Chi siamo

Monitore è il nome che si dava nell’antica Roma a tutti coloro che erano incaricati di sorvegliare i giovani che si addestravano alla pugna sul Campo Marzio, a quelli che suggerivano ai candidati i nomi dei cittadini, a coloro che intimavano i sacrifici e presiedevano alle cerimonie sacre e a quelli che correggevano gli attori.
Già questa definizione potrebbe essere sufficiente ma l’uso che più ci interessa è quello che ne è stato fatto durante la rivoluzione napoletana quando venne usato quale titolo per il giornale della Repubblica Napoletana fondato dalla nobildonna e rivoluzionaria Eleonora Pimentel Foseca: MONITORE NAPOLITANO.

Ecco noi vorremmo che questo magazine, l’omonima pagina presente su Facebook , il profilo Twitter e la newsletter ad essi collegata divenissero l’organo di informazione di quei romani che hanno un’idea nuova di Città, di Capitale, che hanno un’idea di come vorremmo che divenisse la nostra Roma, all’altezza delle altre capitali europee.
Qui chi ha voglia di lavorare, di crescere, far crescere e di cambiare è bene accetto.
Noi siamo qui e non smetteremo di osservare, pubblicare, parlare ed agire in nome di Roma e del popolo romano democratico.

Terminiamo facendo un cenno al Monitore Napoletano. La direzione di quel famoso giornale viene affidata ad una donna che faceva parte del movimento rivoluzionario partenopeo, Eleonora Pimentel Fonseca, marchesa di origine portoghese che così sintetizzava il suo lavoro: “il mio incarico è di riferire le pubbliche notizie ed i pubblici fatti e di narrar un fatto nella sua semplicità.“.
Il Monitore Napoletano aveva quindi il compito di informare sull’azione del governo ma soprattutto per Lenor (il nomignolo con cui veniva chiamata dalla sua famiglia e dagli amici) aveva il compito di diffondere il più possibile gli ideali che avevano resa possibile e caratterizzato la rivoluzione e la nascita della Repubblica.
Ideali di libertà, giustizia ed eguaglianza, le medesime forze motrici della rivoluzione francese. Eleonora sosteneva, infatti, che solamente attraverso la consapevolezza della propria forza e della propria dignità la cosiddetta “plebe” sarebbe divenuta Popolo.
Ed è questo il nostro compito, osservare, guardare, riferire, informare il popolo ed agire.
Speriamo di esserne all’altezza.

LA REDAZIONE

Eleonora Pimentel Fonseca

Eleonora Pimentel Fonseca