Cultura

Olimpiadi 2024: è ora che Roma ricominci a sognare

Pochi mesi sono trascorsi da quando, nel febbraio 2012, il governo Monti silurava definitivamente il velleitario progetto olimpico della giunta Alemanno. Troppo costoso in un momento in cui si chiedeva a tutti di stringere la cinghia. Un atto di rispetto nei confronti degli italiani. “Una scelta di responsabilità” secondo l’allora segretario PD Bersani. Dopo che il suo predecessore si è coperto di ridicolo per un’idea di sviluppo fatta tutta di grandi eventi roboanti e fallimentari ecco che, a tempo di record, il neosindaco Marino ritira fuori dal cappello l’idea delle olimpiadi a Roma, questa volta per il 2024, data nella quale peraltro non dovrebbe neppure più essere in carica. Del resto il governo ha cambiato registro e a Palazzo Chigi si trova ora il nipote di Gianni Letta, già presidente onorario del comitato organizzatore dell’abortita candidatura per il 2020.“Roma deve tornare a sognare” ha dichiarato Marino all’ADN Kronos annunciando un incontro col presidente del CONI Malagò per la fine di settembre.

di FABIO BENINCASA

Ci sono sogni che però diventano incubi, come sanno i romani e tutti coloro che si trovano a passare in auto sulla Tuscolana, dove ancora biancheggia lo smisurato scheletro della Città dello Sport di Calatrava. Commissionato nel 2005 per ospitare i Mondiali di Nuoto del 2008, il palazzetto dello sport da 15.000 posti ha già ingoiato 240 milioni di euro dei contribuenti, senza arrivare a essere completato. Il costo finale dell’opera dovrebbe aggirarsi sui 660 milioni di euro, ma queste sono solo stime perché intanto le strutture, esposte all’aria aperta tendono a degradare. Nel frattempo si discute se bloccare la linea C all’altezza di San Giovanni perché è troppo difficile farla passare per il centro, vanificando il senso di tutta l’opera e un paio di temporali di fine estate sono sufficienti a bloccare la metro A e a far smottare le strade anche in zone semicentrali.

Sarebbe evidente a chiunque che lo stato delle infrastrutture della Capitale in questo momento non è compatibile con l’organizzazione di eventi di portata internazionale come i giochi olimpici e lo sarà anche a qualsiasi decisore internazionale che venga ad ispezionare la città. Al tempo stesso è evidente che gli sprechi amministrativi e gli appetiti dei costruttori non trovano nessun limite, né viene mai determinata alcuna chiara responsabilità dietro i fallimenti e i ritardi che affliggono la costruzione delle grandi opere. In queste condizioni sarebbe da irresponsabili considerare con favore un progetto come Roma 2024 solo perché la giunta ha cambiato colore.

Tutti vogliamo che Roma torni a sognare e assuma il ruolo che le compete, quello di una grande e vivace metropoli europea. Ma il dovere dei politici è lavorare per concretizzare questo sogno, non trasformarlo in una favola illusoria da raccontarsi a un’opinione pubblica smarrita o in un’occasione per una cerimoniale distribuzione di grana ai soliti noti. Fate sognare Roma con la trasparenza negli atti amministrativi, con la lotta alle infiltrazioni criminali, con una decente politica degli alloggi. Datele le infrastrutture che le permettano di paragonarsi se non a Parigi e Londra almeno a Madrid, Praga o Atene (città che hanno tutte più chilometri di metropolitane di noi, per esempio). Datele zone pedonali, piste ciclabili, asili nido, scuole con la carta igienica, ospedali che non somiglino a lazzaretti. E se proprio volete preparare la città per un grande evento, preparatevi per il Giubileo del 2025, che dato il clima di rinnovamento della Chiesa porterà probabilmente in città masse di pellegrini dal Sud America con problemi di gestione ma anche opportunità di livello internazionale.

Il sindaco Marino ha ragione: è ora che Roma il suo sogno lo viva, ma possibilmente ad occhi aperti e senza distogliere lo sguardo vigile da chi ci sta amministrando.

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