Roma

Le Biblioteche di Roma ancora senza presidente…

Una nomina lunga una gravidanza. A nove mesi dall’insediamento della giunta di Ignazio Marino non sono stati ancora nominati il Presidente e il CdA di “Biblioteche di Roma”. 
Del tutto ignoti i motivi di questa nuova pagina dell’impasse dell’amministrazione capitolina, che sembra aggravarsi ulteriormente nel settore culturale, tanto da aver spinto qualcuno a parlare di “macerie della cultura”.
Sembrerebbero note, invece, le responsabilità dell’assessore alla Cultura Flavia Barca e anche, in parte, della Commissione Cultura dell’Assemblea Capitolina, che non ha incalzato nel modo giusto l’azione e l’operatività dell’assessorato.

di MARZIO SCALOTTA

La claudicante e incerta azione amministrativa della compagine guidata da Ignazio Marino è salita nuovamente agli onori della cronaca dopo il conclave di maggioranza andato in scena sabato scorso e nel corso del quale è andato in onda il duro battibecco tra Michela Di Biase, presidente della Commissione Cultura, e l’assessore Barca, accusata di aver concentrato quasi tutti i progetti culturali finanziati con fondi comunitari (ben sette su otto) nel centro storico a danno delle periferie.
I democrats, a quel che si apprende, sarebbero pronti a scaricare l’assessore Barca, una dei primi a saltare in caso di rimpasto di giunta.

Numerosi i nodi del contendere nell’amministrazione culturale della città. Uno di questi, come dicevamo, è la gestione delle Biblioteche.

A tal proposito una domanda sorge spontanea: quanto influisce la mancata nomina degli organi apicali nella qualità del servizio di “Biblioteche di Roma”?

Non è un uomo solo al comando, in questo il caso il presidente, a poter cambiare il destino delle biblioteche romane, ma è evidente che l’assenza di un presidente  e di un CdA tolga un indirizzo politico di ampio respiro al servizio.

“Biblioteche di Roma” è attivo dal 1996, fiore all’occhiello della Capitale, e i numeri confermano come la cittadinanza percepisca fortemente l’utilità del servizio, anche al tempo di Wikipedia e dei nativi digitali. Sono 36 le strutture dislocate capillarmente su tutto il territorio della Capitale, per quasi 370 mila libri e 188 mila audiovisivi prestati (dati del Comunedi Roma)

Da evidenziare, inoltre, l’apertura di veri e propri centri culturali nell’estrema periferia romana, da San Basilio a Ponte di Nona.

“La finalità delle Biblioteche di Roma è garantire il diritto alla cultura e all’informazione, promuovendo lo sviluppo della comunicazione in tutte le sue forme”. Questo è quello che si legge sul sito del Comune, peccato però che sia ancora tristemente vuoto lo spazio relativo agli organi apicali della struttura, necessari a ridare slancio e lungimiranza all’azione di tutte le biblioteche.

“L’incertezza amministrativa e la mancata scelta degli organi apicali può rappresentare un ostacolo alla valorizzazione del servizio” ha dichiarato Francesco Antonelli, presidente di Biblioteche per Roma dell’era Alemanno e dimessosi a Maggio 2013. “Fortunamente c’è  in servizio un direttore molto in gamba (Alessandro Massimo Voglino, nda) che ha potuto sicuramente sopperire alla mancanza degli organi apicali, ma non so davvero come abbiano fatto a prendere alcune decisioni molto importanti che necessitavano dell’avallo del Consiglio d’Amministrazione”.

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