Cultura

Il futuro della Terra in fotografia: il progetto fotografico di Francesca Romana Guarnaschelli

Il Festival Internazionale della Fotografia, in corso a Roma dal 4 ottobre, non è limitato solo agli spazi istituzionali della capitale ma coinvolge diversi spazi sparsi per tutta la città. Un proficuo dialogo che vede interessati i diversi ambienti delle Accademie straniere alle gallerie private, tutti indirizzati a promuovere e valorizzare la fotografia contemporanea.

di SILVIA MATTINA

In questo contesto Studio Spin e Laboratorio Fotografico Corsetti presentano da martedì 8 a sabato 26 ottobre 2013, il progetto fotografico, Promessa Terra di Francesca Romana Guarnaschelli, a cura di Eugenio Corsetti e Niccolò Fano. Si tratta di una serie di 15 fotografie formato 40×50 cm B/N scattate e stampate con tecniche analogiche tradizionali atte a proporre un’analisi del reale, in luoghi difficilmente identificabili dell’Europa e dell’Italia, ipotizzando un possibile futuro distopico e ispirato al cinema fantascientifico. Tematiche quali il cambiamento inevitabile ripreso a “Ultimatum alla Terra” (Robert Wise, 1951), il tema dell’alienazione umana tratto da “L’uomo che cadde sulla Terra” (Nicolas Roeg, 1976) e i simboli che svelano una chiave interpretativa differente come in “Essi vivono” (John Carpenter, 1988).

Francesca Romana Guarnaschelli propone l’ambiente urbano come  luogo di arrivo e non di partenza, per una critica all’odierno che vede nell’invasione aliena la risposta al drammatico colasso verso il quale volge la Terra. Il testo critico della mostra firmato dal fotografo Andrea Attardi spiega: “Queste atmosfere bloccate, sature di elementi indecifrabili, a volte geometrici e minimali, denunciano il rifiuto della realtà a favore della “Promessa Terra” immaginata dall’artista, contro il rigido schematismo delle tradizionali regole accademiche”.

La chiarezza della rappresentazione è abbandonata in favore di una nebbia che volutamente confonde e rende l’aria rarefatta e solo sporadicamente attraversata da lame di luce. Il tema della vacatio dell’umanità è affrontato dalla giovane fotografa, attraverso una duplice percezione: la presenza di  forme aliene ed il persistere di tracce di civilizzazione, che preannuciano un cambiamento velato dalla maliconica constatazione di una futura estinzione.

L’installazione, progettata appositamente per lo spazio ipogeo dello Spin insieme a Niccolò Cau e Silvia Litardi, valorizza l’aspetto immersivo del progetto, mirando a proiettare il visitatore all’interno del progetto. Le stampe ai sali d’argento sono state eseguite da Rolando ed Eugenio Corsetti presso il Laboratorio Fotografico Corsetti.

Francesca Romana Guarnaschelli (Roma,1983) si è diplomata presso l’Istituto Europeo di Design. Dal 2007 collabora con il Laboratorio Fotografico Corsetti. Nel 2008 ha curato la parte fotografica del progetto editoriale sui mercati rionali di Roma, “Roma, casa e bottega”, edito da Ed/Archi’s. Fotografa ufficiale della prima edizione della Festa dell’Architettura di Roma del 2010. Fotografa di scena musicale per la GrindingHalt. Fotografa di scena del film Space Metropoliz di Fabrizio Boni e Giorgio de Finis. Ha esposto, a maggio del 2010, nel quartiere Trastevere di Roma, una selezione delle immagini di scena per il documentario “Robaccia Rubbish” sull’artista Fausto Delle Chiaie. A ottobre dello stesso anno risale la personale fotografica “Prima che cali il sipario…”, curata dal Laboratorio Fotografico Corsetti. Espone a maggio del 2012 al MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove.

Il sito della fotografa con il calendario della mostra: www.francescaguarnaschelli.com

 

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