Roma

Miccoli: ecco le regole per sconfiggere le correnti del PD romano

 

“A Roma in tanti parlano e criticano il correntismo ma poi tutti fanno parte di una corrente”. L’on. Marco Miccoli, ex segretario del PD romano defenestrato con un atto di imperio, analizza un antico male del partito cittadino. Miccoli ha pronta la ricetta per limitare i danni di un grande limite politico: una serie di “regole di buon senso” che se applicate potrebbero normalizzare la vita interna del partito.

di LUCIO LUSSI

On. Miccoli, lei lo conosce molto bene e ce lo può dire: il PD romano è realmente in preda ad una guerra per bande?

“Le elezioni con le preferenze delineano un quadro di divisione che somiglia ad una guerra per bande. A Roma in tanti parlano di correntismo ma poi tutti fanno parte di una corrente e sono fidelizzati ad un cognome di livello. La scelta della classe dirigente e degli amministratori deve basarsi sulla competenza e sul merito e non sull’appartenenza ad alcune filiere amicali.

Dopo il grido d’allarme, tocca adesso ai militanti, ai dirigenti e agli amministratori far seguire i fatti concreti”.

E’ evidente il rischio che questi propositi rimangano sulla carta. Per essere eletti a qualsiasi carica, infatti, sembrerebbe indispensabile far parte di un gruppo

“E’ sufficiente applicare alcune regole di buon senso. Faccio degli esempi: vietare le cene elettorali non a sottoscrizione e le spese eccessive in campagna elettorale; introdurre l’obbligo di presentare un dettagliato programma elettorale sulla base del quale gli elettori potranno poi richiamare gli eletti a mantenere gli impegni presi prima del voto; espellere dal partito i signori delle tessere. I metodi ci sono, basta applicarli. Ma siamo sicuri che tutti lo vogliano fare?”.

Un altro problema è il finanziamento ai comitati elettorali

“Ho sollevato il problema quando sono stato eletto segretario romano del partito. Le spese dei candidati impegnati in una competizione elettorale con preferenze unica non devono superare un determinato budget (poche migliaia di euro). Alcuni consiglieri comunali eletti e in testa per numero di preferenze non hanno fatto manifesti elettorali o speso grandi cifre per la campagna elettorale, mentre altri hanno speso centinaia di migliaia di euro. Si può essere eletti anche senza grandi cifre se ci sono le idee e si lavora bene sul territorio. Alcuni, invece, preferiscono puntare tutto su una forzatura che viene “comprata”, per usare un termine eccessivo. Anche in questo caso basterebbero alcune regole per eliminare gli sprechi e sconfiggere i comportamenti dannosi per il partito e il territorio: non superare la soglia di diecimila euro di spesa per le campagne elettorali, non organizzare cene elettorali non a sottoscrizione o in saloni sontuosi, istituire delle commissioni di controllo che garantiscano il rispetto delle regole e le sanzioni”.

In che modo è possibile coprire il buco 600 mila euro presente nelle casse del PD Roma? E come mai il bilancio del PD Roma non viene reso pubblico sul portale del partito?

“Il bilancio è stato presentato dal tesoriere Cotticelli agli organismi dirigenti, poi sinceramente ignoro per quali motivi non sia stato reso pubblico. Il PD Roma non riceve da anni alcun rimborso elettorale o finanziamento dal partito nazionale. Aggiungiamo pure che nel 2008 abbiamo ereditato un debito consolidato con l’INPS (oltre 200 mila euro) che è aumentato durante le campagne elettorali. Ci tengo a ricordare che le uniche entrate sono quelle della Festa dell’Unità. Nei due anni in cui sono stato segretario cittadino abbiamo contenuto il debito grazie agli introiti della Festa, ma la situazione è abbastanza grave perché senza finanziamenti la Federazione romana del partito rischia il default”.

Quali sono i presupposti per il rilancio del PD romano

“Siamo un partito di governo e dobbiamo elaborare un progetto politico e amministrativo per gestire tutti i settori della città. Al fianco di Ignazio Marino metteremo le competenze migliori, figure di qualità dotate di grande motivazione”.

Qual è il suo giudizio sull’azzeramento delle cariche del PD romano a pochi giorni dalle elezioni amministrative?

“In campagna elettorale ho pensato al risultato del centrosinistra e del PD e non ho sollevato polemiche, ma adesso ci tengo a sottolineare che sulla incompatibilità avrebbero dovuto decidere dopo le elezioni come sta avvenendo in tutta Italia. E’ stata una decisione inopportuna e confusa che ha messo a rischio la vittoria di Marino. Mi auguro che non sia partita da nessuno in particolare. L’incompatibilità viene denunciata da una Commissione di Garanzia ma viene risolta dal soggetto incompatibile, che deve essere messo nelle condizioni migliori per scegliere. Adesso è acqua passata, pensiamo al futuro di questa città e al ruolo del PD. Da deputato e da militante del PD Roma darò il mio contributo”.

Qual è la road map del PD in vista del congresso cittadino?

“Il congresso cittadino, come quello nazionale, dovrà chiarire i valori fondanti del partito e i motivi che ci tengono insieme, ribadendo i concetti fondamentali che staranno alla base dell’azione del partito a Roma e nel resto del paese. E poi non facciamo l’errore di parlare dei nomi prima che dei programmi e delle idee. Mettiamo al centro del nostro dibattito i problemi della città e le soluzioni concrete.

Garantiamo, inoltre, che la scelta del nome avvenga sulla base del programma politico proposto e che non venga proposta, come al solito, dalle aree politiche e dalle correnti. Con il correntismo esasperato rischiamo di fare un congresso che interesserà poco i cittadini”.

Festa dell’Unità: “Bentornato Futuro” sembra il titolo più azzeccato

“Dopo la vittoria di Marino è un titolo azzeccato. Alemanno aveva cancellato il futuro di questa città. Tocca al centrosinistra riaccendere la speranza”.

Festa dell’Unità: nei giorni scorsi c’è stato il dibattito dei volontari. I dubbi e i malumori sono giusti?

“Con lo spostamento da Caracalla a Parco Schuster la festa subirà un forte ridimensionamento e, quindi, una esigenza di personale inferiore rispetto al passato. Nonostante questo un altissimo numero di volontari ha già manifestato una piena e appassionata disponibilità. E ci sarò anch’io. Mi auguro che sopravviva lo spirito della Festa costruito in questi anni e basato sul lavoro e sulla passione dei volontari”.

By