Roma

Truffa sui rifiuti, Zingaretti: “Invito la magistratura a fare piena luce sulla vicenda”. Iervolino: “Commissione di inchiesta per accertare le responsabilità politiche”

“I fatti citati da questa inchiesta risalgono e si riferiscono a un periodo molto precedente alla nostra amministrazione. Ringrazio la magistratura e la invito a fare piena luce. Se ho un rapporto con Malagrotta si riferisce a quando ero presidente della Provincia, con la differenziata penso di aver fatto crollare il conferimento in quella discarica. E da qui aver aiutato a chiuderla. Su questo sono molto sereno e contento della trasparenza e dell’innovazione che abbiamo messo nel nostro lavoro” ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine di una conferenza stampa, rispondendo a una domanda sugli arresti di oggi nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti nel Lazio.
In merito ai due dirigenti della Pisana arrestati, Raniero De Filippis e Luca Fegatelli, il Governatore ha chiarito che non potevano essere rimossi dal loro incarico perché “la legge non lo permette”. “Ricordo – ha aggiunto il governatore – che un dirigente amministrativo di prima fascia non può essere demansionato, e l’amministrazione politica ha l’obbligo di garantirgli una funzione legata alla sua funzione amministrativa”.

“La verità giudiziaria – rispetto alle accuse che hanno portato all’arresto di Manlio Cerroni ed altri – la dovrà accertare la Magistratura, quello che invece attiene alla politica sono le responsabilità di quei partiti che, in un modo o nell’altro, hanno permesso al padron di Malagrotta di vivere per decenni da monopolista incontrastato”. A dichiararlo in una nota è Massimiliano Iervolino, membro della Direzione nazionale di Radicali Italiani. “Chi doveva controllare ha sempre fatto finta di nulla, chi doveva lavorare per programmare un ciclo dei rifiuti degno di questo nome si è voltato sempre dall’altra parte. Le colpe sono di coloro che negli ultimi venti anni hanno governato la Regione Lazio ed il Comune di Roma, nessuno escluso. Una vergogna che è arrivata finanche alla Corte di Giustizia europea. Per questi motivi servirebbe una commissione di inchiesta, strumento previsto dall’articolo 35 della Regione Lazio, inoltre, voglio sperare, che la commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti si possa insediare presto, anche allo scopo di indagare su quanto accaduto nel nostro territorio. Negli ultimi anni ho voluto scrivere di Cerroni e di Malagrotta attraverso due libri (Con le mani nella monnezza e Roma la guerra dei rifiuti) proprio perché sono stato sempre convinto che molti partiti con dolo abbiano avuto un ruolo centrale in questa squallida vicenda. Un’ultima doverosa riflessione, l’inchiesta che ha portato all’arresto di Manlio Cerroni è stata condotta dal colonnello dei Noe Sergio De Caprio, ora accuseranno il Capitano Ultimo di non aver effettuato in tempo la perquisizione nell’abitazione del “Supremo”?”

 

 

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