Campidoglio

L’80% dei romani è stanco di Marino. Veleni in Campidoglio: cosa c’è dietro il sondaggio che boccia il sindaco?

Crollo di popolarità del sindaco Ignazio Marino.
A 15 mesi dall’insediamento in Campidoglio, soltanto il 20% dei romani si fida ancora del primo cittadino.
A bocciare l’operato del sindaco e dell’amministrazione di Roma Capitale è un sondaggio commissionato dal gruppo consiliare del Pd, principale partito di maggioranza, il cui capogruppo è Francesco D’Ausilio.
E se mai ce ne fosse bisogno ha rappresentato l’occasione per rinfocolare veleni e contrasti in Campidoglio.

di LUCIO LUSSI

Marino è il primo a negare uno sgambetto politico: “Assolutamente no, mi sembra che i dati sul disappunto sul trasporto pubblico e decoro urbano siano assolutamente in linea con i problemi che noi vediamo e abbiamo davanti agli occhi”. Secondo i bene informati, però, saremmo nel pieno di una strategia politica volta a far cambiare marcia alla politica romana.

Non più di 24 ore fa era stata la maggioranza di centrosinistra a chiedere al sindaco un “cambio di passo” dell’azione della giunta con la valorizzazione di alcuni assessori finora rimasti in ombra e un rimescolamento delle deleghe.
L’esito del sondaggio, quindi, aggrava una situazione già molto tesa.

“Senza conoscere il sondaggio avevamo messo in cantiere lo scotto di dover pagare le scelte difficili e coraggiose di questa amministrazione – dichiara il coordinatore della maggioranza capitolina Fabrizio Panecaldo del Partito Democratico -. A parer mio quel documento andava messo a disposizione prima del sindaco e della giunta, affinche’ potessero lavorare sulle criticita’. Non so se e’ fuoco amico – conclude Panecaldo – ma penso che non facilita il lavoro. Sicuramente il sindaco deve avere un rapporto piu’ forte con il partito”.

Velato riferimento critico al capogruppo Francesco D’Ausilio? Forse, e a quanto pare non sarebbe l’unico.

Un’altra stoccata al capogruppo democrat arriva dai consiglieri capitolini Alfredo Ferrari (Presidente della Commissione Bilancio) e Maurizio Policastro (Presidente della Commissione Metro C): “Fa bene il collega Francesco D’Ausilio a spronare Sindaco e Giunta affinche’ lavorino al meglio per i prossimi quattro anni, ma una cosa resta da chiarire: in che luogo e con chi il capogruppo del Partito Democratico ha condiviso le riflessioni apparse oggi sulla stampa?. Se facciamo una analisi attenta di questo primo anno e mezzo, infatti – aggiungono – vedremo che non sono solo la gestione della mobilita’, del decoro urbano o la questione tariffe ad aver trovato risposte incomplete nelle azioni amministrative. Ci sono altri argomenti che meritano d’essere affrontati per il bene della citta’. E’ stato da poco varato un piano di rientro che pone al centro dell’azione correttiva dei conti ereditati dalla Giunta Alemanno altri tre indicatori: patrimonio, aziende partecipate, sistema delle entrate. Anche su questi tre assi portanti, siamo convinti che il Pd, come gruppo capitolino e come partito romano, debba ragionare per dare risposte”. Per Ferrari e Policastro “di certo, accanto alla centralita’ che il gruppo capitolino deve esercitare nelle scelte politiche, e’ da ripristinare un corretto flusso di informazioni fra Sindaco, Giunta e partito, cosi’ da avere piena condivisione del governo della citta’ e del cambio di passo”.

Da par suo D’Ausilio compare oggi sulle pagine romane di un noto quotidiano nazionale con un’intervista confezionata ad hoc per la grande occasione.
“Paghiamo alcune scelte impopolari e l’enorme carico di aspettative del dopo-Alemanno – dichiara D’Ausilio -, l’aumento di tariffe e tributi, dalla Ztl alle rette dei nidi; la razionalizzazione delle linee bus che ha portato a un taglio delle corse; l’aumento della differenziata che ha causato non pochi disagi: tutte scelte obbligate a risanare il bilancio del Comune, lasciato con un deficit strutturale di oltre 800 milioni all’anno, che ora correggeremo grazie al piano di rientro concordato con il governo”.
Secondo il capogruppo democrat il “vero tallone di Achille” è “la scarsa capacità di dare risposte ai problemi che affliggono i cittadini: il traffico e il trasporto pubblico, la pulizia e il decoro dovranno diventare le nostre priorità”. Ma prima di tutto bisogna ricostruire un rapporto di fiducia con i romani, “rapporto che sembra incrinato”.
Poche speranze anche dai 9 punti in più che il PD prende rispetto all’anno scorso. Il balzo di qualità non è merito del partito e dei dirigenti romani ma “risente del traino di Matteo Renzi, anche a dispetto delle difficoltà di quest’anno e mezzo a livello comunale”.
Messe da parte per un momento le schermaglie tra gli esponenti democrat, anche i membri della giunta sono stati sorpresi dall’esito del sondaggio e a nulla è valsa l’ammissione di Marino sull’urgenza di “concentrarsi sulla quotidianità e su tutti gli aspetti che servono a migliorare la qualita’ della vita dei cittadini”.

Per gli amministratori della città, un dato particolarmente doloroso è che il 54% degli intervistati dichiara che a Roma non funziona nulla e per 4 romani su 5 il trasporto pubblico locale è il servizio che funziona peggio.

Il sindaco cerca di reggere gli attacchi dichiarando che “rimane irrisolto soltanto il problema del trasporto pubblico locale” e rivendicando il risultato sugli extracosti, il lavoro sull’allentamento del patto di stabilita’ e la difficolta’ di risolvere i tanti problemi ereditati dalle passate amministrazioni.

E mentre la giornata trascorre tra dichiarazioni infuocate, veleni e palesamenti più o meno espliciti di “fuoco amico” all’interno della maggioranza, a difendere Ignazio Marino interviene il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti: “Dal sondaggio emerge un giudizio, non so se vero, ma non generoso. Ignazio e’ il sindaco che piu’ di tutti si sta facendo carico di governare una situazione drammatica che ha ereditato, con scelte molto coraggiose”.
Ma in Campidoglio si guarda già al dopo Marino, al punto che questo sondaggio sembra ad una parte dei democratici capitolini l’ultima provocazione per far deflagrare la maggioranza di centrosinistra.
“Da novembre comincia la nostra campagna elettorale”, dichiara Alfio Marchini.
“L’arroganza non e’ un sistema di governo”, twitta il democratico David Sassoli, mentre il capogruppo NCD in Assemblea Capitolina Roberto Cantiani sfida il Partito Democratico a sfiduciare Marino in aula Giulio Cesare, perché “Roma ha bisogno di essere amministrata e non puo’ pagare lo stallo di giochetti di palazzo”.

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