Campidoglio

Scaduti i termini per l’approvazione del Bilancio. Maggioranza: “L’ostruzionismo delle opposizioni fa perdere tempo a Roma”. Attesa proroga di 20 giorni

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L’Assemblea Capitolina non è riuscita ad approvare il bilancio entro il termine del 30 novembre. E mentre si fa più aspra la battaglia nell’aula Giulio Cesare è attesa nelle prossime ore una lettera del Prefetto che concederà 20 giorni di proroga. 

Si va ai tempi supplementari, dunque, con l’opposizione impegnata a sventolare gli spettri del default e del commissariamento durante i lavori ripresi oggi alle 10. ”E’ stata sforata la data prevista per l’approvazione. Non è possibile convocare il Consiglio comunale a oltranza”, dichiarano i rappresentanti dell’opposizione. E c’è chi si spinge oltre, come il capogruppo di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera che ha annunciato “una diffida alla Procura della Repubblica, al Tar, al prefetto e al Ministro dell’Interno per rendere  note le ripetute violazioni del regolamento del Consiglio comunale”.

Pronta la replica della maggioranza di centrosinistra: “Le opposizioni continuano con un atteggiamento di ostruzionismo strumentale e intimidatorio – dichiarano in una nota i capigruppo di maggioranza Francesco D’Ausilio, Gianluca Peciola, Luca Giansanti, Massimo Caprari e il coordinatore Fabrizio Panecaldo -. In particolare Alemanno e il centrodestra dovrebbero ricordarsi bene di quanto accaduto l’anno scorso nella sessione di Bilancio 2012 quando il termine di legge era fissato al 31 ottobre, e ciò nonostante l’allora presidente Pomarici convocò l’Assemblea capitolina per i giorni successivi anche in assenza della lettera del Prefetto che arrivò il 5 novembre. Nonostante le opposizioni vogliano ancora far perdere tempo alla città, la maggioranza è determinata ad andare avanti e ad approvare in pochi giorni il Bilancio 2013 per il bene di Roma”.

Sul rischio default interviene anche il sindaco Ignazio Marino: “Auspico che nessuno voglia, con decisioni che apparirebbero incomprensibili, portare Roma al commissariamento, dichiarare il fallimento economico della nostra città. Questo, come è già detto da tanti osservatori, determinerebbe evidentemente una diminuzione del rating del nostro Paese. Lo scenario sarebbe orribile: mutui più cari, difficoltà di piazzare Bot e Btp sul mercato bancario internazionale e maggiori difficoltà economiche per tutta l’Italia”.

 

 

 

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