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Pd, Fassina: “Dissidenti a giudizio? Allora anche Renzi per i 101. La manovra non è di sinistra”

“E’ singolare che richiami alla disciplina di partito e al rispetto delle scelte della maggioranza chi, ad aprile 2013, non solo voto’ in modo difforme dalle scelte della maggioranza ma promosse attivamente il dissenso, arrivando a far saltare l’elezione del Presidente della Repubblica”. Cosi’ Stefano Fassina parla dell’assemblea Pd che valutera’ il dissenso della sinistra Dem palesato con la fiducia al ‘Jobs act’. Intervistato dal quotidiano on line ‘IntelligoNews’, l’esponente della minoranza Pd rileva che “questa disciplina di partito non funziona se chi la propone e’ segretario del partito che invece di organizzare un appuntamento nazionale per discutere ad esempio con i coordinatori di circolo del Pd, organizza una riunione di corrente alla Leopolda”. “Il segretario di partito che torna a fare il capo corrente – incalza – indica che ha un’idea di comunita’, che dovrebbe essere alla base della disciplina di partito, piuttosto singolare”.

 

L’attacco di Fassina al premier riguarda anche la legge di Stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri:  “I tagli alla spesa sociale “non sono sostenibili e quella parte va corretta. Sono tagli insostenibili, non si chiedono alle Regioni ma alle famiglie per le mense scolastiche; si chiedono ai pendolari che utilizzano il trasporto pubblico; alle persone che hanno bisogno di assistenza; agli studenti che avevano le borse di studio. Si chiedono alle mamme e ai papa’ per gli asili nido dei figli. Significano anche minori prestazioni nella sanita’”. E sottolinea: “i tagli previsti per gli enti territoriali e per lo Stato colpiscono i servizi fondamentali”. Per l’ex viceministro all’Economia del governo Letta, “novita’ positive sono sul fronte della riduzione delle imposte. Ma il segno espansivo della manovra che gia’ sulla carta era modesto rispetto alla gravita’ della situazione del paese e con i tagli pesanti alla spesa, viene cancellato”.
E alle certezze di Renzi che si tratti della manovra più di sinistra che si potesse fare, Fassina risponde così: “Non è una manovra di sinistra. E’ una manovra che, unita all’intervento sul mercato del lavoro, sta nel solco del mercantilismo liberista che ha portato l’Europa a una recessione sempre piu’ grave”.

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