Campidoglio

Ma la Raggi lo ha letto il curriculum della Muraro?

A Roma c’è solo una certezza: la città è sommersa dai rifiuti.

E va in scena la farsa della neo-sindaca. Dapprima si reca a Torbellamonaca per prendere visione dei topi che la infestano promettendo mari e monti ai residenti (che si interrogano perplessi). Poi, il giorno dopo, una nuova sortita dal Campidoglio in direzione dei fantastici impianti di Rocca Cencia che da anni ammorbano l’aria dei residenti a Nuovo Salario e Fidene. E ivi giunta la sindaca scopre le meraviglie del tritovagliatore ovvero l’impianto che dovrebbe separare e triturare parte dell’immondizia dei romani. E qui s’indigna: impianto fatiscente, vergognoso, condizioni di lavoro pessime. Il tutto in diretta Facebook dove qualche centinaio di “seguaci” si beve le teorie della Raggi su come dovrebbe essere svolto il servizio di raccolta, processamento e tritovagliatura dei rifiuti.

E la sindaca, non paga, si scaglia contro l’impianto e la sua gestione.

Solo c’è un piccolo particolare: la sindaca non sa che la responsabile di quell’impianto, per quasi un decennio, è stata la sua Assessora all’Ambiente, Paola Muraro.  Muraro che è stata anche la referente del sistema di tranciabilità dei rifiuti (il famoso SISTRI) strumento con cui il ministero dell’Ambiente ha tentato di porre fine ai viaggi illegali dell’immondizia verso le terre dei fuochi. Insomma Muraro che bene conosce Rocca Cencia, non poteva informare la sua sindaca della scomoda posizione in cui ora si viene a trovare?

E addirittura la Muraro dichiara: “Questo è l’impianto multimateriale di Rocca Cencia: fa tre-quattro tonnellate invece delle 200 previste, questo impianto è stato inaugurato ufficialmente ma è stata un’inaugurazione beffa per tutta la città, queste cose vanno denunciate”, ha detto la neo assessora.

Incredibile: un impianto da lei stessa autorizzato! Perchè fu proprio la Muraro a concedere l’autorizzazione integrata ambientale che ha permesso all’impianto di Rocca Cencia di poter lavorare i rifiuti.

Bastava leggere il suo curriculum vitae.

Laconico il commento dell’ex consigliere comunale Pd, Fabrizio Panecaldo: “Sono d’accordo col fatto che, una sindaca appena arrivata vada lasciata lavorare. Non potrà prendersi il merito di quasi nulla delle prossime cose che verranno realizzate; così come non gli si potranno imputare situazioni negative incancrenite da decenni. Ad una condizione però: che Virginia Raggi  non prenda per i fondelli i romani. Visita Rocca Cencia, osserva come il modo di lavorare sia incivile per chi vi opera, che molte cose mal funzionino. D’accordo con lei. Ma chi c’è accanto alla sindaca? L’assessora Muraro. E chi è stato per dieci anni tra i responsabili dell’impianto di Rocca Cencia?”

E Continua Panecaldo: “Ma dai, non ci posso credere… proprio lei! Paola Muraro (allego c.v. …non il mio…il suo). Considerato che i curricula nulla hanno contato nella predisposizione della giunta, visto che è stata composta sulla base della spartizione tra… le diverse “filosofie di pensiero” dei vari pentastellati, immagino che la Raggi non abbia letto fino in fondo il c.v. della Muraro, altrimenti ci sarebbe andata da sola a Rocca Cencia. Ora però, si impone una domanda. Sindaca Virginia Raggi, che farai? Darai il benservito all’assessora Muraro?”.

Valeria Baglio, consigliera capitolina del Pd, scrive su Twitter: “@virginiaraggi visita Rocca Cencia e si stupisce condizioni di lavoro. Ma responsabile impianti non era proprio Muraro? #facciamolalavorare“.

Molto critico anche il consigliere comunale di Fdi, Andrea De Priamo: “Il Sindaco Raggi durante il suo blitz all’impianto di Rocca Cencia ha definito lo stesso un impianto ”folle ed inutile”. Peccato che abbia pronunciato queste parole mentre era affiancata dall’assessore Muraro, da lei scelta per seguire il tema della sostenibilita” ambientale, che da consulente dell’Ama ha seguito personalmente molte delle fasi autorizzative dell”impianto con una consulenza pluriennale di oltre 100.000 euro annui” il commento. “A questo punto ci chiediamo se il sindaco abbia visionato il curriculum del suo assessore“.

Una vicenda grottesca che getta ombre sul lavoro della neo assessora. E ora?

 

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