Politica

La solidità delle banche italiane

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Sono da poco terminati gli stress test effettuati dall’Eba sulla solidità patrimoniale e la tenuta delle banche Europee e, dopo un periodo non proprio florido per gli istituti nazionali, svettano Intesa al top degli istituti Europei, Ubi, Banco Popolare e Unicredit. Il numero uno di Intesa Sanpaolo, in particolare, sottolinea il successo del gruppo “anche nello scenario più avverso. Inoltre Intesa Sanpaolo si pone come miglior banca europea in termini di bassa leva finanziaria, con una dotazione di risorse liquide in eccesso rispetto ai requisiti previsti al 2018. Sono fattori che ci assegnano un chiaro primato, grazie al quale affrontiamo con la massima serenità una fase ancora complessa per il sistema bancario”. Il banchiere sottolinea quindi come la solidità del bilancio si basi sulla fiducia “della nostra clientela e sul risparmio delle famiglie, pilastro della nostra economia”. Messina assicura quindi che l’impegno di Intesa “in questa fase si rivolge in maniera speciale alle imprese interessate da una temporanea difficoltà che è possibile superare: dal 2014 sono 40.000 le aziende che con il nostro contributo si sono risanate. Grazie a questa solidità possiamo premiare i nostri azionisti con rendimenti e dividendi significativi, lo abbiamo fatto in questi anni a continueremo a farlo”. Parallelamente sono stati messi nero su bianco i problemi di Mps, unica banca italiana a non aver superato la soglia indicata dalle autorità di vigilanza. Istituto però che si consola avendo incassato l’ok informale della Commissione sul piano di raccolta di capitali privati. Ieri sera era già arrivato il via libera della Bce al piano di salvataggio di JpMorgan e Mediobanca per Mps che ha confermato l’aumento di capitale da 5 miliardi e la vendita di oltre 9 miliardi di sofferenze nette tramite cartolarizzazione a cui parteciperà Atlante. “Ora la credibilità delle banche italiane è rafforzata, ma occorre che le istituzioni europee e italiane lavorino ancora per realizzare più regole comuni per la corretta concorrenza per il mercato bancario” dice il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, a commento degli stress test condotti dall’Eba. Tuttavia il numero uno dei banchieri italiani sottolinea come il check up sia stato “un esercizio severo, con assai improbabili scenari avversi e una impostazione sfavorevole in partenza verso le banche impegnate principalmente nei prestiti alla clientela (come le italiane) per le quali, per esempio, non sono stati conteggiati gli interessi relativi ai crediti deteriorati di ciascuna banca, nonostante le concrete probabilità di almeno parziali incassi di detti interessi”.

di Francesco Piacitelli

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