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Municipio I, gestione dell’acqua come Bene Comune. Giuntella e Cioffari: “Sia rispettato l’esito del referendum del 2011″

Il Municipio I Roma Centro approva una mozione contro i distacchi dell’acqua per morosità e obbedienza civile ed un ordine del giorno per la gestione dell’acqua come Bene Comune. Tommaso Giuntella (Capogruppo PD) e Mauro Cioffari (Capogruppo SEL): “sia rispettato l’esito del Referendum del 2011″.

Il Consiglio del Municipio Roma Centro, convocato nella sede di Via della Greca n. 5, alla presenza di associazioni per la difesa dell’Acqua Bene Comune, del Coordinamento Romano Acqua Pubblica, di cittadine e cittadini, ha approvato una mozione contro i distacchi dell’acqua per morosità e obbedienza civile, presentata da SEL, PD, Lista Civica Marino e M5S, ed un ordine del giorno per la gestione dell’acqua come Bene Comune e per la revisione dell’assetto societario di ACEA ATO2 presentato da SEL, PD e Lista Civica Marino.

“L’acqua”, dichiarano in una nota congiunta Tommaso Giuntella (Capogruppo PD) e Mauro Cioffari (Capogruppo SEL) “è un bene comune naturale e un diritto umano universale. Come ribadito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in una Risoluzione del 29 luglio 2010, la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili ed inviolabili della persona”.

“A seguito del pronunciamento referendario del 12 e 13 giugno 2011 e come sostenuto dal Consiglio di Stato con il parere n.267 del 25 gennaio 2013″, affermano Giuntella e Cioffari, “il servizio idrico integrato può considerarsi a tutti gli effetti servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. La tariffa che ACEA ATO2 applica, pertanto, poiché comprensiva della quota di profitto abrogata dalla vittoria referendaria è illegittima. Vessatoria appare, quindi, la pratica dei distacchi per morosità e/o per obbedienza civile”.

“Abbiamo pertanto impegnato la Presidente del Municipio”, dichiarano Giuntella e Cioffari, “affinché intervenga presso il Sindaco di Roma per l’immediato ripristino dell’utenza idrica di tutti i condomini oggetto della pratica del distacco della fornitura per morosità e/o perché aderenti alla campagna di obbedienza civile promossa dal Forum dei movimenti per l’acqua garantendo a tutti il minimo flusso vitale”.

“Accogliamo con soddisfazione”, aggiungono Giuntella e Cioffari, “il pronunciamento dell’Assemblea Capitolina che ha ribadito il no all’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio in Senato, a firma Lanzillotta, sulla privatizzazione dell’Acea e dei servizi pubblici locali e la riformulazione, in aula, della norma che avrebbe imposto al Campidoglio, in contrasto con il Referendum e con la sentenza della Corte Costituzionale, di dismettere parte delle sue quote Acea, scendendo sotto l’attuale soglia del 51%. Dopo le proteste di cittadini e lavoratori contro la privatizzazione e un esito referendario plebiscitario, questo emendamento è tanto inopportuno quanto avulso dalla realtà economica e sociale del nostro territorio”.

“ll Comune di Roma ha espresso più volte qualsiasi contrarietà ad ipotesi di privatizzazioni delle aziende pubbliche erogatrici di servizi strategici per la cittadinanza come acqua, trasporti e rifiuti”.

“La Consulta, con la sentenza 199, nel 2012″, ricordano Giuntella e Cioffari, “è già entrata nel merito della vicenda sancendo l’illegittimità costituzionale dell’art. 4 della finanziaria – bis 2011 con cui il governo Berlusconi aveva tentato di privatizzare i servizi pubblici da parte degli enti locali, ponendo una pietra tombale su qualsiasi tentativo di cedere l’Acea, ossia l’acqua dei romani, ai privati”.

“Circa un anno fa, inoltre, dopo una strenua battaglia, condotta anche attraverso il ricorso prima al TAR e poi al Consiglio di Stato”, ricordano Giuntella e Cioffari, “l’opposizione capitolina di centrosinistra, riuscì a stoppare definitivamente lo scellerato progetto di svendita di Acea. Non si capisce, pertanto, il tentativo di far rientrare dalla finestra ciò che è stato fatto uscire definitivamente dalla porta”.

“A sostegno di vittoria e del principio della gestione dell’acqua Bene Comune”, concludono Giuntella e Cioffari, “si pone l’ordine del giorno approvato oggi dal Consiglio del Municipio con il quale abbiamo impegnato la Presidente Alfonsi ad adoperarsi presso il Sindaco e la Giunta di Roma Capitale a rivedere l’assetto societario di ACEA ATO2; all’abolizione del perseguimento del lucro anche in via indiretta da parte della suddetta azienda speciale; ad un sistema tariffario in cui saranno riconosciuti soltanto i costi di investimento ed esercizio, non potendo trovare spazio alcuna logica remunerativa del capitale investito; all’effettiva partecipazione degli enti locali consorziati alle scelte relative alla produzione, erogazione e gestione del Servizio idrico integrato; alla partecipazione dei dipendenti dell’azienda alle scelte qualificanti relative all’organizzazione del lavoro; alla costruzione di meccanismi partecipativi nella fase di definizione delle scelte di fondo relative al servizio idrico e nella fase della gestione del soggetto gestore pubblico, tali da consentire un reale potere di intervento in esse da parte dei cittadini e dei lavoratori”.

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