Politica

Nizza, il terrore e l’apocalisse dell’ISIS

Il 14 Luglio ha portato dolore e morte in territorio francese, giorno di festa nazionale, in memoria della Rivoluzione, della caduta della Bastiglia simbolo della tirannide assolutistica, il popolo francese viene colpito da un ennesima tragedia, dopo il Bataclan, Nizza diviene teatro di una strage.

Un camion passa i controlli e in un attimo travolge tutto, donne, uomini e bambini; Nessuno può resistere alla furia cieca dell’odio ed alla crudeltà dell’uomo. Al termine della folle corsa a terra ci sono 90 persone, 90 esseri umani trucidati dalla sete di sangue di uomini lontani e affamati di strage e violenza.

L’attentatore di Nizza era un uomo sconosciuto alle forze dell’ordine, sconosciuto all’intelligence, un uomo emarginato e disperato facile preda del fanatismo e della pseudo religione, un uomo trasformato in un arma carica nelle mani dei carnefici della libertà e della giustizia.

Il giorno dopo, le settimane dopo piangiamo i nostri morti, vecchio continente colpito ripetutamente da voraci tiranni sanguinari solo per aver conquistato negli anni ed al prezzo di milioni di vite umane i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza. Commemoriamo i nostri morti ma dovremmo disperarci per noi vivi, noi cristiani, musulmani ed ebrei, noi bianchi, neri, gialli o rossi, noi esseri umani e cittadini europei, noi che siamo barca in tempesta in questa sciagurata Europa.

Il terrorismo vuole entrare nelle nostre vite, vuole prevalere sui nostri ideali e principi, vuole distruggere le nostre conquiste di cittadini liberi, vuole cambiare le nostre vite e farci perdere la speranza e per farlo usa e sfrutta poveri esseri umani emarginati, dissociati dalla comunità, trova terreno fertile nell’ignoranza e nella povertà, nel disagio e l’emarginazione, si costruisce le proprie armi e poi le scarica su di noi. La soluzione non può essere la morte delle nostre conquiste, non può essere la chiusura delle nostre menti e delle nostre vite in nome di un imprecisata sicurezza che non ci sarà mai, non così;

Possiamo e dobbiamo essere la speranza e la soluzione per questo mondo, dobbiamo aiutare ed accompagnare quei popoli nel processo umano e razionale che fu l’illuminismo per noi, un processo necessario per portare laicità nelle menti degli uomini, un processo da accompagnare all’inclusione, alla lotta alla marginalizzazione ed all’ignoranza, all’oscurantismo che questi sanguinari vogliono dobbiamo rispondere con il lume della ragione e della razionalità, sono e devono essere queste le nostre armi.

Dobbiamo dare risposte a chi ha perso la speranza, a chi ha ucciso la fiducia con la paura, una battaglia laica di civiltà e cultura, per difendere le nostre conquiste ed anzi traghettare gli altri popoli in una battaglia che noi abbiamo già vissuto e vinto, noi sappiamo, conosciamo le armi con qui vincere questa battaglia, dobbiamo mostrarle affinché l’integralismo non riesca a fare più radici nella religione musulmana.

Questa è la nostra battaglia nel XXI secolo, la battaglia della vecchia Europa, malconcia ed ammaccata, colpita nel ventre molle della cultura democratica e liberale, ma capace di reagire, deve esserlo per tutti noi.

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