Politica

L’assemblea dell’UP: l’Italia che lavora e che si muove

Mercoledì 22 Giugno al Roma Life Hotel si è tenuta l’assemblea annuale dell’Unione Petrolifera (UP). Davanti ad una platea folta di personalità del settore, del mondo industriale e della politica il presidente Ing. Claudio Spinaci ha presentato un format nuovo per questa reunion, una sorta di workshop, incardinato su temi specifici, da assumere come capisaldi per rinnovare e rigenerare il settore petrolifero, strategicamente fondamentale per il paese ma colpito a morte dalla demagogia di alcune narrazioni non corrispondenti alla realtà.

I temi toccati dal think tank riunito a pochi passi dal Viminale sono stati molteplici, una discussione di ampio respiro su ambiente, sviluppo, lavoro, legalità e futuro (mobilità), da cui estrapolare degli spunti interessanti per una narrazione completa e veritiera.

Il settore petrolifero nel complesso produce un grado di ricchezza senza pari nel nostro paese, una ricchezza diffusa e relativa ad un ampio ventaglio di profili:

  • quella economico, con un fatturato di oltre 100 mld di euro (nella prima parte è intervenuto il Dott. Guido Ottolenghi AD del gruppo Pir, con un fatturato pari a 41 mld nel 2014), e fiscale, con una contribuzione all’erario di oltre 40 miliardi tra IVA e accise;
  • quella umana con una forza lavoro altamente specializzata e professionale di 150.000 persone;
  • non ultima quella energetica con la distribuzione di oltre 100 milioni di litri di carburante al giorno.

Settore strettamente collegato è quello della mobilità, una mobilità sempre più orientata ad una sostenibilità che non deve discostarsi troppo dalla realtà delle risorse e della tecnologia che abbiamo.            I trend più accreditati indicano che nel 2040, anche nello scenario più green, benzina e gasolio copriranno tra il 70-75% della domanda nel settore dei trasporti di merci e persone (oggi siamo al 93%), sebbene con consumi che tenderanno a ridursi anche per l’efficienza dei motori. La diffusione delle auto elettriche crescerà sicuramente, ma in Italia impiegherà almeno 15 anni per passare da 100.000 auto (al 95% ibride) ad 1 milione, ossia il 3% del parco circolante. L’auto elettrica non rappresenta quindi, o almeno non ora come tanti vogliono far credere, una valida alternativa ai combustibili fossili a causa dell’alto costo del veicolo, basso margine di autonomia, eccessiva atomizzazione dei punti di ricarica ed alto costo delle colonnine. Ma soprattutto, ed è qui l’inganno demagogico, alte emissioni di CO₂ nella produzione di energia elettrica e nelle industrie che producono gli accumulatori (le emissioni sono maggiori del 20% degli attuali motori di ultima generazione).

L’industria petrolifera negli anni ha molto investito, sia economicamente che tecnologicamente, per offrire prodotti sempre migliori, puliti e con quote crescenti di biocarburanti avanzati e intende continuare a farlo consapevole del ruolo che ancora avrà. Purtroppo nel Paese, manca una vera consapevolezza della strategicità del downstream petrolifero italiano che, vista la crisi ormai strutturale che continua a ridurre le risorse disponibili, potrebbe avere difficoltà per gli investimenti indispensabili per la riqualificazione del settore. Proseguendo sul filo conduttore della green mobility, si è approdati ad un più generale dibattito sulla sostenibilità ambientale dei processi di produzione e consumo nel settore petrolifero e sul rapporto di quest’ultimo con le amministrazioni pubbliche. Le aziende che operano nel settore da decenni sono ben consapevoli che non abbiamo un «piano B» per il nostro Pianeta e che dobbiamo arrivare ad una economia low-carbon. Negli ultimi 20 anni, grazie ad investimenti superiori ai 20 miliardi di euro, le emissioni industriali delle raffinerie sono state ridotte del 70-90% così come quelle legate ai prodotti petroliferi la cui qualità è oggi tra le migliori al mondo. La sfida sarà quella di continuare su un percorso orientato sugli investimenti su ricerca tecnologica e competenze professionali altamente specializzate.

Purtroppo a pregiudicare l’efficienza e la vitalità del sistema concorre l’alta illegalità, tema centrale del 4° dibattito che ha visto come protagonisti:

  • l’On. Abrignani (Presidente Associazione parlamentari per lo sviluppo sostenibile);
  • Rosario Trefiletti (Presidente Federconsumatori);
  • Daniele Bandiera (AD del gruppo Api).

Il fenomeno ha visto una crescita preoccupante, ci sono oramai estese reti criminali dedite al contrabbando di prodotti, ad attacchi agli oleodotti e ad i punti vendita. Esistono società fittizie che comprano e vendono prodotti con falsa documentazione evadendo l’Iva. L’azione di contrasto da parte delle Istituzioni è costante e sta producendo i primi effetti significativi come dimostra il volume di prodotti in frode scoperti dalla Guardia di Finanza (In quattro anni abbiamo avuto un aumento del 231% nel contrasto al contrabbando). Vista l’elevata incidenza della tassazione sui carburanti (circa il 70% sul prezzo al consumo della benzina), anche solo non pagando l’Iva si ottiene un vantaggio “competitivo” incolmabile per chi opera nel rispetto delle regole. L’illegalità diffusa ha forti ripercussioni sulla concorrenza, sulla sicurezza degli impianti ed ha forti ricadute sul consumatore sia sotto il profilo economico (subendo le perdite delle aziende che operano in un quadro di legalità) sia sotto il profilo della qualità e sicurezza del prodotto.

L’assemblea vede, al termine dei lavori, la chiusura affidata al Presidente dell’UP Claudio Spinaci, al Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ed al Ministro per l’Ambiente Gianluca Galletti. Il dibattito finale ha visto una convergenza ed una condivisione di intenti da parte del settore petrolifero e del mondo industriale circa la necessità e la strategicità dell’industria petrolifera in Italia, ribadendo altresì l’urgenza di riportare sul piano politico un discorso di ambio respiro sull’Industria Italiana. Particolarmente illuminate sotto questo profilo l’intervento del Presidente Boccia il quale ha preannunciato un progetto da presentare al Governo nel mese di Settembre in cui si toccheranno punti delicati quali defiscalizzazione, detassazione dei profitti e stimolo dell’offerta, spinta dall’commercio estero; Innovativo rispetto al passato sarà la presentazione non solo di una lista di richieste ma di puntuali proposte di reperimento risorse che potranno aiutare il Governo a predisporre un organico  Disegno di Legge.

L’adesione alla COP21, termina il Ministro Galletti, è un passo fondamentale ma pur sempre un primo passo di un cammino di avvicinamento alla sostenibilità ambientale che durerà 85 anni, il futuro, prosegue,  parla di sharing economy, smart city e nuovi mezzi di trasporto ma la strada verso un’economia low-carbon è ancora lunga e dovrà fare affidamento su tutte le fonti a nostra disposizione, fossili incluse (i combustibili fossili rimarranno una risorsa imprescindibile almeno fino al 2040).

Al termine dell’assemblea, rifacendosi alle parole del Presidente Spinaci, si apprende che fondamentale sarà in questi anni una descrizione del settore petrolifero non demonizzata e sotto scacco da parte di focolai demagogici. Il settore ha bisogno del sostegno dell’amministrazione pubblica con una regolamentazione non opprimente, certa, improntata alla produttività proponendo una legiferazione fine al ruolo nazionale finanche globale che ha questo settore. Una tale visione del progetto legislativo che può avere unicamente un Governo nazionale; A tal fine ha fatto da filo di Arianna la necessità che ad Ottobre vinca al referendum il SI alla tanto desiderata modifica al Titolo V, che si configura quindi non come un voto all’Esecutivo, come giustamente espresso dal Ministro, ma come un voto di coscienza, un voto affinché le competenze tra Stato e Regione siano delimitate e certe, affinché una competenza come quella energetica venga inquadrata da un Governo nazionale, che ne fissa i principi, le linee guida e soprattutto gli obbiettivi strategici di ampio respiro. Confortante in questo senso la vicinanza di posizioni degli esponenti regionali e del mondo petrolifero ed industriale intervenuti all’assemblea.

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