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La Murarocomedy volge al termine

La telenovela dei rifiuti targata 5 Stelle prosegue a Roma anche se si ha la netta impressione di esser arrivati ad un ormai tragico epilogo della faccenda, tragico per Roma e per i suoi cittadini.

Questa mattina Repubblica rivela una quanto mai “particolare” telefonata, tra le carte di Mafia capitale, tra l’assessora a 5 Stelle Muraro all’Ambiente di Roma, allora solo “semplice” consulente della azienda rifiuti, e il ras delle cooperative rosse Salvatore Buzzi, in carcere dal dicembre di due anni fa nell’inchiesta “Mafia Capitale”. È il 20 settembre del 2013 e sono le 17.08 di pomeriggio. “Salvatore Buzzi chiamava Paola Muraro di Ama spa” per chiedere lumi sullo stato di una pratica per poter partecipare a un appalto milionario per la raccolta dei rifiuti. La Muraro, leggiamo, “gli riferiva che la richiesta di chiarimenti era stata inviata dal Cns di Bologna, ed entro il giorno dopo sarebbero dovuti arrivare i chiarimenti, dal momento che la busta “B” sarebbe stata aperta alle ore 13. Buzzi confermava dicendo che avrebbe avvisato subito”.
Così sempre in quel 20 settembre del 2013, mentre si intrecciavano interessi che hanno portato alla sbarra Panzironi e l’ex dg Ama Fiscon insieme a Buzzi, proprio per averlo favorito, dopo le informazioni ricevute dalla Muraro, parte la seconda telefonata. Alle successive 17 e 11, ovvero 3 minuti dopo le informazioni ricevute dall’attuale assessora all’Ambiente, Buzzi invia un sms al suo collaboratore Lucci: “Avvisa Bologna richiesta partita ora” e subito dopo un altro messaggio a uno dei big di Legacoop Lazio, Salvatore Forlenza: “Richiesta partita ora da Ama”.

Pronta la risposta dei pentastellati che affermano “di credere alla magistratura e non ai giornali di partito e che in Mafia capitale non c’è nessun cenno alla Muraro”. Peccato li contraddica il Deputato Dem Marco Miccoli citando la relazione del Reparto investigativo del Ros dei Carabinieri datato 11 Luglio 2014, allegato alla prima ordinanza di custodia cautelare di Mafia Capitale. Per gli interessati ed i nostri amici a 5 Stelle consiglio di leggere al Capitolo IV, pagina 774 di 1585, dove troveranno il “cenno alla Muraro” accanto a questi personaggi.

La vicenda ha un che di paradossale, dopo mesi di ipocrisia e attacchi indiscriminati da una parte politica all’altra emerge un collegamento inquietante tra un assessore a 5 Stelle ed un personaggio, un mondo di non ottima fama. Questo è il rischio quando si tenta di fare di tutta l’erba un fascio, quando si vuole generalizzare per colpire i tanti appartenenti ad un partito additandoli come mafiosi e criminali, questo succede quando ci si assurge a giudice, giuria e carnefice dell’altro ma si è privi di una visione della città e per giunta incompetenti nel dare una tale posizione di rilievo ad un personaggio così endemicamente contagiato da quel mondo.

Ora ci si aspettano le dimissioni per lo meno dell’Assessora Muraro, oramai chiaramente inadatta a ricoprire un ruolo del genere e delle spiegazioni da parte della Giunta sul perché sia stata scelta, sul perché i problemi dei cittadini romani non abbiano trovato risposte che non siano copiate da altri e soprattutto ci si aspetta meno ipocrisia e supponenza e più umiltà e concretezza da un Movimento che attaccava gli altri ignorando i problemi che ha al suo interno.

Sindaco i cittadini attendono!

di Francesco Piacitell

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