Politica

Un colloquio conoscitivo per tesserarsi al Pd? Gianna Pieragostini: “Sono renziana, per questo mi ostacolano”. Giulia Urso: “La tessera è pronta, venga a parlarmi”. Ecco la disfida di via dei Giubbonari

Un colloquio per fare la tessera del Partito Democratico? La notizia è rimbalzata questa mattina sulle pagine del Corriere della Sera. La sagace Monica Guerzoni ha riportato un post di una militante pizzicata su Facebook (è stata la giornalista in persona a leggere quanto riportato o gliel’hanno riferito?). La militante in questione è Gianna Pieragostini, storica iscritta dai tempi delle Botteghe Oscure e figlia di una deputata comunista. Nel mio piccolo lo posso ammettere: la Pieragostini è tra i contatti de Il Monitore Romano su Facebook, quindi scrivo per conoscenza diretta, quantomeno social.

di LUCIO LUSSI

La signora Gianna denuncia di essersi recati al circolo democrat di via dei Giubbonari (centro storico) e di aver trovato un ostacolo: “Mi hanno risposto che “i nuovi iscritti” debbono fare un “colloquio di ammissione” con la segretaria. Ps: preciso che il circolo è quello dove si è iscritto Barca”. Fin qui Facebook e la giornalista del Corriere.
Il caso era troppo “caldo” per non affrontarlo scientificamente interpellando i diretti interessati e i contorni sfocati della vicenda sono diventati più chiari.

 

Iniziamo con la ricostruzione di Gianna Pieragostini.

“Sono iscritta da anni al circolo di via dei Giubbonari finchè per motivi di comodità logistica mi sono trasferita al circolo Pd di Trastevere. Quando sono andata via era appena cambiata la segretaria (era stata eletta Giulia Urso con una vasta maggioranza, nda). Il circolo del centro storico, inoltre, è chiaramente lottizzato, credo infatti che il deputato democrat Matteo Orfini sia il riferimento politico della segretaria”.  Entriamo nel vivo della vicenda: “Ero intenzionata a ritornare alla sezione del centro storico e ho contattato il compagno che a via dei Giubbonari si occupa del tesseramento ma la risposta mi ha scioccato: nel mio caso era necessario un colloquio con la segretaria, quando invece per un’altra militante, intenzionata a iscriversi alla stessa sezione, la Urso avrebbe potuto chiudere un occhio”.

Gianna Pieragostini ha poi scritto tutto su Facebook e da qui è nata la polemica finita sul Corrierone. “E’ tutto parte del pessimo spettacolo che sta dando il Pd negli ultimi tempi – attacca la militante tradita – e dimostra come sia difficile adesso iscriversi nei circoli”.
Alla Pieragostini chiedo se è intenzionata a sostenere il colloquio: “Mi rifiuto categoricamente di sostenerlo. Nel Pd hanno fatto entrare di tutto e ora dovrebbero fare problemi proprio a me? Sono una militante storica, e per me parlano la mia famiglia, la mia vita, le mie idee e la mia militanza. Ho 68 anni e sono iscritta da 50, sono stata anche segretaria dei Ds del I Municipio. Quando sono andata via dalla sezione di via dei Giubbonari, Giulia Urso non ha chiesto nemmeno i motivi del mio abbandono. Forse era contenta”.
Questioni personali? “Nel Pd le antipatie personali sono diventate molto spesso il presupposto per allontanare le persone – argomenta Gianna Pieragostini -. Quella della segretaria è una caduta di stile”.

A prescindere dalle eventuali acredini personali, la militante è certa dei motivi alla base delle procedure per il suo tesseramento: “Sopravvalutandomi potrei pensare che hanno paura del ritorno di un’opinion leader, come se avessi la forza di rompere quell’armonia che nel circolo di via dei Giubbonari si è creata in questi anni, grazie anche alla fuoriuscita di molti tesserati che all’epoca erano sulle posizioni di Franceschini e ora appoggiano Renzi”.

Allora è un problema di posizionamento strategico nei confronti dei big del partito… “Probabilmente si – risponde Gianna Pieragostini – io sono renziana dalla prima Leopolda, e forse da fastidio a molti nella sezione del centro storico”
Nonostante la diatriba, tuttavia, il Partito Democratico non ha perso la sua militante storica: “La tessera la faccio altrove, magari a Trastevere. Giulia Urso molto probabilmente ha costruito un circolo su misura per stare tranquilla e avere delle autogratificazioni. Va a caccia di fantasmi, ma i problemi sono sorti soltanto per discussioni e divergenze politiche”.

 

La vicenda scotta, a guardare bene. E la ricostruzione della Pieragostini sembra precisa e circostanziata. Adesso è il turno della segretaria del circolo democrat di via dei Giubbonari, Giulia Urso e anche in questo caso le parole non sono tenere.

“La signora Pieragostini è andata via dal nostro circolo quando sono stata eletta, senza dare alcuna spiegazione. I nuovi iscritti, o le persone che intendono riscriversi, devono parlare con me – spiega la segretaria –. Quando militi in un partito è indispensabile avere un buon dialogo con il segretario, anzi deve essere il militante a pretendere un colloquio”.

Forse è il termine colloquio a far paura e ad aprire scenari interrogatori: “Chiamarlo colloquio è sbagliato – continua Giulia Urso –, si tratta di educazione e buon senso. E’ un modo per conoscersi. Cosa si entra a fare in un circolo se non si vuole parlare con la segretaria?  Quando gli altri militanti vengono a iscriversi non trovano nessun pretesto per finire sui giornali, anche Barca quando era ministro e ha deciso di tesserarsi da noi mi ha contattato personalmente”.
Intanto la polemica è scoppiata. “Questa polemica non la capisco – chiarisce la segretaria del circolo – o è tutta voglia di finire sui giornali? E’ sufficiente incontrarsi, parlare e stabilire insieme il percorso politico da intraprendere. Il partito deve nascere sulla fiducia tra i militanti. Io stimo e rispetto Gianna Pieragostini anche se in questi anni ha sempre parlato male del nostro circolo. Le chiedo soltanto di riconoscermi e venire a parlarmi. Tutto qui”.
Anche in questo caso siamo di fronte ad un ragionamento legittimo e argomentato, manca ancora l’approfondimento sulle cause della polemica e della richiesta di colloquio a Gianna Pieragostini. “Io voglio incontrare personalmente tutti i militanti, non faccio discriminazioni”, replica Giulia Urso.
Le simpatie renziane della Pieragostini sono tra le cause della disfida di via dei Giubbonari? “Ma stiamo scherzando? – sbotta Giulia Urso -. Nel circolo ci sono tanti militanti renziani, anche il signore della pizzeria qui affianco lo è. Renzi è un dirigente del mio partito, come potrei escludere una militante solo perché lo considera un bravo politico?

La segretaria non si capacita di tutta la vicenda: “Perché fare processi alle intenzioni? Se la Pieragostini ipotizza tutto questo perché non viene a parlarmi a viso aperto?”.

Come finirà la vicenda? Giulia Urso allunga il “ramoscello” della pace: “Dopo essere stata sui giornali, la invito a parlarmi, la sua tessera è pronta. Fare polemica ci condanna solo alla povertà culturale. Al Pd è necessario un dibattito costruittivo”.

 

By