Roma

“Il PD a Roma è in preda alla guerra tra bande. Mai più finanziamenti ai comitati elettorali”

 

L’accusa arriva da Carlo Cotticelli, tesoriere del PD romano. “Ho rilasciato numerose interviste da vicepresidente municipale e non ho mai chiesto di focalizzare l’articolo su un argomento “definito”, ma adesso è necessario. Il punto fondamentale è questo: il PD a Roma è in preda alla guerra tra bande e finché resterà in vigore il sistema di finanziamento ai comitati elettorali avremo questa situazione di guerra”.

La ricostruzione di Cotticelli è accorata, tipica di chi ama la politica e la vede scivolare verso il basso. Per indagare, allora, partiamo dalla fine.

Intervista di LUCIO LUSSI

Tesoriere Cotticelli, qual è il suo giudizio politico sull’azzeramento delle cariche romane del partito?

“E’ stato un colpo pesante, anche perché alla fine in Federazione sono rimasto soltanto io, l’unico che non poteva essere cacciato. Sarebbe stato più opportuno un confronto concreto all’interno del partito, ma se riduciamo il confronto politico alla lotta tra bande accade proprio questo. In un partito vero il cambiamento sarebbe stato trovato insieme al segretario uscente. L’azzeramento, invece, è l’ennesima dimostrazione che ha vinto la guerra tra bande”.

E’ rimasto da solo all’interno della Federazione romana. Problemi di solitudine?

“Sono figlio unico e sono abituato alla solitudine. Come c’è la solitudine dei numeri uno c’è anche la solitudine del tesoriere. Sono una persona forte, fortunatamente”.
L’unico a combattere contro la guerra tra bande….
“Vede… purtroppo è cambiato il modo di fare politica. Fino a sette otto anni fa i finanziamenti erano centralizzati, adesso, invece, sono tutti diretti ai comitati elettorali dei singoli candidati. Il PD è diventato un grande comitato elettorale e, a livello centrale, il partito non gestisce più nulla. Malgrado questo, il partito aveva una sua struttura di persone, impiegati sia tecnici che politici, che hanno portato avanti la baracca. Alcuni di loro sono diventati deputati, altri consiglieri regionali, altri ancora sono stati sistemati in altro modo. Nonostante le difficoltà economiche, non abbiamo mandato a casa nessuno. E’ cambiato, però il modo di fare politica: finchè il finanziamento era centralizzato la politica aveva un valore diverso. Il finanziamento ai comitati, ora, provoca inevitabilmente una guerra tra i comitati stessi. Ci possono essere divergenze sulla strategia politica, possiamo parteggiare per Bersani o per Renzi ma il vero problema è che fino a quando il tesoriere della Federazione conterà meno del tesoriere di un Comitato elettorale la questione non si risolverà mai. E’ questo il vero motivo della crisi economica e strutturale del partito”.

Già… crisi economica. In quali condizioni versano le casse del PD romano?
“Le casse del partito sono messe male, molto male. Abbiamo un disavanzo di 600 mila euro e stiamo cercando di coprire questo buco con la Festa dell’Unità e con le cene di finanziamento che organizzeremo nei prossimi mesi”.

Eccoci alla Festa dell’Unità. Si farà o non si farà?
“Posso rassicurare tutti, la Festa si farà e le prime strutture sono state già montate”.
In che modo verrà finanziata?
“Come è stato sempre fatto: con un mix tra finanziamenti provenienti dal volontariato e fondi dei privati che acquistano lo stand”.
Una lettera di Lucia Zabatta sui malumori dei volontari ha provocato un vespaio di polemiche. Qual è il suo giudizio politico? Davvero i volontari intendono incrociare le braccia perché non accettano la strategia delle larghe intese?
“Ognuno faccia quello che vuole, l’importante è non erigersi a protagonista o a portavoce della totalità dei militanti. Moltissime persone verranno a lavorare come negli anni passati e si sono lamentate, anzi, per la mancata comunicazione della data esatta della Festa. Chi vuole stare a casa stia a casa. La Festa dell’Unità c’è dal 1946 e ha superato gli Anni di Piombo e gli anni della Giunta Alemanno, momenti ben peggiori di questo. Supereremo anche la crisi attuale ma nessuno obbligherà gli altri volontari a partecipare. La Festa è stata fondamentale in questi anni e mi dispiace che chi ci ha lavorato in passato abbia preso, adesso, queste posizioni. Avrà avuto le sue ragioni ma non c’è nessun problema: ce ne faremo una ragione anche noi”.

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