Campidoglio

Mafia a Roma: slitta il rimpasto di giunta. Zingaretti: vigilanza e intransigenza

campidoglio1

E’ destinato a slittare il rimpasto della giunta di Ignazio Marino. A inizio settimana in Campidoglio c’era chi ne prospettava la concretizzazione entro domani, ma, dopo lo tsunami della Procura di Roma che ha parlato di una holding mafiosa radicata nella Citta’ Eterna, a quanto si apprende, potrebbe slittare ancora un po’. Il sindaco in queste ore, a quanto si apprende, si sta concentrando su nuovi approfondimenti e valutazioni rispetto a quanto emerso delle carte dell’inchiesta, e il rimpasto non sarebbe all’orizzonte. Al momento le caselle vuote sono due: quella – allo Sport e Qualita’ della Vita – lasciata la scorsa settimana da Luca Pancalli, e quella – alla Casa – occupata fino a ieri da Daniele Ozzimo, che rassegnato le dimissioni in seguito all’inchiesta che lo vede indagato. Il rimpasto avrebbe dovuto concretizzarsi soprattutto in un giro di deleghe per “valorizzare” le competenze degli assessori. Resterebbe in bilico la delega al Sociale per Rita Cutini, mentre tra i nuovi ingressi era circolato il nome di Maurizio Pucci ai Lavori Pubblici.

 

\\\\\\

Contro i rischi delle infiltrazioni criminali nella pubblica amministrazione servono “non 100 ma 100 mila occhi e orecchie aperti, ma soprattutto un’assunzione di responsabilita’ perche’ ci sia la massima vigilanza e intransigenza nei confronti di questi rischi”: come ha detto il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, commentando l’inchiesta della magistratura romana a margine di una conferenza al Parlamento europeo a Bruxelles, “su queste cose non si scherza”. “Noi non possiamo che essere grati ala procura per questa indagine molto minuziosa”, ha osservato. Infatti, secondo l’uomo politico del Pd, “al di la’ delle vicende personale degli indagati per i quali fino a prova contraria vale la presunzione di innocenza, questa inchiesta gia’ oggi ha aperto i riflettori su un intreccio inquietante tra decisione amministrativa, posizione politica e, addirittura, interessi criminali”. Un quadro “sconvolgente” contro cui “dobbiamo batterci con una battaglia per la legalita’, con piu’ trasparenza e anche con una mobilitazione che rifiuti la cultura del ricatto cosi’ come e’ emersa”. Quanto al presunto coinvolgimento nell’inchiesta di un collaboratore dello stesso Zingaretti, “confesso – ha commentato – che in questi 18 mesi non ho mai percepito un elemento di questo genere. Siamo a totale disposizione della procura affinche’ si faccia totale e piena chiarezza”. In ogni caso, ha aggiunto, “se avevano bisogno di qualcuno per avere contatti con me e’ perche’ sapevano che non me non potevano averli. Ben venga l’indagine per chiarire se ci sono responsabilita’. Noi stiamo facendo i tutto per far si’ che quella istituzione sia trasparente e pulita”.

By