Campidoglio

L’estate rovente della politica romana: continuano le schermaglie tra Ignazio Marino e il Pd. E il rimpasto slitta a luglio

Si annuncia rovente l’estate della politica romana, e mentre Marino e il Partito Democratico affilano i coltelli, i primi nodi vengono al pettine.

I democrat hanno fatto chiarezza sulla linea da seguire sul bilancio: “allineare il più possibile i tempi del bilancio e del piano di rientro. E’ questa la linea del Pd”.
Lo ha dichiarato il coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo al termine dell’incontro tra il Pd consiliare, il Pd Roma e il Pd Lazio, vertice utile per fare il punto sulle priorità dell’azione di governo.

Di LUCIO LUSSI

Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo Pd in Campidoglio Francesco D’Ausilio: “Bilancio e piano di rientro dovranno correre insieme. Il 6 giugno scade il termine dei municipi che restituiranno i pareri sul bilancio e il 10 dovrebbe essere pronta la bozza del piano di rientro. Ci aspettiamo – conclude D’Ausilio – che le previsione del 2014 contenute nel piano di rientro possano anche influenzare la bozza di rilancio”.
L’accelerazione sul bilancio è confermata anche dal presidente della commissione Bilancio Alfredo Ferrari: “La prossima settimana iniziamo a lavorare sul rendiconto 2013.

Cominciamo correttamente a parlare della manovra 2014-2016

in commissione iniziando da questo rendiconto. Penso sempre

la prossima settimana di calendarizzare le prime propedeutiche,

aspettando i pareri che arrivano dai municipi della delibera madre. Cercheremo di allineare il piano di rientro – continua Ferrari – ma intanto inizieremo con le propedeutiche. Poi, speriamo una prima bozza del piano di rientro speriamo sia pronta nei primi 15 giorni di giugno. Con Marino c’e’ la condivisione che il bilancio e’ una fase importante. Poi e’ chiaro che il piano di rientro e il tavolo inter-istituzionale che abbiamo richiesto sono altri due elementi fondamentali”.

Se il bilancio è ormai diventato la priorità dell’agenda politica, va da sé che il rimpasto tanto richiesto potrebbe slittare a luglio mettendo a tacere, per il momento, le anime inquiete della politica romana.

Ignazio Marino, intanto, punta con convinzione ad un allentamento del patto di stabilità e ad un tavolo interistituzionale per stabilire gli extra costi della Capitale.

 

Un eventuale accordo di massima tra Marino e il Pd romano sullo slittamento del rimpasto a luglio non è sufficiente ad appianare i dissidi.
Prima di partire per Boston, dove parteciperà ad un convegno sulla mobilità sostenibile, Ignazio Marino ha replicato alle provocazioni del neo eurodeputato Enrico Gasbarra che lo avevo incalzato a cambiare passo.
Il primo cittadino ha parlato di un Campidoglio a doppia velocità e ha accusato il consiglio comunale di immobilismo: “Nelle ultime settimane l’assemblea capitolina si è riunita poche volte – ha dichiarato il sindaco al Corriere della Sera, riferendosi a “decine di delibere ferme in Commissione”.

A parare il colpo e a reagire all’invettiva di Ignazio Marino ci pensa il coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo: “Quello che dice il sindaco non è vero. Il presidente dell’Assemblea capitolina non ha indetto consigli perché non c’erano delibere. Il merito dei gruppi consiliari, anzi, e’ stato proprio quello di scaricare un po’ di adrenalina addosso agli assessori. Se c’e’ da lavorare, tutti dobbiamo remare nella stessa direzione senza che qualcuno si metta a fare il primo della classe”.
La colpa non sarebbe del consiglio, quindi, ma della giunta capitolina.

Sugli scudi anche il presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti: “Noi abbiamo dati confortanti sugli atti votati e presentati in Assemblea capitolina. E’ tutto consultabile online in massima trasparenza, a differenza magari della Giunta che non trasmette in video streaming ne’ mi sembra abbia fatto quella grande operazione di trasparenza di pubblicazione di costi come noi”.
Una concessione ai democrats, il primo cittadino l’ha fatta: presentare anche ai romani il pieno di rientro.

Ma tra bilancio, piano di rientro, rimpasto di giunta e faida interna al Partito Democratico, la temperatura della politica locale sale vertiginosamente. Da un lato la cosiddetta “svolta renziana” di una parte del partito, dall’altro lato i risultati delle Europee che in alcuni casi hanno riservato delle vere e proprie sorprese. Una parte del partito, infine, consiglia a Ignazio Marino di tenere conto del voto delle Europee, al fine di aggiustare la sua linea politica e cominciare a rimettere in piedi la città.

E non siamo nemmeno all’inizio dell’estate…

 

 

 

 

 

 

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