Roma

I residenti nel Centro Storico prigionieri di Marino

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Ad Ignazio Marino i residenti nel Centro Storico della Capitale devono stare proprio sullo stomaco.
È inevitabile pensarla così perché ormai non passa giorno che contro i residenti non se ne esca con qualcuna delle sue geniali trovate.
Ha cominciato subito appena insediatosi con la finta pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Un intervento spot mirato ad ottenere consensi che ha fatto solo infuriare i residenti costretti ad arzigogolati giri per tornare a casa.
Dico finta perché in quel breve tratto fra taxi, TPL, bus turistici, taxi, torpedoni e mezzi autorizzati passano più di 5000 auto al giorno.
Alla faccia della pedonalizzazione.

E così più di 30 associazioni di residenti e commercianti si sono riunite in un comitato chiamato “Trappola per Fori”.
Risultati ottenuti: nessuna isola pedonale, via Merulana costantemente intasata, via Labicana che pare la tangenziale fra muretti e new-jersey, via Cavour tormentata da colonne infinite e via dei Serpenti una incompiuta chiusa da una gabbia metallica da un lato.
Poi ha proseguito aumentando gli stalli per i pulmann turistici. Che sono dilagati…
Ormai sono dappertutto, sostano con il motore acceso dove vogliono ed aumentano ancora, se possibile, il traffico e l’inquinamento.
Ha provato poi a “deportare” i camion bar che invece sono sempre li.
I centurioni ormai sono centinaia in città.
Sono arrivati fino a piazza Di Pietra ove due improbabili “antichi rumeni” (si perché sono proprio due cittadini rumeni) ed una matrona bivaccano da mesi.
I venditori abusivi di cianfrusaglie si sono moltiplicati come formiche. Fra Piazza di Spagna e Trinità dei Monti stendono le loro lenzuola indisturbati. Tanto nessuno dice loro nulla. Se arrivano i vigili si arraffa il lenzuolo e si fugge travolgendo tutto e tutti.
Per non parlare dello slargo di San Carlo al Corso. Li è possibile trovare di tutto, dai ballerini falsi ed improvvisati, al caldarrostaio (anche ad agosto…), dai lanciatori di oggetti volanti ai finti monaci tibetani con il trespolo, da suonatori improvvisati agli onnipresenti venditori di cianfrusaglie, borse, portafogli e cd.ce poi, dulcis in fundo, i finti artisti di strada che vendono fotocopie, disegnacci ed altre croste di Roma sparita. Che nel frattempo è sparita davvero.

Tutti costoro invadono  il suolo pubblico senza lasciare libero nemmeno lo spazio di un fazzoletto assediando i residenti fin dentro i portoni.
Alla Fontana di Trevi non si cammina più. Si sta come le sardine rischiando sempre di calpestare lenzuola, mendicanti, e i soliti lanciatori di oggetti volanti.
Per tacere dei soliti, onnipresenti, camion bar.

E che dire di quelli che osano abitare nelle comunemente dette zone della “movida” romana.
Trastevere, Campo dei Fiori, Monti, Testaccio…
Poveracci, circondati da giovani in preda all’alcool che inventano ogni giorno qualcosa di nuovo per movimentare le loro serate alcoliche ed infastidire  chi in quei posti ci abita. E guai a lamentarsi… Una donna, all’ennesima lamentela perché non riusciva ad entrare in casa per la presenza di giovani punkabbestia sdraiati sull’uscio,  si è sentita rispondere da un’annoiato vigile: “a signò, ha scelto lei di abitare a Trastevere”….
Senza parole.

Adesso la zelante Giunta ha deciso di aumentare le tariffe per la ZTL proprio ai residenti, rei di abitare nel Centro Storico romano.
Costoro vengono infatti stangati oltre misura: una famiglia che ha due macchine viene a pagare 3.000 euro contro i precedenti 400 circa (per 5 anni), mentre a Firenze la stessa famiglia ne pagherebbe solo 50. Da notare che i residenti pagano differentemente a seconda se vivono a Trastevere, a San Lorenzo o a Piazza del Popolo.
E tutto ciò mentre circa 500.000 motorini di piccola e di grossa cilindrata possono continuare ad entrare, a scorrazzare ed a parcheggiare fin dentro piazza Navona.
Praticamente una “tangente” per tornare a casa.
Già, tornare a casa…
Tornare verso casa con il tuo permesso da 1200 euro esposto sul parabrezza come un trofeo, dopo aver aggirato con cura il Colosseo, cercato dappertutto uno straccio di posto dove parcheggiare decentemente (perché di nuovi parcheggi non se ne parla), fatto lo slalom fra i venditori abusivi, schivare i giovani alcolisti barcollanti ed i punta bestia con il cane che ti vuole mordere, essere sfuggiti a quelli che corrono dietro ad un pallone come indemoniati,  chiesto permesso per entrare nel portone, scansate le bottiglie di birra lasciate in terra e, una volta entrati, cercare affannosamente i tappi per le orecchie per provare di riposare un po’ perché è venerdi è, si sá, di venerdì la movida si scatena.

Che non vuoi far divertire i giovani con 100 decibel?
A signò, ha scelto lei di abitare qui…

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