Roma

Intino (PD): tre mosse per rimettere in moto l’economia capitolina

“Fare subito di Roma Capitale un marchio registrato il cui uso e consumo da parte di privati sia regolamentato sulla base del diritto d’immagine. Di fatto, con la sua sola immagine, Roma Capitale diventerebbe un marchio di impresa capace di produrre a costo zero con un introito annuale che potrebbe essere stimato in circa 1,5 milioni di euro dei quali 700mila derivanti dalla vendita di souvenir ed il restante derivante dai diritti d’immagine”.

Lo afferma Italo Intino, consigliere del Partito Democratico nel Municipio Roma V, a seguito dell’approvazione del bilancio pluriennale e piano d’investimenti 2013-15.

“E’ tempo di cambiare passo”, spiega Intino, “l’amministrazione capitolina dovrebbe attuare una manovra di rilancio della domanda attraverso una redistribuzione a favore dei cittadini meno abbienti: per esempio rimodulando l’addizionale comunale, mantenendo invariata l’aliquota per i redditi famigliari inferiori e/o uguali ai 25mila euro lordi ed elevandola gradualmente per gli stessi superiori a tale soglia. Inoltre bisognerebbe completare la revisione delle rendite catastali. A Roma la stragrande maggioranza delle stesse sono state fissate negli anni ’60, come nel caso di Marranella, Pigneto e Torpignattara. Ad oggi sono stimate in circa 175mila unità gli immobili che vedranno maggiorata la loro rendita catastale variando la categoria in A/1 (di tipo signorile). Secondo le stime del Dipartimento politiche economiche di Roma Capitale l’intera rivalutazione porterebbe un gettito complessivo pari a 123 milioni di euro. Infine, ma non da ultimo, si dovrebbe introdurre il federalismo fiscale municipale che consentirebbe alle amministrazioni territoriali di avere maggiori risorse disponibili da investire in edilizia scolastica, servizi sociali ed infrastrutture”.

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