Municipi

Le quattro fatiche di Palmieri: onestà, trasparenza, lavoro e… i consiglieri pregiudicati

 

Eletto con percentuali bulgare e un forte distacco dal competitor di centrodestra, Giammarco Palmieri è il nuovo presidente del V Municipio.
Per il giovane presidente si prospetta un quinquennio complesso e impegnativo. “La trasparenza, l’onestà e il dialogo sono gli elementi distintivi della mia amministrazione” dichiara Palmieri, che intende trasformare il V Municipio in un polo di attrazione turistica. Non mancano nemmeno le prime “fastidiose” gatte da pelare: l’ineleggibilità di Mauro Ferrari e le voci ancora non confermate sulla presenza di tre consiglieri pregiudicati, appena eletti nella lista del Pd.  Palmieri risponde con convinzione: “Vigileremo e approfondiremo la questione. Non possiamo permettere a nessuno di mettere in discussione la nostra credibilità”.

Intervista di LUCIO LUSSI

 

Presidente Palmieri, innanzitutto complimenti per la sua rielezione con un’ampia percentuale di consenso

 

“Sono soddisfatto particolarmente per il margine di vantaggio rispetto al centrodestra. I risultati confermano che il nostro quartiere è di sinistra, ma anche che il lavoro svolto dalla mia amministrazione è stato considerato positivo e meritevole di proseguire per i prossimi cinque anni. Il contesto sarà diverso ma cercherò di mantenere il solito stile di apertura, dialogo, trasparenza e onestà, elementi distintivi della nostra amministrazione”.

 

Quali interventi non ha portato a termine durante il suo primo mandato?

 

“Molte cose. Ci siamo confrontati, molto spesso, con un’amministrazione comunale che non ha aiutato; su alcuni aspetti abbiamo giocato in difesa ma siamo stati bravi anche a rilanciare, come ad esempio sulla questione urbanistica del Piano Particolareggiato del Casilino che abbiamo contrastato con decisione. In quel caso abbiamo vinto e il Piano particolareggiato non è mai uscito dalle stanze del Dipartimento. Ora la partita deve essere chiusa e dobbiamo puntare su quella ricchezza per sviluppare il territorio.

La grande sfida è di trasformare il nostro municipio in un territorio che attrae turisti, grazie all’immenso patrimonio archeologico e ambientale.

L’altro impegno che non abbiamo completato, ma sul quale stiamo già lavorando, è l’ampliamento dell’offerta dei servizi sociali. Un servizio che ci sta particolarmente a cuore sarà realizzato nei prossimi mesi: una casa famiglia per giovani disabili. L’attenzione e il sostegno alle fasce di popolazione che hanno bisogno è uno degli elementi distintivi di un’amministrazione locale”.

 

Quali sono i punti-chiave da realizzare nei primi 100 giorni?

 

“Ho in mente tre punti. Come primo intervento vorrei realizzare un bando pubblico per permettere ai soggetti privati di installare pannelli fotovoltaici sui tetti delle scuole e degli edifici pubblici in cambio dell’impegno a garantire la manutenzione degli edifici stessi. Considerata la pessima situazione in cui versano le scuole, un progetto del genere sarebbe importante per salvaguardare le scuole e garantire il normale svolgimento del nuovo anno scolastico. Le risorse esterne sono importanti, ancora di più quando si parla di produzione di energia pulita.

Il secondo intervento avrà come obiettivo il ritorno del Centro Carni nelle disponibilità dell’amministrazione comunale, perché il progetto di valorizzazione immaginato dalla Giunta Alemanno e poi affidato ad Ama va contro i bisogni e i diritti dei cittadini e del territorio. Il Centro Carni diventerà una grande struttura culturale e sociale.

Il terzo punto è relativo alla valorizzazione del nostro patrimonio archeologico. Da Centocelle all’Alessandrino, da Villa de Sanctis al Collatino e a Villa Gordiani, i territori del nostro municipio devono diventare dei luoghi di attrazione turistica. In questo modo è possibile attrarre risorse e ricchezza da trasformare in nuovi posti di lavoro. Per il nostro territorio immagino un modello di sviluppo molto diverso rispetto a quello storicamente utilizzato nei quartieri”.

 

Adesso dovrà amministrare un quartiere molto più grande rispetto al passato. Con 250 mila abitanti, il Prenestino sarebbe l’undicesima città in Italia. Con quali accorgimenti  impronterà la sua azione amministrativa?
“Sarà necessario moltiplicare gli sforzi e il lavoro per accorpare in un unico municipio 250mila cittadini. E poi ragioneremo con il sindaco Marino e l’amministrazione comunale al fine di fornire ai Municipi un’identità e un ruolo istituzionali in vista della nascita della Città Metropolitana che trasformerà i Municipi in veri e propri comuni urbani.
Da risolvere, inoltre, il nodo dei rapporti con le società che offrono pubblici servizi e che non hanno legami formalizzati con i Municipi. In alcuni settori-chiave come l’illuminazione pubblica o la pulizia del territorio è indispensabile un potere di indirizzo e controllo ai Municipi. E’ necessario permettere ai Municipi di governare il territorio preparandosi, in questo modo, all’avvento della Città Metropolitana”.

 

In che modo intende formare la sua Giunta?

“Ci sto lavorando. Rispetto al passato il Presidente sarà una figura maggiormente autonoma. Ascolterò tutti ma poi assumerò personalmente le decisioni utili a realizzare il programma elettorale. In Giunta garantirò la parità di genere e un confronto positivo tra i membri. Il mio obiettivo è costruire una squadra valida con il giusto mix di esperienza amministrativa e spinte all’innovazione”.

 

L’elezione di Mauro Ferrari, candidato nella lista del PD, non è stata convalidata.  Ci può spiegare meglio questa faccenda?

“Il magistrato presente al seggio centrale ha dichiarato l’incandidabilità di Mauro Ferrari per la non rispondenza della sua candidatura ai criteri previsti dalla legge. Si tratta di un atto pubblico presente sul verbale del Seggio centrale. Non è un segreto, quindi, che Ferrari sia stato dichiarato ineleggibile e incandidabile.  Non ero a conoscenza delle situazioni emerse dopo le elezioni e non ne erano a conoscenza nemmeno gli organi decisionali del partito a livello locale che hanno approvato le candidature”.

 

Se gli aspetti contestati fossero stati noti, la candidatura di Ferrari sarebbe saltata?
“Se i presupposti di incandidabilità e ineleggibilità di Ferrari fossero stati noti a tutti, il PD avrebbe fatto delle considerazioni e non avrebbe candidato Ferrari”.

 

Qual è il suo giudizio politico sulla vicenda?
“In questa fase storica dobbiamo essere molto attenti ed evitare che la nostra credibilità possa essere messa in discussione. E’ uno sforzo che dobbiamo fare tutti moltiplicando l’attenzione”.

 

Quello di Ferrari non sembra essere l’unico problema con la giustizia, perché, a quanto pare, in Consiglio municipale ci saranno tre pregiudicati…

 

“Dai casellari giudiziali dei tre interessati non risulta nulla ma faremo degli approfondimenti in quanto esistono ulteriori tipologie di indagine sulla fedina delle persone”.

 

Francesco Corsi de La Destra ha chiesto chiarimenti sugli accordi intercorsi tra lei e Mauro Ferrari prima del voto. Cosa replica all’esponente de La Destra?
“Mauro Ferrari ha deciso di ritirarsi dalle primarie per la presidenza del Municipio per semplificare il quadro politico locale e per condividere con me alcuni aspetti programmatici. Non credo che le due questioni, quella programmatica e quella “personale” di Ferrari, possano essere messe insieme. Ho condiviso con lui alcuni aspetti programmatici nell’interesse dei cittadini e in quel momento la vicenda emersa al seggio centrale non era nota. Ognuno, poi, si deve assumere le proprie responsabilità e con la sua decadenza dall’elezione lo ha fatto anche Mauro Ferrari. Molto probabilmente il vero problema di Francesco Corsi è quello di non essere stato eletto”.

 

Secondo lei di chi è la responsabilità per la mancata vigilanza sulla candidabilità di Ferrari?

“Secondo me c’è un problema a monte. Dal casellario giudiziale non emerge nulla anche in caso di fatti conclamati e si rendono necessari ulteriori strumenti giuridici per evidenziare fatti come questo. E’ indispensabile, pertanto, stabilire forme di controllo più accurate all’Ufficio elettorale centrale e rivedere la documentazione richiesta a chi si candida”.

 

E se nel PD ci fosse qualcuno che sapeva e ha taciuto?

“Se ci fosse qualcuno che era a conoscenza della faccenda e ha taciuto si tratterebbe di un fatto piuttosto grave. Io continuo a credere nella buona fede di chi ha deciso le candidature nel Pd ed era, sicuramente, all’oscuro di tutto”.

By