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La Grande Bellezza della periferia est: i ritrovamenti archeologici di via Prenestina. L’impegno della politica: “Sono un bene comune, saranno valorizzati”

Reperti trovati durante scavo foto proto

Quando la “Grande Bellezza” si annida anche in periferia. Siamo a Roma Est (Municipio V). L’estate scorsa, durante alcuni scavi, sono stati fatti importanti ritrovamenti archeologici tra la zona di Tor Sapienza e Tor Tre Teste.

All’altezza del civico 911 di via Prenestina, per esempio, durante la rimozione di un capannone di proprietà di Valentino Auto, gli scavi hanno fatto riemergere circa 144 tombe e 6 mausolei a pianta quadrata. Parliamo di una necropoli romana risalente a circa 2000 anni fa. I reperti erano allineati lungo il tratto di basolati antichi della Prenestina.

di MATTEO MARINI

Secondo gli esperti della Soprintendenza, la necropoli potrebbe risalire al I/II secolo a.C.  .I secolo a.C. e gli inizi del II d.C., poiché le sepolture dei corpi sono di diverso genere.

All’incrocio tra via Prenestina e via Tor Tre Teste, invece, sull’area che è stata di proprietà della Mondo Auto srl è venuto alla luce – durante alcune indagini preventive – un tratto della via Prenestina antica con alcuni resti di monumenti funerari posti ai lati.

La strada, per quanto si possa pensare visto che ha i suoi anni, è perfettamente conservata e si possono notare i solchi lasciati dalle ruote dei carri e alcuni tentativi antichi di restauro, portati avanti con il riutilizzo di marmi.

L’area, come dicevamo, era fino a un anno fa di proprietà della Mondo Auto srl. In seguito è passata di mano alla RoadHouse Grill Italia srl, catena di steak house di proprietà del Gruppo Cremonini.

In passato su quel terreno era già stato presentato, da parte della Società Campo Immobiliare S.r.l., un’istanza che mirava ad ottenere il permesso a costruire un edificio non residenziale a destinazione commerciale e che tale progetto è stato ricusato per mancanza di documentazione (D.D. n. 186 del 7 marzo 2012 del Dipartimento Programmazione e Attuazione degli Strumenti Urbanistici).

Anche da parte della Road House Grill, come scrive l’ex consigliere municipale del Pd Sergio Scalia in una mozione fatta approvare dal consiglio del Municipio VII il 12 marzo 2013, è stato presentato: “ un ulteriore progetto per la realizzazione di un complesso a destinazione servizi di ristorazione e commerciale e che tale progetto pur avendo regolare documentazione risulta in contrasto con quanto prescritto all’art. 17 della Legge Urbanistica 1150/42 riguardo al rispetto dei piani decaduti in riferimento ai servizi pubblici e verde di rispetto”.

“Il progetto di edificazione commerciale – continua Scalia – risulterebbe essere in contrasto con i pesi urbanistici che pongono il limite di 0,30 al mq di edificabilità e con i livelli di peso urbanistico commerciale che prevedono un impatto di tipo basso anziché medio come si evince dal progetto”.

La mozione, approvata a maggioranza, termina con l’impegno – da parte del Presidente del municipio: “a vigilare sulla congruità dei progetti presentati con i vincoli posti dal PRG e dalle norme urbanistiche che regolamentano la materia tenendo conto dell’interesse precipuo del territorio; ad attivarsi presso il Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica affinché tenga conto della volontà del Municipio in sede di conferenza di servizi o attraverso l’espressione di un parere riguardo il progetto in questione”.

Interpellato sul futuro di questi siti archeologici, il Presidente del Municipio V (ex municipio VI ed ex municipio VII) Giammarco Palmieri ha dichiarato ai nostri microfoni: “E’ precisa volontà della mia amministrazione quella di rendere fruibili questi ritrovamenti a tutta la cittadinanza. Il consiglio municipale sta preparando un atto che, una volta approvato in aula, impegnerà il sindaco Marino, gli assessori e gli uffici competenti a far sì che, come scritto nel mio programma, il Municipio V diventi il territorio a forte vocazione turistica che immagino. I miei concittadini meritano di vedere quali bellezze si trovano sotto i loro piedi”.

“La Road House Grill – aggiunge Palmieri – per muovere anche un solo passo dovrà confrontarsi con noi. Non hanno molta scelta”.

In Campidoglio la questione sembra sia arrivata già alle orecchie giuste. Il 6 maggio scorso, infatti, si è riunita la Commissione Cultura, presieduta dalla consigliera del Pd, Michela Di Biase.

Il fatto che la commissione coincidesse con la manifestazione che c’è stata da parte dei dipendenti comunali, può essere che abbia influito sulla partecipazione dei consiglieri.

Su 12 membri effettivi della Commissione, infatti, si sono presentati solo in 4 (inclusa la Presidente). La riunione, durata più o meno mezzora, è servita solo a prendere atto del fatto che l’area della via Prenestina sta diventando importante dal punto di vista culturale.

La Presidente Di Biase ha poi aggiunto che la Commissione, in sedute che verranno convocate prossimamente, inviterà la Sovrintendenza dei Beni Archeologici statale per chiedere spiegazioni sulla situazione degli scavi in quella zona. Tutto questo percorso: “servirà a produrre un atto di indirizzo che parta dalla commissione che presiedo e che arrivi nell’aula del Consiglio comunale”. “In ogni caso, conclude la consigliera del Pd sciogliendo la seduta, dobbiamo tenere ferma la barra sul fatto che quei ritrovamenti sono un bene e come tali vanno valorizzati”.

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