Cultura

Organismi geneticamente modificati: la commedia di Enzo Ferrara fa ridere e riflettere sulla società contemporanea

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Volete il figlio perfetto? Una creaturina geneticamente modificata?
Allora nulla sarà come prima, e le conseguenze potrebbero essere anche molto gravi.
E’ questo in sintesi la commedia di Enzo Ferrara “O.G.M., organismi geneticamente modificati”, in scena fino a ieri a Roma e nei prossimi giorni in Puglia. La regia è affidata a Fabio Avaro e gli attori sono della Compagnia Teatro delle Follie.

di LUCIO LUSSI

La commedia racconta la storia di due coppie di futuri genitori, Vicky Catalano e Fabio Avaro da una parte e Valeria Sgaramella e Francesco Stella dall’altra, che si incontrano in uno studio medico “speciale” e innovativo: il dottore compie strani esperimenti sui feti dei nascituri al fine di modificarne la struttura genetica.

Saranno i genitori a decidere le caratteristiche dei loro figli, Eva, da un lato, ed Ernesto dall’altro.

I genitori di Eva la immaginano bella, prorompente, sensuale. Pronta al mondo dello spettacolo e capace di far leva sulla bellezza e sulla seduzione.
I genitori di Ernesto puntano su altre qualità: l’intelligenza e la creatività.
Ben presto, però, gli eventi prendono una piega inaspettata e le mogli iniziano a dimostrare piccoli segni di “squilibrio” che spiazzano i rispettivi mariti.
Tra ansie, dubbi e risate “O.G.M.” aiuta a riflettere sulle preoccupazioni dei giovani genitori alle prese con la natalità ma anche sui “temi caldi” della società contemporanea: dall’ansia di prestazione alla pretesa di raggiungere la perfezione.

Sul palco troviamo di tutto. L’uomo che ha frequentato i centri sociali (e chiama il figlio Ernesto) ma adesso lavora alle Poste ed è insoddisfatto e radical chic; la donna acqua e sapone; il titolare di un’officina di autoricambi, sicuro di sé tendente ad apparire come un leader, e, infine, la donna bella e prorompente.

Ma niente è come sembra, e se i 4 giovani genitori si ritrovano nello studio medico per costruire il figlio “vincente”, gli eventi, poi, li costringeranno a dubitare della scelta compiuta.

Nella commedia di Ferrara c’è tutta l’evoluzione della nostra società, colta in un momento di crisi sociale e morale prima che economica e politica.
Da sottolineare la bravura degli attori a tradurre in forte comicità una tematica così importante.

Dopo aver portato in scena al Teatro Ghione “Se tutto va male divento famoso”, Fabio Alvaro rafforza la sua “sentita” romanità toccando le vette che in passato furono di Carlo Verdone

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