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Scelte poco condivise in Giunta e Consiglio: ecco la causa della bagarre del V Municipio

 

 

Sembrerebbero chiarite le cause alla base dei malumori che scuotono l’amministrazione di centrosinistra del V Municipio.

La bagarre scoppiata in occasione dell’elezione dei presidenti delle Commissioni municipali risiede nella formazione della giunta di Giammarco Palmieri, accusato di aver fatto delle scelte “autonome, poco condivise e non rispettose di tutte le sensibilità territoriali del partito”, dichiarano in ambienti democrats. Sono gli squilibri interni alla maggioranza e al Pd, quindi, a creare malcontenti e incomprensioni. Ancor di più, perché alcuni esponenti del Pd sono convinti che le decisioni di Palmieri siano state condivise soltanto con alcuni gruppi dirigenti del Partito Democratico.

“Se si continuerà a ragionare in termini personali e non politici, la bagarre continuerà – fanno sapere dal Pd -. Non è stata trovata la giusta sinergia e la leale collaborazione che sono il fondamento dell’azione politica”.

E c’è chi, tra i democratici, è pronto ad ammettere una forte preponderanza dell’Area Dem vicina al consigliere comunale Michela Di Biase: “L’area della di Biase è stata tenuta più in considerazione di altre situazioni territoriali che avevano dimostrato di aver lavorato bene per il partito e per i cittadini”.

Un’altra situazione di disparità si è creata nel coinvolgimento delle anime dei due municipi cancellati dall’accorpamento. A guardare i numeri, infatti, c’è una netta prevalenza dei rappresentanti dell’ex VI Municipio.

Un ulteriore tasto dolente riguarda le quote rosa: in giunta gli uomini sono 4 e le donne solo due, mentre in Consiglio sia il presidente che il capogruppo sono uomini.

“Con questi atteggiamenti Palmieri rischia la stessa bagarre vissuta nei 5 anni passati – tuona un esponente della maggioranza -. Giammarco ha avuto delle mozioni di sfiducia nella scorsa consiliatura. Ora non è il momento di parlare di sfiducia ma non si può governare un territorio così importante tenendo in considerazione soltanto una parte del territorio o soltanto alcune sensibilità del partito. Sul territorio ci sono degli equilibri politici e strutturali che devono essere valutati e rispettati”.

Un altro episodio “fastidioso” si è verificato nella giornata di martedì durante una seduta del Consiglio quando il capogruppo del Pd Callocchia ha abbandonato l’aula in seguito alle dichiarazioni di un consigliere democratico che rimproverava la mancata condivisione dei nomi dei presidenti incaricati delle Commissioni.

Anche il tentato blitz per far eleggere Massimo Piccardi della Lista Alfio Marchini alla presidenza della Commissione Servizi sociali ha provocato un turbine di polemiche. Ecco la ricostruzione della vicenda emersa in ambienti democrats: “L’elezione di Piccardi è il prologo di un suo ingresso in maggioranza. Anche sul territorio hanno tentato di attuare il principio delle larghe intese con la speranza che qualcuno possa avere maggiori margini di manovra in amministrazione. E poi Piccardi era candidato presidente della Lista Marchini, oltre che un competitor di Palmieri, quindi potrebbe configurarsi anche il tradimento dell’elettorato che ha scelto il centrosinistra”.

Nel dibattito interviene anche Rinaldi, capogruppo di Fratelli d’Italia in V municipio: “Cominciare la consiliatura così non credo sia la cosa migliore. Le diatribe sono interne alla maggioranza e soprattutto al Partito Democratico e noi interverremo quando questi intoppi inizieranno a ricadere sui problemi quotidiani dei cittadini ostacolando l’azione dell’amministrazione municipale”.

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