Campidoglio

Il commissariamento di Marino (che minaccia i romani)

Il primo cittadino è in crisi e ormai non passa giorno che non lo veda alle prese con i problemi di bilancio della Capitale. Ma ora la vice da esplode in tutta la sua gravità e il sindaco pare in grosso affanno. E partono le minacce…

Ieri ha minacciato tutti i politici, da Delrio a Franceschini, da Causi a Gentiloni: “se non mi date una mano chiamo i giornalisti di tutto il mondo per dire che me ne vado perché l’Italia non ha fiducia nella sua Capitale”.

Oggi minaccia i romani, dai microfoni di Radio 24 tuona: “da domenica blocco la Città. Quindi le persone dovranno attrezzarsi, fortunati i politici che hanno le auto blu, loro potranno continuare a girare, i romani non potranno circolare… I romani dovrebbero inseguire i politici con i forconi…”.
Un Marino infuriato che fa leva sull’antipolitica e tocca la pancia dei romani giungendo a proibire loro quello che hanno di più caro, l’uso dell’automobile. Il trionfo della demagogia di un sindaco che ormai pare aver perso lucidità ed autocontrollo oltre a quell’aplomb istituzionale che il suo ruolo meriterebbe.
Colpa del ritiro da parte del governo del decreto “Salva Roma” per non esporlo al fuoco di fila degli oltre 300 emendamenti presentati dal M5S in Parlamento.
Ed ora?
Fonti solitamente informate ci dicono che il governo sarebbe già al lavoro per presentare in tempi record un nuovo disegno di legge che permetterebbe alla Capitale di recuperare quei finanziamenti necessari ad evitare il default.
“Basta, sono pronto a dimettermi, Non ho intenzione di fare il commissario liquidatore”, avrebbe detto il Sindaco.
In realtà nemmeno quello.
Perché, sfumata l’eventualità di un avvicendamento fra l’assessore Morgante e l’ex sottosegretario Legnini (per il rifiuto di quest’ultimo) pare che la soluzione trovata nelle stanze del Governo per fronteggiare l’emergenza Marino (i cui continui richiami all’antipolitica de gli schiaffi ai partiti non sono piaciuti a nessuno) sia proprio quella del commissario occulto Legnini.
Il cui ruolo nel governo pare sarà proprio quello di occuparsi anche della Capitale.
Tutto ciò nel tentativo di tenere in piedi il delicato equilibrio fra i “difensori”della Capitale e chi (come la Lanzillotta ma non è la sola) vorrebbe si risolvere i problemi di bilancio capitolini ma attraverso la vendita delle maggiori aziende municipalizzate, fra cui ACEA e la messa in liquidazione delle partecipate. Ed è stato proprio Giovanni Legnini ad accogliere ieri a Palazzo Chigi il sindaco e a comunicargli l’esistenza di un forte gruppo di pressione che spinge per evitare la reiterazione del decreto obbligando il Governo a tentare la strada di un nuovo disegno di legge.
Insomma momenti duri per la Capitale che, alla pari di molti altri comuni italiani colpiti dal ritiro del decreto, dovrà tirare ancora la cinghia.
Ma è la reazione del Sindaco che nessuno si aspettava. Una reazione singolare che pare evocare la rivoluzione dei cittadini (che hanno già terminato la loro luna di miele con il Sindaco) contro la politica. I cittadini contro le auto blu.
Insomma, il Marino che non ti aspetti, poco lucido e furibondo, contro i partiti e contro la politica.
Mala tempora currunt.

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