Roma

PD Roma: Nobili vicesegretario. Dal PD all’API e ritorno. Storia di un’impresa politica. Tutti i membri della segreteria romana.

Dopo due mesi di gestazione, Lionello Cosentino è riuscito con molta fatica  ad ufficializzare la segreteria del Pd romano.
L’impresa è stata titanica e le fortissime contraddizioni emerse nei giorni scorsi hanno rischiato quasi di far saltare il banco. Massima incertezza sul numero dei componenti la segreteria, da 10 a 12, poi 14 e infine 20, con l’unico obiettivo di rispettare con il bilancino le pretese di componenti e sotto-componenti del partito romano. Si era giunti a soppesare anche gli spifferi.

Quando si rischiava l’impasse, provocata anche dalla strategia dei veti incrociati, il segretario ha avuto uno scatto d’orgoglio: “La segreteria la faccio io!”, ha esclamato, proponendo un gruppo di 10 unità, tra i quali spiccano i nomi del deputato Khalid Chaouki, esperto di immigrazione e che tanto ha fatto parlare di se a Natale per l’iniziativa presso il Centro di Accoglienza di Lampedusa, e Marco Causi, esperto di Bilancio e pronto a dare una mano al sindaco Ignazio Marino e all’assessore Morgante, data dai bene informati in procinto di abbandonare la giunta in caso di rimpasto.
E se Causi è notoriamente un veltroniano, l’onorevole Khalid Chaouki sembrerebbe vicino all’ex Ministro della Salute Livio Turco.

Nonostante la forte presa di posizione, Cosentino è stato costretto alla fine a cedere e a dare qualche contentino alle componenti romane.
Gli altri membri della segreteria, infatti, sono Ilaria Feliciangeli (in quota Ciarla), Giulio Pelonzi (AreaDem), Marco Tolli (quota Bettini),
Giulia Urso (ex segretaria del circolo Pd di via dei Giubbonari, in quota Mancini), Lucia Zabatta (quota Pippo Civati ed ex candidata alle primarie per la segreteria del Pd Roma) e Raffaella Petrilli (renziana e, secondo i bene informati, indicata da Marianna Madia).
Completa il quadro della segreteria Cecilia Fannunza, candidata all’Assemblea capitolina lo scorso maggio e con un passato nella Margherita e poi nell’API di Rutelli, prima di entrare nella squadra di Lionello Cosentino in quota Popolari.

La ciliegina sulla torta è rappresentata dall’elezione di Luciano Nobili a vicesegretario. Come la Fannunza, anche Nobili proviene dalla Margherita, dove faceva parte dell’entourage dei giovani vicini a Francesco Rutelli, con il quale è transitato al Pd, per poi fuoriuscirne nuovamente per fondare l’API e diventarne il segretario romano. Dopo lo scioglimento di Alleanza per l’Italia, Nobili si è riavvicinato al Pd e alla figura di Matteo Renzi, diventando uno dei più accesi sostenitori del sindaco di Firenze e di Tobia Zevi, candidato renziano alla segreteria romana del partito.

E il nome di Zevi era emerso sin da subito per l’incarico di vicesegretario, ma con una zampata finale degna di un thriller il vice di Lionello Cosentino sarà Luciano Nobili. Perché? Non si sa. Secondo la versione ufficiale, Zevi è in attesa di un incarico nazionale.
La nomina di Luciano Nobili qualcosa di buono per qualcuno probabilmente ce l’ha: permetterà di sdoganare ufficialmente tutti i componenti democrat che per qualche tempo hanno militato nell’API e ai quali il partito aveva rifilato un periodo di “purgatorio”. Ora dovranno essere riammessi tutti e a pieno titolo nel Pd, altrimenti non si capirebbe questa disparità di trattamento per cui gli iscritti provenienti dall’API possono fare i dirigenti ma non i militanti.

Grandi movimenti in casa Pd, insomma, e particolarmente interessanti sono alcuni retroscena dell’ultima ora.
Nella composizione della segreteria cosentiniana, infatti, pare di intravedere uno degli accordi stipulati sottobanco in vista delle prossime elezioni europee. Si tratta del “patto” tra i renziani di AreaDem e Bettini (membro della direzione nazionale del partito in quota Renzi) per garantire a quest’ultimo e ai due eurodeputati uscenti Sassoli e Costa (entrambi afferenti ad AreaDem) l’elezione al Parlamento Europeo.
Con queste premesse, erano inevitabili i primi mal di pancia di alcune componenti del partito romano, giunti già in serata. I lettiani, una parte dei popolari e una parte dei dalemiani lamentano una scarsa rappresentatività dei territori.

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