Politica

Tagli a vitalizi e stipendi: la Regione Lazio da’ il buon esempio. Attesi risparmi per 440 milioni

 

 

E’ stata necessaria una seduta notturna del Consiglio Regionale ma alla fine l’obiettivo è stata raggiunto: alle 10.41 di sabato 22 giugno, dopo 14 lunghe ore, la Regione Lazio ha approvato il piano di spending review sui costi della politica. Tagli agli stipendi dei consiglieri, abolizione dei vitalizi e contenimenti delle retribuzioni dei manager tra i provvedimenti più importanti.

Un bel salto di qualità rispetto agli scandali della giunta Polverini, identificati dalle fattezze di Batman-Fiorito.

Adesso si fa sul serio e la seduta notturna del consiglio regionale lo dimostra pienamente.

di LUCIO LUSSI

 

Mai come in questo caso i numeri sono importanti. La manovra di spending review comporta un risparmio di 88 milioni all’anno per un totale di 440 milioni in cinque anni. Le nuove norme in materia di riduzione dei costi della politica e di razionalizzazione della macchina amministrativa regionale sono state approvate all’unanimità, ennesima prova di quanto la politica abbia bisogno di salire sul “carro della trasparenza” dopo gli errori bipartisan del passato.

 

I PROVVEDIMENTI

Tra i provvedimenti più importanti c’è senza dubbio il taglio alle indennità di consiglieri e assessori. Si passa da 12.529 euro lordi a 11.100 euro lordi (7.600 euro d’indennità di carica più un rimborso spese per l’esercizio del mandato pari a 3.500 euro). Solo ai presidenti della Regione e del Consiglio regionale spetterà un’indennità di funzione, pari a 2.700 euro: il loro trattamento economico massimo non potrà andare oltre i 13.800 euro.

Vietato, invece, il cumulo delle indennità e degli emolumenti derivanti da più cariche (duro colpo ai furbetti dai mille incarichi…) e abolito il vitalizio per i consiglieri regionali a partire dall’attuale legislatura e per gli ex consiglieri condannati in via definitivo per uno dei reati che comporta l’interdizione dai pubblici uffici. Stabilito, inoltre, un tetto (pari al compenso percepito del presidente) per le retribuzioni di manager e amministratori delle società partecipate.

 

Le misure approvate alla Pisana introducono maggiore trasparenza nella gestione dei fondi destinati ai gruppi consigliari, che dovranno predisporre un rendiconto sull’utilizzo dei fondi da inviare al Presidente della Regione. In caso di irregolarità il gruppo consigliare non riceverà più i contributi e, udite udite!, dovrà restituire le somme ricevute. Scongiurato così un nuovo caso Fiorito.

Il contenimento della spesa pubblica riguarderà anche le auto blu, i buoni taxi e la razionalizzazione delle società partecipate dalla Regione Lazio. Primo esempio: l’abolizione dell’Agenzia di Sanità Pubblica.
Ridotte dell’80% rispetto al 2009 le spese destinate alla pubblicità, alla rappresentanza e alla relazioni pubbliche. Dimezzate le elargizioni per la formazione dei dipendenti e per l’assunzione di personale a contratto, mentre saranno del tutto cancellate le spese per le sponsorizzazioni.

 

 

I COMMENTI

“Il cambiamento è possibile – ha dichiarato il Presidente Nicola Zingaretti –. Con i provvedimenti di spending review abbiamo mantenuto il primo impegno con gli elettori”.

Una Pisana low cost conferisce nuovamente alla politica e all’amministrazione un’immagine di sobrietà. “Da 18 euro per abitante il costo del consiglio regionale scenderà a 10,50 euro – dichiara il Presidente del Consiglio Daniele Leodori – e questo fa rientrare il nostro consiglio regionale tra i cinque consigli più economici nel paese”. Mentre per il segretario regionale del PD Lazio Enrico Gasbarra “la regione diventa un modello per tutto il paese”.

Ottimismo viene espresso anche dai capigruppo del PD e SEL.

Il democrat Vincenzi disegna il taglio ai costi della politica approvato dalla Regione come “un forte segnale di discontinuità rispetto al passato, una risposta decisa alle richieste di sobrietà e trasparenza che provengono dalla società civile”.
Secondo De Paolis (SEL) la Regione Lazio è nuovamente sulla strada giusta.

Sulla concretezza delle misure approvate alla Pisana ritorna il consigliere regionale dei democratici Eugenio Patanè: “Alcuni chiacchierano e mettono bandierine, altri cambiano le cose giorno dopo giorno”.

Nonostante il provvedimento sia stato approvato anche con il voto del Movimento 5 Stelle, il gruppo grillino della Pisana ha sollevato alcune polemiche: “Ci chiediamo come mai una seduta così importante per tutti i cittadini della regione si debba svolgere in improponibili orari notturni. Le 5 ore di sospensione della seduta (dalle 15 alle 20 di venerdì) non sono servite praticamente a nulla se non, forse, a permettere a qualcuno di partecipare alle nozze di Gramazio-Figlio”. Le critiche dei 5 Stelle colpiscono anche il merito delle misure approvate: “PD e PDL hanno abolito solo il vitalizio a Fiorito e la hanno mantenuto per sé – si legge in una nota -. E poi rendiamo pubblico l’accordo di mezzanotte tra PD e PDL che hanno deciso in dieci minuti di eliminare circa 600 emendamenti in un sol colpo e mantenerne in piedi solo 15. Ci chiediamo che valore potessero avere quei 600 emendamenti da poter essere eliminati in una manciata di minuti”.

Oltre le polemiche si posiziona l’assessore al Bilancio Alessandra Sartore: “Il consiglio del Lazio ha dato una prova importante di serietà istituzionale. Maggioranza e opposizione hanno dimostrato senso di responsabilità e non sono mai caduti nella trappola della demagogia e della contrapposizione sterile. Da oggi anche il Consiglio regionale del Lazio fornirà un esempio virtuoso”.

 

 

By