Campidoglio

Scandalo partecipate, Magi (Radicali): “Dalla Giunta Marino nessuna inversione di tendenza. A rischio i servizi pubblici e gli stipendi ai dipendenti”

Scandalo partecipate, proviamo a fare chiarezza… 

Lo scandalo partecipate riguarda la disastrosa situazione finanziaria della città e il livello inaccettabile di molti servizi pubblici comunali. Roma è una città congelata in uno stato perenne di pre- dissesto, sempre sull’orlo del fallimento ma con una gestione commissariale del debito che impedisce, per legge, questo fallimento.  All’interno della gestione commissariale, infatti, sono stati dirottati i 400 milioni di euro che hanno consentito di chiudere il bilancio in pareggio. Questa gestione (una sorta di bad company) è un cassetto con il doppio fondo nel quale ogni amministratore nasconde le questioni scottanti, o perché si tratta di decisioni della giunta precedente o perché si decide di non affrontare il problema.   La classe dirigente politica romana è assolutamente deresponsabilizzata, ma se non si prendono misure urgenti in pochi mesi l’amministrazione non sarà in grado di garantire i servizi pubblici e pagare gli stipendi ai dipendenti”.

Intervista a cura di Lucio Lussi

Le partecipate hanno 37 mila dipendenti. Non sono troppi?
Assolutamente si, e tra questi i dipendenti di Atac e Ama ammontano a 20 mila. Negli ultimi due anni, Ama ha assunto 1500 dipendenti e in molti casi il collegio dei revisori dei conti ha segnalato la mancanza della documentazione relativa a queste assunzioni. E’ evidente che quando parliamo di partecipate parliamo delle clientele della politica. Un sistema che, sfruttando le assunzioni come assistenzialismo,  ha consentito ai partiti di costruire un vasto consenso.  Non possiamo pensare soltanto alla tutela dei posti di lavoro,  perché se non aggrediamo il problema delle società partecipate prepariamo i disoccupati di domani,  offrendo ai cittadini servizi pubblici scadenti.

Tra Natale e Capodanno l’ultimo blitz di assunzioni ad Ama. Tra gli assunti anche un parente di Panzironi
La situazione è fuori controllo. Non si trattava nemmeno di Ama ma di una controllata di secondo livello.  Un altro esempio è Farmacap, azienda al 100% del Comune di Roma che gestisce le 43 farmacie comunali che dovrebbero dare un servizio per le fasce di popolazione più svantaggiate e nelle zone più disagiate. Con un’indagine abbiamo scoperto che la maggior parte di queste farmacie sono vicinissime a farmacie private  e sono ospitate in alcuni locali affittati da terzi con costi elevatissimi. Alcuni affitti arrivano a 160-170 mila euro l’anno. Chi ha gestito queste aziende non lo ha fatto pensando al servizio ma soltanto ad alimentare le clientele ed ingrassare le aziende di personale non necessario. I bilanci di Farmacap del 2011 e del 2012 non erano stati approvati, con il risultato che con il bilancio 2013 abbiamo ripianato i 15 milioni di euro di perdite. Faremo anche le nostre valutazioni nei confronti della Corte dei Conti. C’è un problema di responsabilità politica, perché se la politica è attenta queste cose non accadono.

Responsabilità politica anche della Giunta Marino?
Nel 2013 c’era poco da fare. Il vero banco di prova arriva adesso, ma ho notato alcuni segnali che non invertono la tendenza degli ultimi venti anni.

Di cosa parla?
Parlo di Atac. La nuova dirigenza scelta dall’assessore Improta non è in discontinuità con il passato e non ho ravvisato una sola nuova idea nel piano generale di trasporto urbano che sarà discusso nei prossimi mesi. E questo è ancora più grave perché negli ultimi 10 anni Atac ha accumulato 1 miliardo e 600 mila euro di debiti.

E le promesse fatte in campagna elettorale?
L’attenzione da noi sollevata è coerente con i proclami della campagna elettorale, durante la quale abbiamo promesso ai cittadini un’amministrazione trasparente e pulita. Dobbiamo dare un messaggio chiaro di discontinuità rispetto agli ultimi 20 anni. Il risanamento è la via obbligata e l’alternativa è il dissesto definitivo. Non è più tollerabile una gestione dissennata delle risorse pubbliche e non è tollerabile che ogni anno ci sia un governo pronto a staccare un assegno per salvare Roma Capitale.

Quali sono le proposte concrete per risparmiare?
Non è facile, ma non è nemmeno impossibile. I margini per risparmiare ci sono, basta guardare il bilancio di Atac per scoprire che ogni anno si spendono 60 milioni di euro per consulenze, locazioni e vigilanza.  Veniamo alle proposte concrete.
Nel caso di Farmacap sarebbero opportune delle vere e proprie dismissioni. Le farmacie comunali non offrono un servizio essenziale per la. Le licenze potrebbero essere assegnate con un bando ai giovani laureati in Farmacia.
Un altro aspetto è il taglio dei costi dei contratti di servizio per risparmiare 280 milioni di euro. Ogni assessore dovrà effettuare un taglio del 10% – 15% dei contratti di servizio delle partecipate di riferimento.
E, infine, la liberalizzazione dei servizi pubblici, sul modello delle capitali europee. I servizi pubblici potrebbero diventare oggetto di gara, permettendo la partecipazione anche alle società europee”.

L’esperienza di Open Campidoglio
E’ il portale dedicato alla trasparenza e alla partecipazione all’attività amministrativa del Campidoglio.  Sul sito ci sono i  dossier  e le inchieste di Campidoglio senza Filtri,  i blog che parlano della Capitale, la sezione del consigliere partecipativo (un canale attraverso il quale i cittadini possono inviare proposte di interrogazione), e, infine, una sezione per segnalare situazioni di disservizio e anomalie, ma anche  aspetti positivi sui servizi e sull’attività amministrativa”.

 

 

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