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Morire per entrare nell’Unione Europea? Il dramma dell’Ucraina

L’antieuropeismo oggi va di moda nei vari stati membri dell’Unione. Questa deriva è foraggiata da una buona dose di ignoranza da parte dei cittadini, ed è la prima via di fuga dalle proprie responsabilità, in sostanza: si addossano alle istituzioni europee colpe che in realtà sono principalmente dei governi nazionali (vedi Grecia e Italia). La corruzione dilagante che attanaglia questi stati, l’immobilismo dei governi, l’autoreferenzialità delle rispettive classi dirigenti, sono forse colpe europee? Certo che no, ma piuttosto che dire “scusateci, abbiamo sbagliato” e togliersi dalle scatole, si ricorre alla vecchia strategia della creazione del nemico, in questo caso il nemico sono l’Europa e la Bce.

di MARCO ASSAB

Alla luce di queste considerazioni vi renderete sicuramente conto di quanto incredibile sia ciò che sta accadendo in Ucraina in queste ore. 25 morti, centinaia di feriti, grandi devastazioni e rischio di guerra civile: ma per quale motivo? Perchè la maggioranza del popolo ucraino desidera entrare nella tanto bistrattata Unione Europea e si oppone alla politica filorussa del presidente Yanukovich… Ma come? Morire pur di entrare nell’Ue? Gli ucraini devono essere impazziti… L’Ue è il diavolo! Non sapete a cosa andate incontro! (auspico si percepisca l’immensa mole di ironia insita in queste ultime frasi…)

 

E invece no. Sanno benissimo a cosa vanno incontro. Perchè sanno altresì ciò che vogliono lasciarsi alle spalle: la Russia di Putin. Siamo talmente inebriati di libertà che non capiamo, non possiamo fino in fondo comprendere, che cosa voglia dire vivere chinando il capo ogni giorno ad un regime straniero, un VERO regime straniero. Noi, in Italia, consideraimo “regime” quello delle istituzioni europee, gli ucraini invece hanno a che fare con una Russia che ha cambiato livrea ma ha mantenuto gli stessi atteggiamenti dell’Unione Sovietica: quello che è mio è mio e quello che è tuo è mio.

 

L‘Unione Europea rappresenta per gli ucraini la piena e compiuta libertà, la definitiva emancipazione dal gioco sovietico. Per noi è un carcere, per loro è l’evasione. Che giudizio possiamo dunque esprimere in merito? Una cosa è certa: l’Unione Europea è qualcosa di assolutamente necessario a fronte dei cambiamenti politici ed economici dello scacchiere mondiale. Se gli stati europei rimanessero ciascuno a coltivare il proprio orticello, nulla potrebbero opporre allo strapotere crescente di paesi immensi quali sono CinaRussia eBrasile. La storia ci insegna che i cicli sono inevitabili, viene dunque da chiedersi: è terminato il ciclo delle “potenze storiche”? La risposta è si, se queste potenze non uniscono le loro forze in nome di una comune idea: l’Unione Europea.

 

Ma l’attuale Unione funziona? Rappresenta realmente il compimento dell’idea nobilissima che l’ha originata? Assolutamente no. Essere europeisti non significa apprezzare QUESTO tipo di Unione Europea. Innanzitutto è necessario concedere maggiori poteri al Parlamento Europeo: la bassa affluenza alle elezioni europee è spiegabile nel fatto che i cittadini, legittimamente, si domandano che senso abbia votare per un organo che è sostanzialmente privo di potere legislativo! Questo parlamento opera quasi sempre in forma consultiva, ratificando testi la cui iniziativa spetta alla commissione europea che, dunque, detiene il monopolio dell’iniziativa legislativa… C’è con ogni evidenza un deficit democratico che indebolisce le istituzioni europee e non contribuisce ad alimentare l’europeismo tra i cittadini.

 

Vi sono poi istituzioni quali la commissione o la banca centrale che vanno nettamente ridimensionate. Questi commissari europei non godono di alcuna fiducia e legittimazione popolare anzi, i cittadini nemmeno sanno chi siano! Eppure risultano determinanti perchè sono loro che detengono il potere di iniziativa legislavita e redigono i testi degli atti normativi che poi devono essere approvati dal parlamento e dal consiglio. Lo stesso discorso vale per la Bce, le cui ingerenze nella politica interna dei singoli stati sono intollerabili. Ed ancora: Unione significa “stare insieme”, non è possibile andare a velocità diverse così come non sono possibili frammentazioni in materia di politica estera.

E’ necessario dunque riconoscere che questa non è ancora una vera unione. Ma questo non giustifica l’antieuropeismo, il voler tirarsi fuori da una alleanza che ha finora garantito quasi 70 anni di pace. L’italiano medio, largamente ignorante, forse non sa che in Europa per secoli si sono combattute guerre sanguinosissime una dopo l’altra, in un continuo massacrarsi tra tedeschi, francesi, inglesi, italiani e russi… Se vogliamo riconoscere un merito all’Unione Europea, riconosciamogli il merito incontestabile della pace, quella pace che cercano gli ucraini spingendosi fino alla morte.

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