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Pd Lazio: mozione di sfiducia contro Melilli. Stop di Guerini

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L’assemblea del Pd Lazio ha presentato ieri una mozione di sfiducia al segretario Fabio Melilli, colpevole, secondo 114 deputati su 215, di non essersi dato abbastanza da fare per rinnovare la segreteria che lui stesso aveva azzerato a settembre dopo il caos sulle liste delle citta’ metropolitane.
Ma in serata è arrivata la dura replica del vicesegretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini: “Richiamare i cittadini ad un appuntamento elettorale interno che conclude un’esperienza molto breve non e’ utile e rischia di essere un salto nel buio”.
La mozione di sfiducia, che come da regolamento sara’ posta all’ordine del giorno della successiva assemblea che dovra’ essere convocata a strettissimo giro, e’ stata comunicata da Marco Guglielmo, membro dell’assemblea del Pd Lazio ed uno degli sfidanti del segretario Melilli nelle primarie del febbraio scorso insieme a Lorenza Bonaccorsi. Una mozione che ha visto l’appoggio dell’area civatiana, dei popolari e di alcuni zingarettiani.
In un’assemblea dove su 215 membri se ne sono registrati solo 58, il segretario Melilli ha disegnato la sua idea di segreteria, “snella e con personalita’ che gia’ si sono rese disponibili, aperta anche a segretari provinciali e a capigruppo di Comune e Regione”. Una proposta per ripartire, la sua, che vada oltre le logiche di corrente ma che se non sara’ possibile attuare non verra’ da lui ostacolata”. Ma sono state le parole di Guerini a scuotere gli animi dell’assemblea, parole dure che sono suonate come un rimprovero a chi “si concentra troppo sulle correnti anziche’ sul merito delle questioni. Non si puo’ immaginare – ha detto – in una regione cosi’ importante come il Lazio di andare nuovamente alle primarie verso prospettive che mi paiono nebulose”.
Un richiamo alle responsabilita’ dunque e a svolgere un “lavoro di lunga lena” e l’augurio, che suona come un monito, che “la mozione di sfiducia sia un invito alla franchezza del dibattito da condurre lontana dallo spettro delle correnti. La discussione, mi auguro, non si concluda con un accomodamento tra cordate perche’ serve un lavoro serio”.
E poi la stoccata finale: “Il partito nazionale e’ a fianco al regionale” ma se il confronto non sara’ serio “avremo perso un’occasione” e “un’ipotesi commissariamento sarebbe una sconfitta. Chi ha presentato la mozione – ha concluso – senta il peso di questa responsabilita’ perche’ bisogna costruire condizioni per lavorare bene e non solo dire quando le cose non vanno”.

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