Politica

“Ora ci sarà una nuova fuga dei militanti”

Ecco l’intervista a Gianluca Santilli, pubblicata su Repubblica Sera del 19 luglio 2013.

 

Letta ha scelto di difendere Alfano. Gianluca Santilli, militante storico del Pd, un passato da dirigente del partito romano, lei cosa ne pensa?

“E’ una vicenda grottesca, iniziata male e finita peggio. Senza entrare nel merito, è inconcepibile che un ministro dica di non sapere. Ancora più scandaloso è che resti al suo posto”.

Cosa avrebbe dovuto fare il premier, Enrico Letta?

“La strada era una sola: Letta avrebbe dovuto chiedere con forza le dimissioni di Alfano e anche della titolare della Farnesina Emma Bonino. Per salvare un ministro, si sacrificano dei servitori dello Stato”.

Il rischio però, scongiurato anche dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, era l’apertura di una crisi

“Così la crisi si esacerba all’interno del Pd. Non si può imporre ai parlamentari una linea di condotta in aula completamente contraria al volere del popolo democratico. Si dice di votare contro una mozione di sfiducia che la base, tutta la base, si aspettava. E’ un atteggiamento arrogante e presuntuoso della classe dirigente”.

Per i vertici del partito questa mossa era necessaria. Condivide questa visione?

“E’ necessaria per non avere un’identità precisa. Ora vorrei che i vertici del partito ci dicessero cosa ci differenzia dal Pdl. Stiamo solo confondendo gli elettori”.

Una strategia che porterà la base ad allontanarsi dal partito?

“Già in molti sono fuggiti. Purtroppo siamo costretti ogni giorno a confrontarci con  scelte che non condividiamo, ma che soprattutto nessuno riesce a spiegare. In moltissimi mi chiedono come mai il governo faccia certi passi, come nel caso Letta-Alfano, ma non sappiamo più trovare un perché”.

Qual è l’umore della base?

“Delusi, amareggiati, sfiduciati. La vecchio denominazione che ci aveva affibbiato Beppe Grillo del “Pdmenoelle”, ormai si va affermando anche tra di noi. In una riunione, qualche giorno fa, Franceschini avrebbe detto ai suoi: “O si fa così, o andiamo tutti a casa”. Una vergogna”.

Una questione di poltrone o si fa per il bene dell’Italia?

“Credo che per alcuni sia una questione di poltrone, mentre altri confondono il bene dell’Italia con il bene dell’istituzione. Se questo fosse solo un episodio, ma ci fossero degli atti veri di questo governo, si potrebbero capire certe scelte; ma così non è. Basti pensare che l’applicazione dell’IVA viene solo slittata di due mesi”.

Il partito, non volendo, sta tirando la tirata a Renzi?

“E’ talmente debole la posizione del partito e di Letta, che non c’è più neanche bisogno del congresso”.

di LAURA SERLONI

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