Politica

No congresso? No voto PD!

Io ancora credo che il PD sia, potenzialmente, una risorsa positiva, preziosa, per il Paese.

Credo ci sia, tra i suoi iscritti, simpatizzanti ed elettori, uno straordinario patrimonio di intelligenze, capacità, esperienze, passioni….cuore!

Da salvare e da valorizzare.

Ma c’è bisogno che quella parte, sana, onesta,  generosa, credibile, divenga il motore dell’azione politica di questo partito. C’è bisogno che sia quella parte ad orientarne le scelte politiche, ad assumere la guida del PD.

di Lucia Zabatta (7 agosto 2013)

 

Lo spettacolo a cui stiamo assistendo è penoso assai. Un intero Paese sotto scacco di un pregiudicato senza scrupoli e la democrazia minacciata, umiliata, gravemente oltraggiata e violata dalla sua pretesa di delinquere impunemente.

Ancor più penoso, per me, pensare che tutto questo sia possibile proprio grazie al mio partito, il PD, che ha riportato il PdL di Berlusconi al governo e gli ha consegnato, insieme alle chiavi di Palazzo Chigi, le mie speranze, i miei sacrifici, il mio lavoro, il mio voto….la mia vita! La mia e quella di tanti militanti ed elettori che gli avevano dato fiducia.

Ora i miei dirigenti tentano di fare la voce grossa, ma le loro dichiarazioni a me arrivano solo come grotteschi balbettii.

Epifani avverte il PdL: “Il PD è disposto a tutto!”. E non posso non chiedermi: sarà una minaccia o una promessa? La richiesta di grazia “irricevibile!”, come quella di sospensione dell’aula?

Bersani che “Bisogna riflettere sulle larghe intese”….ci dovete ancora pensare???

Tutti a spiegarci quale inaudito livello d’irresponsabilità caratterizza le reazioni di Berlusconi e dei suoi. Comportamenti eversivi, indecenti, inconcepibili…. Accidenti che scoop! Ma dove eravate negli ultimi vent’anni, a svernare nel Paese delle Meraviglie?

Balbettii grotteschi e ancor più ipocriti. Perché quella che stanno mettendo in scena ora sembra tanto la fase due della strategia di sopravvivenza. Si preparano all’eventualità che Berlusconi stacchi la spina. Quindi, dopo aver celebrato la pacificazione, riprendono i toni da campagna elettorale. Peccato non si rendano conto (almeno in apparenza) che hanno perso qualsiasi credibilità di “antagonisti” e ancor più “alternativi”.

Però se Berlusconi non fa cadere il governo, le larghe intese ce le teniamo.

Lo si potrebbe far cadere noi?….nooo, è da “irresponsabili”! “Un salto nel buio”….come si può andare a votare con questa legge elettorale? Peccato che sono passati più di tre mesi dal giuramento di Letta e il Porcellum è ancora lì, vivo e vegeto. E nei due mesi precedenti (dal voto alle larghe intese) una nuova legge elettorale non si è potuta fare perché…..non c’era un governo!

Sono diffidente, lo so, ma è proprio difficile credere che sia “un caso”.

Nel frattempo, in tanti, iscritti ed elettori, stiamo chiedendo a gran voce, di discutere, di capire, di sapere. Perché avete fatto queste scelte scellerate? Chi sono i 101?

Stiamo chiedendo un congresso. Vogliamo sapere come la pensa la maggioranza del “corpo” del partito. Vogliamo capire se questo partito è ancora emendabile. Se c’è la possibilità di ricostruire un progetto comune, una proposta politica che possiamo ancora condividere, una classe dirigente rinnovata (non solo nell’età) in cui possiamo tornare ad avere fiducia.

Ma è “intempestiva” pure questa richiesta…..bisogna prima “ritoccare” le regole! Eh già, hai visto mai che qualcuno spodestasse questa oligarchia dominante?

E così il tempo passa, il governo fibrilla, le elezioni potrebbero essere alle porte….forse bisognerà congelare il congresso…. Mica vogliamo trovarci in campagna elettorale nel pieno di una discussione congressuale?

Beh, voglio dire una cosa, sommessamente e pacatamente, a tutti gli “ani”, “oni”, “ini”, capicorrente, maggiorenti, 101 e amici dei 101, del mio partito,  se sperate di salvarvi evitando il congresso non avete ancora capito quanto profonda è la ferita che avete prodotto.

Se sperate di riuscire a conservarvi saldi al potere negandoci la possibilità di discutere e provare a costruire un’alternativa, avete fatto male i conti. Perché per riuscire pienamente nel vostro intento non potrete, comunque, prescindere dal sostegno popolare, dal nostro voto.

Io ancora credo che il PD sia, potenzialmente, una risorsa positiva, preziosa, per il Paese. Credo ci sia, tra i suoi iscritti, simpatizzanti ed elettori, uno straordinario patrimonio di intelligenze, capacità, esperienze, passioni….cuore! Da salvare e da valorizzare. Ma c’è bisogno che quella parte, sana, onesta,  generosa, credibile, divenga il motore dell’azione politica di questo partito. C’è bisogno che sia quella parte ad orientarne le scelte politiche, ad assumere la guida del PD.

Invece oggi, purtroppo, quella parte è marginalizzata (benché maggioritaria). Oggi la rappresentazione del PD che ne dà larga parte della sua classe dirigente, non rende giustizia nemmeno al nome che porta, Democratico.

Oggi, i comportamenti e le scelte nefande adottate dai dirigenti al comando, hanno trasformato questo PD in un danno per il Paese!

Oggi come oggi questo PD non mi rappresenta e non è, quindi, per me votabile!

Per cui, cari “ani”, “oni”, “ini”, ecc., continuate pure a temporeggiare giocando con le regole, cercando di salvarvi “dal” congresso. Ma sappiate che se si dovesse andare al voto senza averlo celebrato, io (e forse non solo io) questo PD non lo voto!

E non contate sul (mio) voto utile, sull’assenza di alternative, sul mio “senso di responsabilità”, e bla bla bla….. Non attacca più. Non funziona più perché avete ampiamente dimostrato di non voler essere un’alternativa e avete drammaticamente (per me) reso inutile il mio voto. Anzi, dannoso! E il mio senso di responsabilità mi impone, semmai, di non rendermi complice di danni.

Se dal congresso uscirà un partito in cui possa ancora riconoscermi e di cui possa tornare a fidarmi, non so. Me lo auguro. E mi batterò per questo.

Ma fintanto che non lo avrò verificato, io non firmo più cambiali in bianco. Tantomeno a chi ha abbondantemente provato, al di là di ogni ragionevole dubbio, di non essere affidabile!

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