Politica

I referendum, la giustizia giusta e la politica assente

I 12 quesiti referendari, perchè vale la pena di firmarli e perchè dobbiamo darci da fare. La giustizia giusta e la politica assente

di Gianluca Santilli

Si, l’altro ieri ho firmato 11 referendum proposti dai Radicali. Il 12°, quello sul finanziamento pubblico ai partiti, no. Non l’ho firmato. Mi perplime l’idea di partiti diretti da finanziatori privati. La democrazia ha un costo e non conviene tagliarla.

Ma ho firmato gli altri 11. In particolare quelli sulla Giustizia Giusta come li ha chiamati Marco Pannella (responsabilità civile dei magistrati, magistrati fuori ruolo che hanno hanno più incarichi, limiti alla custodia cautelare, ergastolo e, soprattutto, la separazione delle carriere fra inquirenti e giudicanti).  Ho firmato anche per il Divorzio Breve (faccio parte della Lega Italiana per il Divorzio Breve da 3 anni), per la libertà di scelta nella destinazione dell’otto per mille ed anche per l’abrogazione delle norme che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare degli immigrati, così come ho firmato per l’abolizione dell’ergastolo (tanto in Italia non lo fa più nessuno) e per evitare il carcere a chi detiene modiche quantità di stupefacenti.

A ben guardare quasi tutti i referendum toccano materie giudiziarie e soprattutto sono largamente condivisi dalla stragrande maggioranza della popolazione, dal Codacons, dall’Associazione per la tutela dei diritti del malato e da molteplici associazioni.

E la domanda sorge spontanea: se sono così largamente condivisi, perchè dobbiamo usare lo strumento referendario?

Semplice, perchè la politica non c’è più.

Abbiamo un governo d’emergenza che non solo non fa nulla di per l’emergenza ma non fa nemmeno l’ordinario. Si balocca fra IMU, ICI, IVA da 3 mesi senza riuscire a prendere una decisione, gioca con gli esuli kazaki collezionando figure talmente barbine che si sarebbe dimesso anche il portiere del mio palazzo, giocano a dividersi le poltrone autoreferenziandosi come i “salvatori del Paese”.  Il Parlamento gioca a sostenere il governo a fasi alterne bloccato dalle vicende giudiziarie di Berlusconi (non ce ne libereremo mai…) ed i partiti si divertono chi a cambiare le loro regole interne riempiendo le pagine di giornali di ameni racconti di giornate passate a decidere chi deve fare che cosa e chi a rifondare nuovi partiti evocando spettri del passato.

Ed ecco che si viene inevitabilmente attratti da quel traballante banchetto pieno di cancellieri e volontari che chiedono di firmare delle cose. Politica, occuparsi della gente, occuparsi di questioni vicine a noi, dell’immigrato che abita nel tuo palazzo e non riesce a districarsi fra la burocrazia del permesso di soggiorno, dell’amico che ti chiede aiuto perchè la scorsa notte è stato arrestato il figlio dicottenne che deteneva una folle quantità di hashish quasi invisibile ad occhio nudo, del tuo modello 730 ove se ti dimentichi di indirizzare il tuo 8 per mille finisci per donarlo a santa romana chiesa senza che nemmeno lo sappia…

Insomma, attraverso quello strumento, sapientemente maneggiato dai Radicali, si torna a pensare che forse qualcosa possiamo fare con la nostra firma.

Per questo e per mille altri motivi ho firmato e per questo mi piacerebbe assai che il mio partito, il PD, prendesse una posizione netta a favore di quei quesiti, 11 o 12 che siano.

Di seguito l’elenco dei referendum, il cui contenuto è possibile approfondire sui siti www.cambiamonoi.it  e www.referendumgiustiziagiusta.it

Abolizione Finanziamento pubblico partiti

8xmille  – Per lasciare allo Stato le quote di chi non esprime una scelta.

Custodia cautelare – Per limitare il carcere preventivo, cioé prima della sentenza di condanna, ai soli reati gravi.

Divorzio breve – Per eliminare l’inutile obbligo di tre anni di separazione ­­prima di poter chiedere il divorzio.

Droghe: niente carcere per fatti di lieve entità – Per eliminare quelle norme che riempiono inutilmente le carceri e paralizzano la giustizia.

Ergastolo – Per abolire il carcere a vita ed ottenere una pena detentiva che abbia la finalità di rieducare il condannato.

Lavoro e immigrazione*  – Per abrogare quelle norme discriminatorie che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare degli stranieri.

Magistrati fuori ruolo – Per far rientrare nei Tribunali le centinaia di magistrati attualmente dislocati ai vertici della pubblica amministrazione per smaltire l’enorme debito giudiziario.

Responsabilità civile dei magistrati*  – Perché i cittadini possano ottenere dal magistrato, e in tempi rapidi, il giusto risarcimento dei danni a seguito di irregolarità e ingiustizie da loro subite.

Separazione delle carriere dei magistrati – Per ottenere la garanzia di essere giudicati da un giudice terzo obiettivo ed imparziale che abbia una carriera diversa da quella del Pubblico ministero che accusa.

(* due quesiti)

 

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