Politica

Partito Socialista Europeo, riunito Consiglio a Sofia

 

 

È basato sui valori fondamentali di libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia, il modello di società progressiste, diversamente ricche e laiche che socialisti, socialdemocratici e laburisti, aderenti al Partito socialista europeo, per l’Italia c’è solo il Psi di Riccardo Nencini, hanno proposto durante il Consiglio di Sofia del 22 giugno, in alternativa al modello costruito dall’ideologia neoliberista e alle politiche di austerità, per le elezioni europee del 22-25 maggio 2014.

È il modello definito nel 2011 nella ‘Déclaration de principes’ di Bruxelles dove si esplicita che i valori fondamentali, libertà uguaglianza solidarietà giustizia, “combinati insieme costituiscono la bussola morale per costruire società progressiste nel mondo di oggi”. Le società progressiste, “sono società in cui gli individui non lottano uno contro l’altro, ma lavorano insieme per il vantaggio di tutti. Sono società […] che si prendono cura dell’ambiente […] in cui ogni persona è in grado di creare le condizioni per la propria emancipazione”.

Purtroppo, “in questo momento, i nostri valori sono messi in discussione […] Le forze di mercato, guidate dalla finanza e dall’avidità, stanno sottraendo larghe porzioni di potere al controllo della democrazia. Queste forze servono gli interessi di pochi privilegiati. I conservatori e i neoliberisti hanno aggravato le disuguaglianze economiche e sociali, promuovendo un sistema basato sui profitti facili e su regole deboli, che ha portato alla peggiore crisi dei tempi moderni”.

I principi enunciati nella Déclaration sono: 1) la democrazia, “deve essere pluralistica, trasparente, realmente rappresentativa delle diversità [e] le autorità pubbliche essenziali […] esse conservano i beni pubblici, garantiscono l’interesse comune e promuovono giustizia e solidarietà sociali “; 2) la libertà: “vogliamo modellare un futuro in cui le persone riconquisteranno il controllo sulla propria vita. […] le persone sono cittadini attivi, non consumatori passivi, messi in grado di costruire società ricche ma di una ricchezza che va oltre i beni materiali, dove la realizzazione del singolo è anche parte di uno sforzo collettivo”; 3) il lavoro: “è la pietra angolare su cui costruire la sicurezza che le persone siano architetti del proprio futuro. Restituire al lavoro come parte della vita un vero significato, un vero valore e una vera continuità, è centrale per assicurare alle persone l’emancipazione e un senso di orgoglio di sé”.

Quindi, una nuova economia e una crescita orientata diversamente: “la sostenibilità ambientale, la dignità umana e il benessere sono fondamentali per la creazione della ricchezza. Questa nuova economia deve favorire il progresso sociale, che innalza la qualità della vita, rende stabile la società e crea lavoro”.

Ecco il nuovo modello di società dove, “tutti hanno diritto ad una vita dignitosa e libera dalla povertà. […] Una società aperta e inclusiva valorizza l’individuo e accoglie la diversità. Questo significa la stessa dignità, la stessa libertà e un uguale accesso ai diritti, all’educazione, alla cultura ed ai servizi pubblici per tutti, senza discriminazioni di sesso, origine razziale o etnica […] In questa società, la religione è separata dallo Stato”.

Per quanto riguarda l’Europa, la Déclaration ribadisce, “la dedizione alla costruzione di un Unione Europea dotata di durature e comuni realtà politiche, sociali ed economiche, e non basata soltanto sulla cooperazione transitoria tra i governi. Non può esistere direzione politica senza controllo democratico, né un’Unione economica senza un’Unione sociale, e tantomeno un’Unione sociale senza un bilancio comune per sostenere gli investimenti e ridurre le disuguaglianze all’interno dell’Unione europea”.

Ed accanto ad un’Unione europea politica ed economica, dev’esserci “un’Europa Sociale integrata […] per migliorare le condizioni di vita dei cittadini, in tutti i Paesi indiscriminatamente”. La Déclaration si è arricchita di significativi contributi su tempi particolari come: progresso; benessere sociale e della persona; ruolo dello Stato nell’economia; nuova economia; lavoro e sua centralità; qualità della vita. Quasi a far rieccheggiare il programma di Bad Godesberg della Spd di Will Brandt de ’59: “socialisti mirano a creare una società in cui ogni individuo può sviluppare liberamente la sua personalità “.

di CARLO PATRIGNANI

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