Roma

Serrande abbassate nei circoli Pd di Atac, Castel Giubileo e Dragona. Lucia Zabatta: “Qualcuno intervenga per restituire agli iscritti veri il potere di decidere il loro segretario”

Si allunga la schiera dei circoli fuori controllo nello svolgimento delle procedure congressuali. Una nota di Lucia Zabatta, candidata alla segreteria romana del Partito Democratica, denuncia un nuovo caso: “Serrande abbassate nei circoli di Atac, Castel Giubileo, Dragona dove avrebbero dovuto svolgersi, stamattina, le assemblee congressuali”. Questo è lo spettacolo che si è palesato davanti agli occhi dei rappresentanti della mozione Zabatta nella giornata del 2 novembre.
“Non è chiaro se i congressi siano stati spostati, se, quando, dove, se queste decisioni siano state comunicate alla Commissione provinciale per il Congresso o meno – attacca Lucia Zabatta -.  Di certo c’è solo che nessuno ha informato ufficialmente, delle eventuali variazioni, il delegato della mia lista in quella commissione. Ma questi “congressi fantasma” sono solo gli ultimi, in ordine di tempo, dei tanti episodi che gettano un’ombra sinistra sulla trasparenza, correttezza e persino democraticità di questa competizione elettorale. Abbiamo visto circoli invasi dalle “truppe cammellate”. Solo nello scorso fine settimana, a quanto dichiarato dal Presidente Patané (non è stato possibile ottenere altri dati ufficiali), i nuovi iscritti a ridosso del voto hanno raggiunto le 5000 unità circa. Abbiamo visto platee elettorali significativamente modificate da questo “camel trophy”, a vantaggio ora di uno, ora di un altro candidato. Abbiamo visto le volanti della polizia e le ambulanze davanti ai circoli. Tensioni e risse diffuse, in qualche caso finite con ricoveri in ospedale. Abbiamo visto circoli violentati, con liste imposte dall’alto, all’ultimo minuto, per inserire (al posto degli iscritti del circolo, loro stessi sostenitori) delegati, estranei a quel circolo, che però portavano in dote più allettanti pacchetti di voti/tessere. Abbiamo visto congressi bloccati dagli stessi militanti, che si sono rifiutati di votare, in assenza di un controllo del tesseramento.
Abbiamo visto poco, anche per la mancanza di trasparenza che caratterizza i suoi lavori (dacché non usa nemmeno produrre verbali per le riunioni che tiene e delle decisioni che assume), la capacità della Commissione provinciale per il congresso di Roma di garantire una gestione ordinata e serena di questo congresso.
Che altro dobbiamo vedere ancora prima che qualcuno intervenga? – si domanda la Zabatta -. Di certo le regole definite per questa competizione non aiutano e sollecitano i comportamenti peggiori. Ma l’insensatezza e l’assenza di scrupoli con cui si combatte, nei territori, questa guerra fratricida senza esclusione di colpi, a danno, innanzitutto, dei militanti veri, usurpando e vanificando la loro libera espressione di voto, chiama in causa la morale e l’etica di comportamenti diffusi, difficilmente riconducibili a quelli propri di una organizzazione democratica. Tutto questo sta minando la credibilità e alterando i risultati di questa competizione elettorale.
Ma, quel che è peggio, e che più conta, sta minando la credibilità del PD di Roma, che rischia di uscire unico vero e assoluto sconfitto da questo congresso.
Chi di dovere intervenga presto per riportare saggezza e buon senso in questo contesto, e per restituire agli iscritti veri, quelli che il PD lo fanno vivere tutti i giorni, quelli che del PD decidono di prendersi la responsabilità con la loro partecipazione e il loro contributo costante e quotidiano, il diritto di scegliere liberamente da chi vogliono essere guidati. Il potere di decidere, loro e in piena libertà, chi vogliono che sia il loro prossimo segretario cittadino.
Questa è l’unica cosa che conta e che dovrebbe garantire un Partito Democratico, di nome e di fatto!

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