Roma

Rete municipale di orti urbani partecipati con la raccolta di comprensorio dell’umido

 

 

Salvaguardia del territorio, stili di vita responsabili, riciclaggio dell’umido, decoro urbano, agricoltura biologica, gestione partecipata del verde e integrazione sociale sono solo alcune delle questioni alle quali il fenomeno Orti e giardini condivisi riesce a dare una risposta immediata e proattiva…

di ALESSANDRO CAMIZ

 

Si è svolto, Domenica 7 Luglio 2013, alla Festa dell’Unità, il dibattito dal titolo “orti e giardini condivisi, gestione collettiva dello spazio pubblico”. Organizzato e coordinato dallo scrivente, l’evento si è svolto nonostante le condizioni metereologiche particolarmente sfavorevoli ed ha avuto una partecipazione significativa di pubblico. Abbiamo inteso dare voce ad alcuni dei rappresentanti di un movimento che a Roma, secondo il censimento di Zappata Romana, è costituito da oltre 150 gruppi: cittadini che in modi diversi si sono messi a coltivare la terra all’interno della metropoli. La questione dei regolamenti è centrale per il futuro dell’orticultura urbana ha affermato Daniel Modigliani, Presidente dell’INU Lazio. In Europa e nel mondo sono numerose le esperienze di pianificazione urbana che prevedono, anche per tempi brevi, lo strumento degli orti urbani per la gestione dei suoli e del verde, anche a Roma ci sono iniziative come l’installazione mobile “ortolino” ai giardini di piazza Manfredo Fanti che, con il coinvolgimento delle scuole, operano in maniera significativa come illustrato da Mosè Ricci, professore di urbanistica all’Università degli studi di Genova. La questione dell’inquinamento del suolo e dei biosensori per la misurazione degli inquinanti è stata esposta da Lucia Mosiello, ENEA Unità Tecnica Sviluppo Sostenibile e Innovazione del Sistema Agro-Industriale. Venticinque interventi programmati hanno illustrato le diverse esperienze, ciascuna caratterizzata in modo particolare: dall’agricoltura su suoli confiscati alle mafie di Associazione daSud, agli orti con forte valenza estetica e il coinvolgimento delle persone con disagi psichici dell’associazione zerotremilacento arte pubblica relazionale di Frosinone, fino all’orto antico romano nel Parco dell’Appia antica realizzato da Zappata Romana e agli orti di Blera di Tempo creativo. Ognuna delle esperienze illustrate assume un’identità particolare ma entra in relazione con le altre, presentando l’agricoltura urbana “dal basso” come anticipatore di un nuovo modello economico, con forme di partecipazione e “nuova democrazia” e meccanismi di integrazione sociale. Alcuni degli orti romani si propongono come veri aggregatori e luoghi di integrazione sociale, come il progetto dell’università di Roma tra, SàrSan, alle porte della città a Tor Sapienza, con la partecipazione di bambini Rom o gli Orti Urbani Tre Fontane che hanno coinvolto nella coltivazione alcune famiglie di orgine bulgare. Gli orti urbani alla Garbatella ancora sono uno dei modelli per chi oggi a Roma intende avviare un’esperienza di gestione partecipata del Verde. Ci sono esperimenti di orticultura su terreni privati come gli Orti di Veio (Giustiniana) o il progetto, Coltivare RappORTI di Terra!Onlus. La Cooperativa Agricola Coraggio sta lavorando da tempo per permettere l’assegnazione dei terreni agricoli di proprietà pubblica ai giovani agricoltori. Significativa l’esperienza esposta da Antonia Labonia, Centro di Educazione Ambientale – Orti Urbani (ex Municipio Roma VII, ora Quinto Municipio) forse l’unico esperimento riuscito di orticultura romana realizzato da un  municipio. Anche al Pigneto il giardino di Castruccio, realizzato e gestito dalla Città delle  mamme, costituisce un valido esempio di gestione partecipata del verde pubblico. È intervenuta Paola Marzi, responsabile Orti Urbani del Comune di Roma, illustrando l’impegno del comune sul tema degli orti urbani.  Gianluca Peciola, consigliere SeL del Comune di Roma, nelle conclusioni ha riconosciuto in questa iniziativa un vero e proprio laboratorio operativo. Ha proposto di convocare a breve un tavolo di lavoro partecipato anche con gli assessorati al Patrimonio,  alla Trasformazione urbana e al Sostegno sociale e sussidiarietà della giunta capitolina, proposta che è stata accettata e rilanciata con determinazione da Estella Marino, Assessore all’Ambiente del Comune di Roma nelle sue conclusioni. Una delle emergenze a Roma sono i rifiuti: una rete municipale di orti urbani partecipati con la raccolta di comprensorio dell’umido per il riciclaggio in terra biologica, come sperimentato nell’orto didattico del Casale Garibaldi con l’associazione Lavangaquadra (nova Arcadia), potrebbe dare un contributo significativo alla gestione dei rifiuti urbani riducendo la quota che finisce in discarica o negli inceneritori.

 

 

 

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