a guidare l’azione di governo del Sindaco.
In buona sostanza il PD non pone un tema di rimpasto, che parlato se fosse posto non ci sarebbe nulla di male visto che stiamo parlando del primo partito della maggioranza che “avrebbe il diritto di mettere le persone giuste al posto giusto”. Servono atti amministrativi e tempi certi affinché questi vadano dalla Giunta in Consiglio.
Anche l’Assessore Daniele Ozzimo rincara la dose parlando della necessità di ricostruire il tessuto connettivo sociale della Città per ricostruire un clima di fiducia dando la sensazione di essere in grado di ricompattare la Capitale. Si deve ripartire affrontando seriamente il problema dell’emergenza abitativa a Roma come l ‘assessorato da lui diretto sta facendo dop o aver recuperato centinaia di alloggi a seguito di un accordo stipulato con la Guardia di Finanza che ha permesso di scoprire molti usufruttuari che non avevano alcun diritto ad abitare in alloggi popolari. Ha poi parlato della necessità di dotarsi di nuovi strumenti come l’housing sociale di partenariato in grado di garantire alloggi pubblici per i ceti meno abbienti.
Ha concluso la Deputata Micaela Campana, anch’essa con le idee molto chiare su cosa bisogna fare per Roma e per il Paese. La democrat ha anche scherzato dicendo di aver inviato un messaggio al Presidente Renzi annunciando l’evento in corso inviandogli anche una foto della folta platea presente con il testo “qui si fa la buona politica”.
Insomma il leit motiv della riunione, peraltro molto partecipata, ai limiti della capienza della sala grande del Nazareno, è stato: così non va, in particolar modo a Roma. Occorre ripartire con serietà. Basta con le idee bislacche e con una guida estemporanea della Capitale. È necessario avere un’idea ben precisa della Città e di come la vorremmo. E su questo il PD pare avere delle idee molto chiare, a partire dai sedici punti snocciolati ieri, sui quali non si intende in alcun modo derogare, e dalla cabina di regia che si vuole mettere a disposizione di Roma.
Al Sindaco ieri l’avvertimento è stato lanciato chiaro: si cambi immediatamente passo. E subito dopo le europee si tireranno le somme.

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