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“Salva-Roma”, deputati Pd: “Si evitino colpi di mano”. Emendamenti Lega-Lanzillotta ledono autonomia Roma Capitale

“Sul Salva Roma si evitino colpi di mano”. E’ l’appello dei deputati del Pd Umberto Marroni, Lorenza Bonaccorsi, Micaela Campana, Renzo Carella, Stefano Fassina, Andrea Ferro, Monica Gregori, Fabio Melilli, Michele Pompeo Meta, Marco Miccoli, Matteo Orfini e Marietta Tidei. I deputati chiedono di non introdurre nel decreto norme “che mirano a privatizzare l’acqua pubblica e i servizi strategici per la cittadinanza: gli emendamenti Lanzillotta – Lega infatti lederebbero l’autonomia di Roma Capitale e calpesterebbero il voto referendario di milioni di cittadini sull’acqua pubblica e la sentenza della Corte Costituzionale”. “Alcuni emendamenti presentati in senato sono infatti errati non solo nel metodo ma anche nel merito. Primo perche’ siamo contrari alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi strategici per la cittadinanza come tpl e ciclo dei rifiuti -spiegano i deputati Pd- Secondo perche’ estendere i vincoli del patto di stabilita’ alle municipalizzate vorrebbe dire bloccare gli investimenti e rendere di fatto impossibile la manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti piu’ che mai necessaria come dimostrano le emergenze di questi giorni. Terzo perche’ introdurre la norma sui licenziamenti per “motivi economici” vorrebbe dire ledere i diritti dei lavoratori e aggravare la gia’ pesante situazione economica cittadina. “Dopo le raccomandazioni del Presidente della Repubblica Napolitano si eviti il ripetersi di quanto accaduto a dicembre -spiegano i deputati- quando il decreto salva Roma fu colmato di norme non solo non attinenti alla materia ma ritenute finanche incostituzionali dalla Commissione Affari Costituzionali e bocciate in Commissione Bilancio a Montecitorio”. “L’approvazione di emendamenti come quello Lanzillotta-Lega rischierebbe peraltro di rallentare l’approvazione definitiva del decreto costringendo il senato ad una terza lettura in tempi ristretti visto la necessita’ di convertire in legge il decreto entro il 28 febbraio”, concludono.

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