Municipi

La verità di Piccardi: “Nessun accordo segreto con il Pd. Non sono presidente di Commissione per l’errore di un giovane consigliere municipale”

Riparte la stagione politica dopo le ferie estive e con essa ritorna il dibattito sull’amministrazione del V Municipio. Il caldo agostano non è servito a sopire le polemiche collegate all’elezione dei presidenti delle Commissioni del V Municipio. Da un lato il venir meno degli equilibri interni al Pd e alla maggioranza, e dall’altro alcune sorprese come l’elezione di un esponente dell’opposizione alla Commissione Commercio e la mancata elezione di Massimo Piccardi alla Commissione Politiche Sociali. Alcuni rumors bipartisan hanno spifferato l’esistenza di un accordo segreto tra Piccardi e il Pd, accordo che oltre alla presidenza della Commissione prevedeva un ingresso in maggioranza per l’esponente della Lista Marchini. Adesso Piccardi ha deciso di raccontare la sua verità su questa vicenda politica dai contorni poco chiari. “Non escludo un mio ingresso in maggioranza – aggiunge Piccardi -. Il Pd mi manca”.

di LUCIO LUSSI

Piccardi, ci racconti bene cosa è successo

“Non c’è stato mai nessuno accordo con il Pd per un mio ingresso in maggioranza. Mezz’ora prima dell’elezione del Presidente della Commissione Servizi Sociali, il capogruppo del Pd in consiglio, Angelo Callocchia, si è reso conto che il nome di Emiliano De Angelis sarebbe saltato. Dalle menti perverse di alcuni è emersa la possibilità di eleggermi alla presidenza della Commissione al fine di recuperarmi in maggioranza, ma quando due autorevoli esponenti del Pd mi hanno comunicato questa strategia ho preferito declinare perché non mi sembrava il modo giusto per iniziare una collaborazione con il centrosinistra. Il mio diniego non è bastato, infatti gli esponenti del Pd hanno confermato la loro intenzione di eleggermi.

Dall’altro lato, l’opposizione mi aveva individuato come candidato alla presidenza della Commissione e c’erano anche i numeri per essere eletto, quindi non avevo bisogno dell’appoggio della maggioranza.

Al momento del voto ha pesato l’inesperienza e la poca praticità del giovane consigliere della lista Civica “Cittadini per Roma”, Luca Airoli. Considerato che la prassi prevede soltanto la candidatura “ufficiale” di un esponente della maggioranza, salvo ovviamente l’evenienza che alla fine prevalga un esponente dell’opposizione, Airoli nonostante avesse indicato il mio nome, lo ha cancellato davanti a tutti scrivendo, poi, Federici. Risultato? La Federici ha ottenuto 4 voti e io 3. Senza quell’errore dovuto all’inesperienza di Airoli sarei stato eletto Presidente della Commissione. Chiusa questa parentesi, adesso preferisco fare il consigliere, un ruolo che mi permette di venire incontro alle esigenze dei cittadini e agire sul territorio”.

Escluderebbe un suo ingresso nella maggioranza di centrosinistra?

“Non lo escludo. Ho dato la mia disponibilità, ma ancora non è stata raccolta. Fino a pochi mesi fa ero assessore della giunta Palmieri e mi sento ancora un esponente del centrosinistra. Al ballottaggio delle Comunali ha invitato a votare Ignazio Marino e ho condiviso e arricchito il documento politico – programmatico del Presidente Palmieri. Faccio parte di una “maggioranza diversa”. Sono propenso ad un ingresso in maggioranza, ma con gli oneri e gli onori che ne seguono e non solo per tappare buchi. Se la Lista Alfio Marchini viene chiamata in maggioranza deve avere gli strumenti per governare, al pari delle altre forze politiche di centrosinistra”.

Che idea si è fatta della situazione del Pd del V Municipio?

“Regna un gran caos e l’unione delle due identità del partito avverrà solo con il tempo. Oggi si verificano problemi e incomprensioni che il prossimo congresso chiarirà”.

Non le manca il Partito Democratico?

“Mi manca eccome. Sono tra i fondatori e ho creduto alle finalità che Veltroni aveva imposto al partito. Poi il Pd ha preso una deriva diversa, spostandosi a sinistra, ma noto con piacere che il partito adesso si sta riallineando all’idea iniziale in cui le due anime di centro e di sinistra possono dialogare costruendo una proposta concreta per il governo del paese”.

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