Roma

Roma: Silvia Scozzese nuovo assessore al Bilancio. Marino-maggioranza: concluso il primo round. Ancora forte dialettica nel Pd dopo la “presunta” rissa tra Bettini, Melilli e Panecaldo

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Si è concluso dopo tre ore il primo round della discussione tra il sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino e la sua maggioranza iniziato alle 17.30
Dai tempi del bilancio, alla scelta di Silvia Scozzese come nuovo assessore al Bilancio per finire alla tematica scottante del rimpasto di giunta.
Questi i nodi della riunione fiume.

di LUCIO LUSSI

Durante la riunione il sindaco Marino ha fatto sapere di aver chiesto a Silvia Scozzese, responsabile finanziaria dell’ANCI, la disponibilità di diventare il nuovo assessore al Bilancio, ricevendo una risposta positiva. La formalizzazione della nomina dovrebbe arrivare tra una settimana.

Resto il nodo del rimpasto di giunta, ma come ha sottolineato Alessandra Cattoi, coordinatrice di giunta e braccio destro del primo cittadino, la priorità è l’approvazione del bilancio in Assemblea Capitolina. “Senza ok alla manovra 2014 non si possono spendere i soldi necessari per le strade, le scuole e le assunzioni”. E a quanto si apprende, il neo assessore Scozzese seguirà i lavori in prima persona.
La nomina della Scozzese potrebbe scatenare un effetto domino sulle altre nomine. Crescono le quotazione di Mirko Coratti per l’assessorato ai Lavori Pubblici, ipotesi collimante con la permanenza di Luigi Nieri sulla poltrona di vicesindaco.

Sui tempi del bilancio Marino e il capogruppo Pd Francesco D’Ausilio hanno dimostrato opinioni diverse.

“Marino ha proposto di approvare prima di fatto la bozza di bilancio che e’ uscita dalla giunta – ha spiegato D’Ausilio -. Io ho detto che il piano di rientro va allineato temporalmente con il bilancio, che vanno affrontati insieme per arrivare in tempi brevissimi alla approvazione e alla consegna del piano al Governo. E’ un bilancio duro, di rigore e di risanamento, tant’e’ che ci sono preoccupazioni fondate dei municipi.

La proposta di allineare temporalmente il piano di rientro muove dalla volonta’ di spiegare le scelte del bilancio con un piano triennale che ci consentira’ – se saremo bravi – di abbassare le tasse. Oggi e’ stato il primo round della discussione, si trovera’ certamente una sintesi nelle prossime ore ci rivedremo”.

Il vicesindaco Luigi Nieri non ha dubbi: “La riunione è andata bene e l’obiettivo che il sindaco ha espresso chiaramente insieme al presidente della Commissione Bilancio Ferrari è che prima si approva il bilancio più possibilità si hanno per ottenere un allentamento del patto di stabilità”.

Critica invece la consigliera Sel Gemma Azuni: “La giunta ha avuto tempi lenti e va sferzata e nei casi in cui qualche elemento non è in grado va cambiato”.

Ma Nieri si dissocia dal commento della “collega” di partito”: “E’ la sua posizione”. 
Interviene sull’affaire bilancio anche il capogruppo Sel Gianluca Peciola: “Senza lo sblocco del patto di stabilità promesso dal governo, un bilancio del genere è insostenibile per la città. Bisogna ascoltare i municipi sulle questioni cruciali come cultura e bilancio”.

A metà giugno, intanto, dovrebbe arrivare una prima bozza del piano di rientro triennale, al quale sta lavorando la cabina di regia sul decreto Salva Roma.
Il neo assessore al Bilancio Scozzese è già al lavoro per la stesura di un dossier sui conti del Comune, analizzando i motivi dello squilibrio. Ma non è tutto, perché la Scozzese sembrerebbe essere al lavoro su un ulteriore progetto di spending review: una “razionalizzazione capillare” su singoli e specifici capitoli di spesa, al fine di portare ulteriori risorse nelle casse di Palazzo Senatorio. Possibili settori di intervento l’illuminazione pubblica, considerato che un nuovo contratto potrebbe far risparmiare decine di milioni di euro, e i fitti passivi.

“Entro il mese di giungo Palazzo Chigi convocherà un tavolo interistituzionale che per me rappresenta davvero una svolta storica nel governo della nostra città – ha annunciato Marino dopo essere stato ricevuto dal sottosegretario Graziano Delrio – perché ci permetterà per la prima volta di tradurre in realta’ la funzione di Roma in quanto Capitale”.
“Iniziamo finalmente a discutere di Roma in quanto capitale”, ha dichiarato Luigi Nieri prima di lasciare palazzo Senatorio.

Domani altre riunioni: i democrats capitolini incontreranno Lionello Cosentino per fare il punto della situazione e subito dopo rivedranno Ignazio Marino.

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E mentre prosegue il dibattito sul bilancio e il rimpasto, continua ad essere forte la dialettica all’interno del Partito Democratico capitolino.

La presunta rissa scoppiata ieri a piazza Farnese tra Goffredo Bettini, da un lato, e Fabio Melilli e Fabrizio Panecaldo, dall’altro, ha inasprito gli animi democrat.
Bettini e Melilli hanno parlato di “chiarimento”. Non è sulla stessa lunghezza d’onda il coordinatore della maggioranza Panecaldo: “Le parole di Bettini mi hanno fatto male, era teso per il risultato ottenuto a Roma su cui aveva riversato troppe aspettative”.

Cerchiamo di ricostruire le vicende di Piazza Farnese. Secondo quanto riportato dalla stampa romana, alla fine del comizio Bettini avrebbe avvicinato Fabio Melilli, segretario regionale del Pd ed ex sindaco di Rieti apostrofandolo in malo modo: “A Rieti non sono usciti fuori i voti. Ho fatto dimettere Sbardella (lo squalo della Dc degli anni 80), pensa se mi fa paura uno come te”. Questa la prima invettiva del neo parlamentare europeo, che subito dopo si è rivolto a Fabrizio Panecaldo: “Perché non mi hai fatto votare? Mi hai fatto perdere”. E le parole, in questo caso, sono state accompagnate da uno spintone, secondo la ricostruzione giornalistica di un quotidiano romano.
Il nodo del contendere, in entrambi i casi, sarebbe l’ampia differenza in termini di preferenze tra Goffredo Bettini ed Enrico Gasbarra. In provincia di Rieti l’ex presidente della Provincia di Roma ha ottenuto 3.626 preferenze contro le risicate 1.940 di Bettini, ma in città lo smacco più grande: a Rieti Gasbarra è a quota 1.216 e Bettini è fermo a 460, circa un terzo.

Secondo i bene informati, anche Panecaldo sarebbe colpevole di non aver fatto votare Bettini ma di aver appoggiato il tandem Bonafè-Gasbarra.

Ed è proprio Gasbarra al centro di un ulteriore polemica rientrata dopo i chiarimenti del segretario Cosentino. Alcuni iscritti hanno segnalato al segretario cittadino che il giorno prima delle europee hanno ricevuto sms targati Pd che invitavano a votare Gasbarra. Cosentino, da par suo, ha smentito che gli sms siano partiti da un’utenza del Pd. Alcuni iscritti, non paghi dalla risposta del segretario cittadino, si sono rivolti alla Commissione di garanzia del partito, sintomo evidente che i risultati delle europee hanno sorpreso tanti militanti e potrebbero scardinare i vecchi equilibri del partito romano.

 

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