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Luneur, laghetto e Nuvola di Fuksas. Il presidente Andrea Santoro racconta il “suo” EUR, tra degrado e opportunità di rilancio

Andrea Santoro ha 39 anni e dal giugno 2013 amministra il Municipio IX Roma Eur. La denominazione non è casuale visto che l’Eur è il primo quartiere che si incontra venendo dal centro di Roma ed è il quadrante dove da anni si concentrano la maggior parte delle opere pubbliche che dovranno rilanciare quello che viene definito “il secondo polo turistico capitolino”.
Molte sono le infrastrutture che, complice la lentezza dei lavori e qualche polemica sorta tra i progettisti e i costruttori, hanno avuto l’attenzione dei media.
Noi per capirci qualcosa di più sulla road map di quello che deve essere ancora realizzato nel quartiere, abbiamo chiesto proprio a Santoro di accompagnarci in un viaggio virtuale tra i cantieri, per descriverci quello che, a parole sue: “non sarà più la terra di nessuno ma un quartiere degno di questo nome”.

di MATTEO MARINI

Entrando all’Eur da Roma, sulla sinistra abbiamo il Luneur. Qual è il futuro di quello che anni fa era un polo di attrazione per tutti i romani?

Partiamo dall’inizio: lì c’era un gran casino e per anni era stato assicurato, promesso che sarebbero partiti con i lavori per avere il nuovo parco giochi dell’Eur. Ad agosto dello scorso anno è entrata, dopo 5 anni di abbandono, l’impresa per i suddetti lavori.

Una volta iniziato il restauro, sono continuati esposti e verifiche sul bando di gara di Eur spa (vinto dalla Cinecittà Entertainment). Stanno sostanzialmente verificando se sia stato fatto nella correttezza delle procedure.

Io poi da Presidente del Municipio vorrei fortemente che riaprisse questo che è un bene non solo del nostro territorio ma di tutta la città. Da sottolineare però che il parco riaprirà indirizzandosi ad un pubblico che va fino ai ragazzi di 12 anni. Per fasce di età più alte, sarà presto attivo l’altro parco divertimenti della Cinecittà Entertainment che aprirà a Castel Romano.

Sui tempi di riapertura del Luneur, fa fede quanto dichiarato dall’ad di Eur Spa, Pierluigi Borghini, il quale ha dichiarato un paio di mesi fa che ci vorrà poco meno di un anno per poterlo nuovamente vedere in funzione.

Continuando questo tour virtuale, troviamo sulla sinistra il Centro Congressi noto ormai come “Nuvola” e l’albergo Lama adiacente

Anche in questo caso ci troviamo davanti un’opera pubblica assurda se consideriamo i tempi delle opere che si realizzano in altre capitali europee. Sono 16 anni che è iniziato l’iter, la prima pietra è stata messa nel 2007. Siamo nel 2014, sette anni dopo. Considerando che vorremmo vedere il nuovo stadio della Roma finito in due anni, mi chiedo: con queste premesse cosa ci dobbiamo aspettare?

E pensare che Roma avrebbe un enorme bisogno di opere strategiche che rilancino il turismo congressuale (secondo le ultime classifiche siamo al ventesimo posto in Europa).

Per completare il Centro, comunque, a sentire Eur spa mancano 170 milioni di euro. C’è stato un impegno del Governo Letta ad inizio dell’anno che, a quanto so, si attesta sui 100 milioni di euro ma sono soldi che ancora non sono stati stanziati.

Sempre Eur spa, che di fatto sta lavorando al cantiere, conferma che l’apertura della Nuvola ci sarà per il 2015.

Sul destino dell’albergo Lama si parlava inizialmente di una vendita ma, quando non si è trovato nessuno disposto a comprarlo, ci si è indirizzati sulla forma dell’affitto, dal quale si dovrebbe ricavare circa 5/7 milioni di euro.

Poco più avanti, dall’altra parte della strada, si stagliano le Torri dell’ex Ministero delle Finanze, quelle che hai soprannominato “Beirut” per il loro stato di degrado

Parlavamo infatti dell’albergo che, una volta aperto, affaccerà sulle ex Torri delle Finanze, la Beirut dell’Eur.

Poche settimane fa, insieme all’Ufficio Tecnico del Municipio, abbiamo fatto un sopralluogo. Lì c’era un progetto che doveva essere realizzato di un edificio residenziale a firma Renzo Piano che è clamorosamente fallito per una serie di motivi: da quando Alemanno voleva aggiungere più travertino tra i materiali pensati per costruirlo, alla crisi economica che oggettivamente si è abbattuta anche sulla Capitale.

Io quello che ho chiesto è, innanzitutto, di posizionare dei teloni di copertura, anche per mettere in sicurezza quei ruderi, non solo per un fatto estetico, di decoro urbano.

Ricordo infatti che lì un ragazzo si è suicidato, lanciandosi da una di quelle torri, e tutt’oggi ci sono ragazzi che entrano nel cantiere per imbrattare i muri che gli capitano a tiro con scritte di vario genere.

Abbiamo quindi chiesto di chiudere questa struttura con dei teli e di attuare una manutenzione della recinzione del cantiere, viste le “falle” che permettono a chiunque di entrarci.

Credo che ormai non si possa più parlare di demolirle, così come si voleva fare ai tempi del progetto di Piano. Da quanto vedo si sta provando invece a far diventare quelle torri ciò che erano prima che fossero smantellate: sedi di uffici.

Continuando dritto abbiamo, sulla sinistra, il mercato di Viale America.

Più che un mercato è un suk. Ci sono stato pochi giorni fa e ho visto che quei 500mila euro che erano stati spesi 7 anni fa per la ristrutturazione di tutta la passeggiata di viale America sono stati soldi buttati. La passeggiata oggi è stata di fatto demolita dai banchetti e dai mezzi che giornalmente sostano in quella zona.

Tra l’altro c’è un livello di degrado e di scarso rispetto del codice stradale (tipo furgoni che parcheggiano sui marciapiedi) che lascia sgomenti.

Ho chiesto al Comandante della Polizia Municipale di fare le dovute verifiche sulla regolarità del commercio su quella via e sulla regolarità dei mezzi parcheggiati nel piazzale sottostante il mercato (quello di fronte la metro Eur Fermi, per intenderci), visto che lì insiste un divieto di sosta e di fermata che a quanto pare non viene rispettato.
Presto comunque la situazione avrà una fine perché il mercato verrà spostato. Sulla nuova ubicazione non so ancora darvi informazioni certe perché è in atto un confronto con i sindacati. Spero di rimettere in sicurezza quell’area per fine maggio/inizio giugno.

Quanto prima quindi metteremo la parola fine a queste e ad altre pratiche portate avanti all’Eur che lo portano ad essere sempre di più “la terra di nessuno” e non il secondo polo turistico di una grande Capitale come Roma.

Dalla passeggiata che citavi ci si affaccia per ammirare il Laghetto dell’Eur e si rimane catturati non tanto dalla bellezza del paesaggio, quanto dal cantiere dell’Acquario Mediterraneum che avvolge un’intera ansa del lago.

Per ultimare l’acquario (opera completamente privata) servono circa 6 milioni di euro. Le banche finanziatrici sembra che abbiano sbloccato questi soldi per completare più che altro l’area in superficie, restituendo così la parte “sottratta” del laghetto ai cittadini, e l’interno proprio dell’acquario.

Ultimo capitolo, un’area che non è proprio un cantiere visto che è vuota. Parlo dell’area dove sorgeva il Velodromo.

Sull’area dell’ex Velodromo continuo a pensare che non deve essere utilizzata per completare la Nuvola di Fuksas come in passato e quindi costruendo palazzine. Oggi, dopo gli stanziamenti del Governo Letta, non c’è più la necessità di mettere a reddito quell’area per far tornare i conti al Centro congressi.

L’area dell’ex Velodromo ha, attualmente, una destinazione d’uso sportiva e quindi secondo me lì si può trovare un compromesso che una volta tanto possa premiare i cittadini e non interessi privati.

Parlando anche con l’ad di Eur spa, pensiamo che gran parte di quell’area possa essere adibita ad un parco sportivo per ridare finalmente una fetta importante di verde pubblico alle persone.

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