Cultura

“Se tutto va male divento famoso!” di Gabriele Pignotta: come superare la crisi con la creatività

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Giovani, carini e disoccupati. Uno spaccato dell’Italia dei nostri giorni viene fuori dalla commedia “Se tutto va male divento famoso!” scritta e diretta da Gabriele Pignotta e in scena al Teatro Ghione fino al 9 novembre.
La commedia ha 4 anni ma è fortemente attuale. Disoccupazione, vertenze sindacali, licenziamenti, disperazione e… coraggio.

di LUCIO LUSSI

L’Italia di questi anni Dieci viene analizzata dal punto di vista dei trenta – quarantenni alle prese con la perdita del lavoro. Perché il lavoro può finire, è vero, ma rimangono le rate del mutuo e i figli da crescere.
Ci si può salvare? Certo. E’ sufficiente non perdere il coraggio e la determinazione per andare avanti.

La crisi, del resto, può essere sconfitta con la creatività. Ed ecco che i 4 protagonisti, dopo aver perso il lavoro in una multinazionale della finanza, si lanciano nel mondo della musica e dei provini dei talent show.
Con un risultato finale tutto da scoprire.
Una cosa è chiara: in un Paese immobile e strozzato dallo scontro politico-sociale si può sopravvivere grazie alle buone idee.
Gabriele Pignotta guida alla perfezione un cast di attori solido e affiatato: Cristiana Vaccaro, Fabio Avaro e Siddartha Prestinari.
La loro levatura artistica trasforma la crisi economica e occupazionale in un’opportunità. Per ridere, prima di tutto, ma anche per farcela, superando gli ostacoli e i problemi di tutti i giorni.

Se tutto va male diventa famoso affronta la crisi nel modo giusto. Si parte dalla drammaticità del contesto generale ma non c’è rassegnazione.

Alla fine dello spettacolo, si ritorna a casa con la convinzione che in un modo riusciremo ad andare avanti. Anche con il sorriso. Un’iniezione di ottimismo e fiducia, nelle proprie capacità, in primis, e poi nel futuro.

Le qualità e la maturità di Gabriele Pignotta alla regia hanno raggiunto livelli notevoli. Una prova è l’approccio mai banale ad una tematica rischiosa come quella della disoccupazione. Sono lontani gli stereotipi a cui siamo abituati nelle opere contemporanee. Quella di Pignotta è comicità pura e “utile”, che non si estingue con la risata ma va avanti e si consolida nella vita di tutti i giorni con la convinzione che…sì….la crisi è dura… ma ce la faremo!

 

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