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Sotto sequestro lo stabile dell’ex fabbrica farmaceutica LEO su via Tiburtina

leo

Questa mattina è stato effettuato un sopralluogo nello stabile dell’ex fabbrica farmaceutica LEO, in via Tiburtina, a seguito del servizio di Striscia la Notizia trasmesso venerdì scorso.
Erano presenti al sopralluogo il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, il IV Gruppo della Polizia Locale di Roma Capitale, ARPA Lazio, il rappresentante legale dei proprietari che hanno autorizzato l’accesso, l’Assessore Estella Marino, il Presidente del Municipio IV Emiliano Sciascia e Jimmy Ghione con la troupe di Striscia la Notizia.

“Questo sopralluogo è stato un passo necessario per verificare dall’interno lo stato in cui versa lo stabile e soprattutto per permettere al Comando dei Carabinieri e ad ARPA di individuare il luogo nel quale era stata rilevata la presenza di eventuali sostanze chimiche e di medicinali” commenta il Presidente Sciascia. “Come ha sottolineato l’Assessore Marino, verranno attivate tutte le procedure necessarie per la bonifica dell’area, nella quale sono state anche rilevate le tracce della presenza di persone.

Lo stabile dell’ex fabbrica farmaceutica è una presenza costante negli anni per chiunque come me è cresciuto e vive in questo quartiere, ma non possiamo accettare che questi orribili e pericolosi esempi di architettura industriale ormai fatiscenti e a rischio di crollo, continuino a imbruttire la nostra città.
Per questo sono soddisfatto del sopralluogo di oggi che si è concluso con l’apposizione da parte del Comando dei Carabinieri dei sigilli, per impedire l’accesso a chiunque, in quanto area sottoposta a sequestro penale.
Nel pomeriggio incontrerò l’Assessore Caudo e porterò sul tavolo della discussione anche questo argomento, perché l’iter che riguarda questo stabile proceda velocemente. Abbiamo già aspettato troppo tempo.”

Lo stabilimento della Società industrie chimiche farmaceutiche LEO venne inaugurato il 21 settembre del 1950 da Sir Alexander Fleming, lo scopritore della penicillina, come il più grande polo di produzione della penicillina in Europa, per coprire il fabbisogno nazionale e permetterne l’esportazione su vasta scala.
Lo stabilimento è stato lasciato nel più completo abbandono circa vent’anni fa, entrando a far parte degli scorci panoramici di relitti urbani che rendono brutta la città e nulla mantengono dello splendore di un tempo.

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