Campidoglio

Rifiuti, è scontro tra Ignazio Marino e Bruno Vespa. Il sindaco: “Tra due anni ecodistretto”. Il giornalista: “Gestione rifiuti a Roma è scandalo nazionale”

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La Capitale d’Italia è sporca. Sono sporche le strade, con i rifiuti abbandonati intorno ai cassonetti, e non solo, a ricordare che qualcosa non sta funzionando nel verso giusto.

E proprio sui rifiuti della Capitale si sta consumando uno “scontro” mediatico tra il sindaco Ignazio Marino e il giornalista Bruno Vespa.
Il primo colpo lo ha sferrato il conduttore di Porta a Porta con un tweet al veleno: “A San Pietroburgo, 5 milioni di abitanti, non ho visto un solo rifiuto sulla strada. Mi sono vergognato di abitare a Roma”.
La replica del primo cittadino non si è fatta attendere ed è arrivata durante il suo intervento alla Festa dell’Unità: “Purtroppo negli ultimi 50 anni nulla e’ stato fatto per togliere ad un monopolista privato la gestione dei rifiuti che era basata su una grande buca (la discarica di Malagrotta, ndr) dove veniva buttato di tutto, dal materasso al frigorifero. Io sono sorpreso che un osservatore attento come Bruno Vespa in questi 50 anni non se ne sia accorto e sarebbe interessante che ci dedicasse una sua trasmissione d’approfondimento”.
“In realtà – ha aggiunto Marino – le cartacce per terra sono il modo in cui turisti e romani trattano la citta’ ma il vero problema a Roma e’ la gestione del ciclo dei rifiuti”.

Durante la trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, il sindaco si è detto “arrabbiatissimo” perché “non è più possibile che molti quartieri, specialmente quelli della periferia, siano pieni di immondizia. Questo problema lo dobbiamo affrontare in maniera radicale”.
Più concilianti i toni sulla polemica innescata da Bruno Vespa: “Vespa ha ragione, perchè il modello di San Pietroburgo è esattamente il modello che per negli ultimi 50 anni abbiamo avuto a Roma e che si basa sulla discarica per l’85% e sulla differenziata per il 15%. Tra due anni noi avremo un ecodistretto con una piccolissima discarica, e trasformeremo 700.000 tonnellate all’anno di organico in gas, trasformeremo insomma un problema in una risorsa economica”.

Ma uno stoccata al giornalista Rai se la concede lo stesso: “Vespa si vergogna di vivere a Roma? Non so, mi pare che lui abiti al centro di Roma, in una zona che dicono sia bella. Forse ci sono persone che vivono in zone piu’ disagiate rispetto al primo municipio, dove c’e’ Piazza di Spagna, per esempio”.

Polemica chiusa? Nemmeno per sogno. Oltre ai soliti soloni della politica, intervenuti nella querelle per opportunità politiche e strumentali, sulla questione rifiuti di Roma Capitale è ritornato Bruno Vespa con una nota, sottolineando che la gestione dei rifiuti a Roma è uno scandalo nazionale.

“Il sindaco Marino mi invita ad occuparmi di Malagrotta e di quanto avvenuto a Roma negli ultimi 50 anni. A ‘Porta a Porta’ ce ne siamo occupati ben due volte perche’ la gestione dei rifiuti a Roma e’ uno scandalo nazionale. La prima volta il 10 aprile 2013 in campagna elettorale per l’elezione del Sindaco di Roma – ricorda Vespa -. Facemmo una inchiesta su Malagrotta, ne parlammo con Alemanno e Marchini, non con Marino che aveva declinato l’invito a confrontarsi con i suoi competitori. La seconda volta il 13 gennaio 2014 con due servizi. Anche in questo caso il Sindaco si rese indisponibile all’intervista e ci mando’ una nota che io lessi in studio”. “Marino diceva che la chiusura di Malagrotta, avvenuta il 31 ottobre 2013 per merito suo e del Presidente della Regione Zingaretti, avrebbe positivamente risolto il problema – dice ancora il giornalista -. Come promesso in campagna elettorale. Sono trascorsi 6 mesi e la situazione e’ molto peggiorata. Chi deve intervenire se – parole sue – ogni giorno il 18% dell’Ama non si presenta al lavoro? Il Sindaco o la televisione? Non avrei tuttavia chiamato in causa da San Pietroburgo il Sindaco di Roma, se subito dopo la sua elezione, quando mi lamentai con lui per alcuni piccoli cumoli di rifiuti domenicali che nella gestione Alemanno avevano rovinato Trinita’ dei Monti e altri luoghi simbolici del centro, mi assicuro’ con un sorriso che questo non sarebbe piu’ accaduto. I piccoli cumuli di ieri sono diventati i grandi cumuli di oggi. Marino non conosceva allora le difficolta’ del ciclo dei rifiuti pur avendone fatto giustamente un cavallo di battaglia in campagna elettorale?”

Cerroni replica a Marino:”Malagrotta per 30 anni fortuna e salvezza della città”

‘Malagrotta è stata per trent’anni la fortuna e la salvezza di Roma non solo per il costo del servizio ma anche per la sicurezza dello smaltimento”. Manlio Cerroni proprietario della discarica di Malagrotta, replica così in una lettera al sindaco di Roma Ignazio Marino. ”Oggi in occasione della risposta data a Vespa debbo ricordarle che i privati hanno gestito la raccolta e il trasporto dei rifiuti di Roma fino al 1973 (anno in cui fu disdettato il contratto dal Comune, che ne assunse la gestione) – scrive – Negli anni successivi i romani rimpiansero l’evento ricordando più volte che…al tempo dei privati Roma era pulita e un po’ enfaticamente dicevano che per le strade si potevano mangiare gli spaghetti…”. ”L’altra sera al Tg3 ho sentito la sua intervista sul piano di rientro triennale di Roma in cui indicava tra le priorità la revisione del canone di affitto delle licenze computer, che ha riscontrato dieci volte superiori del prezzo di mercato, la riduzione del prezzo dell’illuminazione pubblica, che si paga il doppio di quanto dovuto (a un’azienda come Acea, che per il 51% è di proprietà pubblica e per il 49% dei privati), oltre ad economie sui contratto di servizio delle aziende a cominciare dall’Ama”, sottolinea.

‘Quanto al costo del servizio di smaltimento – spiega Cerroni – devo tornare ancora a sottolineare che Malagrotta è stata per trent’anni la fortuna e la salvezza di Roma non solo per il costo del servizio (dia uno sguardo alla sua Genova: la discarica di Scarpino, oltre a ricevere ancora i rifiuti indifferenziati, presenta infatti un costo di smaltimento particolarmente elevato), ma anche per la sicurezza dello smaltimento. Ricevendo i rifiuti tutti i giorni sulle 24h contribuiva non poco alla tempestività della raccolta dei rifiuti da parte dell’Ama, in quanto gli automezzi addetti alla raccolta riuscivano a fare due (a volte anche tre) viaggi al giorno, consentendo di tenere pulita la città”. ”Della pulizia e della raccolta, forse, bisognerebbe parlare, quando Vespa dice di vergognarsi di abitare in una Città che ormai trabocca in ogni strada di sporcizia. Non della buca o del monopolista”, dice Cerroni. Infine Cerroni fa sapere al sindaco di non essere agli arresti dal 16 aprile precisando che ”spiace dover sottolineare che il sindaco della Capitale sia tanto disinformato”

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