Roma

“Ecco il legame tra mafia e politica sul litorale romano. Marino intervenga a costo di sacrificare anche alcuni dei suoi” Inchiesta/1

 

 

Paula Felipe de Jesus fa parte del Laboratorio di Urbanistica Labur di Ostia ed è portavoce Tecnico del Tavolo Partecipato sul Waterfront di Roma Capitale. L’abbiamo intervistata per fare un primo quadro generale sulle infiltrazioni della criminalità organizzata sul litorale romano, nell’ambito delle concessioni demaniali e nella gestione delle attività imprenditoriali. Esce fuori un quadro a tinte fosche che vede un forte giro di affari tra politica, amministratori, dirigenti municipali ed esponenti della criminalità organizzata. Anche noi denunciamo da tempo il malcostume che regna incontrastato nelle spiagge romane e questa intervista non è che il primo passo di un’inchiesta che riserverà molte sorprese.

di LUCIO LUSSI

 

Qual è la situazione delle concessioni demaniali dell’arenile di Ostia?

“Si confondono concessioni rilasciate dal demanio con quelle delle

spiagge pubbliche rilasciate dal Comune, si confondono concessioni per

gli esercizi commerciali con quelle per le pertinenze demaniali. Con la

recente attuazione del decentramento amministrativo il XIII municipio

ha messo mano su tutte queste cose, scavalcando a volte di fatto i

poteri e il ruolo della capitaneria di porto (per il controllo delle

aree occupate sugli arenili) e quello dell’Agenzia delle

Entrate/Regione Lazio (per la determinazione degli importi da pagare).

Aggiungiamo il potere che ha il tribunale di Ostia per le diatribe tra

balneari e stato sul pagamento delle concessioni stesse e abbiamo un

quadro di piena confusione gestito dall’

ufficio tecnico municipale, a sua volta gestito dalla giunta politica

del municipio, a sua volta gestita dai voti ricevuti dai poteri forti

del territorio”.

 

Si parla di infiltrazioni criminali nelle concessioni. Ci può spiegare meglio?

“Le infiltrazioni fanno parte di quel malsano

meccanismo che parte dal riciclaggio dei soldi che esiste nel XIII

Municipio (usura, videogiochi, riciclaggio) che lega molta

imprenditoria alla malavita e che porta i voti ai politici affinchè

proteggano i propri interessi economici. Avere uno stabilimento

balneare significa avere una lavatrice di soldi in quanto il controllo

fiscale sugli ormai ‘villaggi turistici balneari’ è quasi zero. Non si

ricorda da molti anni alcun intervento della Guardia di Finanza. Strano

vero?”.

 

Il tutto corredato da ingenti spese per milioni di euro avallate da rappresentanti politici conniventi

“Basti pensare agli ingenti capitali che vengono investiti sulla finta

battaglia per l’erosione o che si vogliono spendere per l’industria

turistica sul litorale (secondo polo turistico, distretto turistico

balneare) per capire come la politica da Veltroni ad oggi voglia

difendere questo marcio sistema in cui la malavita ha il suo preciso

ruolo”.

 

Del resto la presenza del clan Spada sull’arenile e la richiesta di un esponente Spada al dirigente dell’ufficio tecnico del Municipio di Ostia confermano un forte legame tra criminalità organizzata e amministrazione del litorale…

“L’esistenza di un legame non è una novità, basti pensare a quanto

già emerso con Fasciani e Mokbel. Non scopriamo nulla di nuovo, ad

Ostia si sa tutto da anni ma si insabbia tutto da

sempre. La politica locale combatte le infiltrazioni mafiose tenendo

una candela in mano durante le manifestazioni”.

 

Viva preoccupazione è stata espressa anche dal Campidoglio. Ignazio Marino infatti ha ordinato una approfondita ispezione sull’operato degli amministratori di Ostia coinvolti nella concessione delle licenze demaniali. E’ la volta buona per combattere le infiltrazioni criminali a Ostia e sul litorale romano?

“Singolare che Marino abbia deciso questa iniziativa apprendendo la notizia dai giornali. Chi

governa un territorio queste cose le conosce già da tempo. Se la Procura non

avesse fatto uscire le carte consegnandole a Repubblica, sarebbe rimasto

tutto a posto? Le Commissioni Municipali sulla trasparenza e garanzia,

affidate all’opposizione, non hanno mai funzionato. L’unico modo in cui

c’è stato un tentativo serio di fare pulizia sul territorio è stato

quello di Pannella nel 1992, la prima vera tangentopoli partì da Ostia.

Ad oggi si stanno ricreando solo nuovi equilibri. Marino deve andare fino in

fondo, a costo di sacrificare anche alcuni dei suoi, o si presterà

soltanto a un gioco sporco”.

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