Campidoglio

Multe a Ignazio Marino: ora indaga la procura di Roma

Dopo la denuncia ai Carabinieri, il caso delle multe al sindaco di Roma Ignazio Marino approda in procura. Oggi il capo dell’ufficio, Giuseppe Pignatone, ha aperto un fascicolo contro ignoti configurando il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico. Marino ha denunciato la manomissione del database del Campidoglio al fine di manipolare e falsificare dei suoi dati nel sistema che registra i permessi Ztl. Manomissione culminata nella sparizione – e’ detto nella denuncia – dell’autorizzazione che ha permesso all’auto del sindaco, una Panda rossa, di circolare nella Ztl nel periodo tra la scadenza e il rinnovo del permesso. La conseguenza sono state otto multe comminate al primo cittadino della Capitale. Marino aveva anche mostrato le prove della presunta manomissione, ovvero la stampa di documenti: in uno, datato 6 novembre, il suo permesso esiste, nell’altro visualizzato due giorni dopo non c’e’ piu’. Ieri, dopo il deposito della denuncia presso i carabinieri del nucleo investigativo di piazza San Lorenzo in Lucina, sono cominciate le audizioni dei primi testimoni. Impiegati dell’Agenzia della Mobilita’ di Roma, gestori dei permessi della Zona a traffico limitato (Ztl) e chiunque abbia avuto accesso ai dati del sindaco, sono stati convocati dai militari dell’Arma. Al vaglio di inquirenti ed investigatori le procedure di accesso al servizio informatico per fare luce sul caso delle presunte multe non pagate e cancellate per accesso non autorizzato della Panda rossa nelle zone a traffico limitato della Capitale. “Qualcuno e’ entrato con dolo nel sistema per manipolare i miei dati e creare un danno alla mia credibilita’ – ha accusato il sindaco – e’ un reato grave previsto dall’articolo 615 ter del codice penale punibile con la reclusione sino a 8 anni”.

Dopo i primi accertamenti dei carabinieri consistiti nel sentire chi ha titolo su autorizzazioni e rilasci dei permessi, compreso il personale dell’Agenzia della Mobilita’, una prima informativa finira’ nel fascicolo processuale. Sara’ poi il magistrato titolare degli accertamenti a valutare la tipologia di accertamenti da delegare per risalire all’autore dell’incursione nel sistema informatico del comune di Roma.
La vicenda delle multe non pagate del sindaco e’ emersa da un’interrogazione del senatore Andrea Augello “qualora non risultasse alcuna manipolazione del sistema informatico, il sindaco ha l’obbligo di dimettersi”.

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